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Scuola: quello che attiene al mondo scolastico, dell’età evolutiva in termini di apprendimento e di comportamento.

Molte delle interazioni fra coetanei si svolgono in situazioni di gioco di gruppo, dove le capacità verbali e il simbolismo permettono di costruire nuove versioni della realtà e negoziare regole. Se inizialmente il gioco è svolto in modo solitario, progressivamente si passa ad una modalità parallela, dove più bambini svolgono insieme attività simili senza interagire. Il gioco assumerà poi c...

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I valori educativi dei genitori restano relativamente costanti nel tempo, ma le pratiche specifiche si dovrebbero adattare alle mutevoli esigenze dei figli, alle loro fasi di sviluppo. I genitori però hanno anche preconcetti relativamente stabili, formulano teorie circa la natura dei figli, le forze responsabili del loro sviluppo e circa il proprio ruolo. La funzione parentale può essere compres...

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Combinando le dimensioni di permissività/severità e sollecitudine/ostilità, si ottengono 4 diversi stili genitoriali: stile autoritario: si ha una forte affermazione del potere parentale e un’attitudine distaccata, i genitori che rientrano in questo stile sono direttivi ed esigenti, usano atteggiamenti intimidatori, pretendono obbedienza senza fornire spiegazioni. I loro figli potrebber...

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La socializzazione è un processo che si svolge principalmente nelle famiglie, dove viene attuata dai genitori attraverso la trasmissione di norme culturali. L’obiettivo è quello di favorire l’adattamento dei bambini entro la specifica società di appartenenza, con l’insegnamento di profili comportamentali accettabili. Possiamo immaginare la famiglia come un sistema e comprenderla alla luc...

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Dai due anni in poi, i bambini smettono di obbedire o imitare automaticamente, preferendo discutere, domandare e riflettere sulle regole che vengono loro proposte. L’apprendimento in un contesto familiare è fortemente caratterizzato da attivazione emotiva, che aumenta la consapevolezza dell’esperienza vissuta; i frequenti “perché?” significano che i bambini non accettano più le indicazi...

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Oltre ad agire in accordo con i desideri degli adulti, i bambini cercano di dare un senso alle richieste che vengono loro fatte, elaborando ipotesi sui motivi delle richieste essi cercano di capire cosa significano i messaggi che riceve in relazione al contesto sociale in cui vive. Tutto ciò accade inizialmente nel contesto della famiglia, poi, durante il secondo anno di vita essi divengono cosci...

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Sappiamo che un requisito essenziale per una buona interazione tra genitori e figli è l’obbedienza di questi ultimi, tuttavia Spitz sostiene che la capacità di dire no, tipica del secondo anno di vita, rappresenta il risultato intellettuale più importante della prima infanzia. In un’ottica di lungo termine, la capacità del bambino di affermare se stesso e andare contro i desideri dei genit...

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All’inizio della vita sono gli adulti che, nei confronti dei figli, attuano la funzione di regolazione; lo scopo è quello di uno sviluppo completo di modelli interiori di comportamento che agiranno come principi guida anche in assenza di sanzioni esterne; perché ciò si realizzi, è necessaria l’intera infanzia. Gli adulti giocano un ruolo cruciale nell’aiutare i bambini a controllare il p...

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Secondo Freud l’aggressività deriva da una tendenza innata che egli chiamava istinto di morte, funzionante secondo un modello idraulico: l’energia verrebbe accumulata fino a raggiungere un livello tale da dover essere scaricata, con modalità socialmente accettabili o disapprovate. Il controllo dell’aggressività può avvenire tramite un processo di catarsi, dando al soggett...

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È utile dire che prosocialità e aggressività possono essere considerate opposte strategie di problem solving che il bambino acquisisce presto, è quindi questione di come i bambini selezionano le risposte e di come elaborano le informazioni, si tratta di interpretazione prima di tutto, che passa attraverso una prima codifica dell’informazione, processo influenzato dai segnali sociali ma anche...

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