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La fallibilità dei ricordi nella testimonianza

La memoria umana è un processo ricostruttivo, non riproduttivo, continuamente plasmato dall'esperienza, dalla personalità e dalle informazioni post-evento. Le distorsioni mnestiche e i falsi ricordi hanno ricadute cliniche e forensi rilevanti, in particolare nella valutazione della testimonianza. La sindrome della falsa memoria e la suggestione pongono interrogativi cruciali nella psicologia giuridica e nella tutela del minore. Strumenti validati come l'Intervista Cognitiva offrono procedure strutturate per raccogliere testimonianze più attendibili.

Psicolab — La fallibilità dei ricordi nella testimonianza

Che cos’è la memoria? Tra definizione e complessità

La memoria nell’uomo rappresenta il senso del proprio essere. Oscar Wilde la definisce “il diario che ognuno di noi porta con sé”. La memoria è continuamente influenzata dal vissuto, dalle conoscenze che si acquisiscono nel corso del tempo, dalla personale percezione della realtà. Tutte le teorie sulle distorsioni mnestiche e sui falsi ricordi poggiano su un assunto di base: la memoria umana è ricostruttiva e non riproduttiva. In ogni ricordo c’è la rielaborazione-ricostruzione che si sviluppa sulla base della nostra personalità. Bartlett (1932) sosteneva che “ricordare è una ricostruzione o costruzione immaginativa che dipende fortemente dal funzionamento di uno schema”. L’“effetto disinformazione” si verifica quando il nostro richiamo di ricordi episodici diventa meno accurato a causa delle informazioni post-evento (Loftus, Miller & Burns, 1978). Un falso ricordo è definito “come il fenomeno di ricordare cose che non sono accadute o di ricordarle diversamente da come sono accadute” (Roediger & McDermott, 1995).

Il ricordo e il trauma

Il trauma è definito come “ciò che non può essere rappresentato o detto, è ciò che non è integrato e integrabile perché soverchia le capacità di legame dell’apparato psichico” (Barale & Uccelli, 2001). Freud e Breuer (1895) fondano l’eziologia delle nevrosi sulla presenza di un evento traumatico: una seduzione reale. “È così che nella storia della psicoanalisi si consolida l’importanza della vita fantasmatica, rispetto al trauma in sé. Il trauma si configura, allora, come un concetto ponte” (Haynal, 1976). Attualmente, nell’ambito psicologico, psicoterapeutico e delle scienze giuridiche, si sente sempre di più l’esigenza di studiare e valutare la teoria del trauma e di ricostruire ricordi infantili rimossi, valutandone attentamente la questione del vero e del falso nella realtà.

La sindrome della falsa memoria

Implicazioni cliniche: quando il ricordo diventa diagnosi

La “False Memory Syndrome” è definita come una condizione nella quale l’identità e le relazioni interpersonali di un individuo sono costruite intorno al ricordo di un’esperienza traumatica che è oggettivamente falsa, ma nel quale l’individuo crede (Lingiardi, 2001). Loftus (1997) scrive: “A volte il trattamento psicoterapeutico, l’ipnosi in particolare, è il luogo dove si fabbricano falsi ricordi di abuso”. Studi sull’effetto di misinformazione (Loftus et al., 1978; Zaragoza & Mitchell, 1996) evidenziano che presentare un’informazione sbagliata in seguito all’esposizione di uno stimolo interferisce con i processi di recupero del materiale mnestico. “Rievocare erroneamente non equivale a possedere un falso ricordo” (McCloskey & Zaragoza, 1985).

Testimonianza e memoria

La testimonianza deve avere due caratteristiche: accuratezza e attendibilità. La Corte di Cassazione Penale ha stabilito che “la testimonianza della persona offesa costituisce una vera e propria fonte di prova” (Cass. Penale, sez. III, 3 maggio 2011, n. 28913). Il modo in cui viene posta una domanda può alterare la memoria del testimone. Loftus e Palmer (1974) dimostrarono che l’utilizzo di verbi differenti (“toccate”, “fracassate”) modificava la stima della velocità e induceva il ricordo di vetri rotti inesistenti. “La nostra memoria è orientata dai processi attentivi, per cui tende a concentrarsi sull’elemento centrale di un episodio (‘weapon focus’) e non sui dettagli” (Berkowitz e LePage, 1967).

La suggestione e il minore

“I minori si trovano in una condizione di vulnerabilità a causa della loro personalità ancora in via di sviluppo” (De Leo, Scali & Caso, 2005). Per Dent (1988) “la memoria di un bambino può essere accurata come quella di un adulto”. La suggestione è definita da McDougall (1908) “come il processo psichico per il quale un individuo accetta, senza compiere alcuna verifica razionale, un contenuto di conoscenza proveniente da un altro soggetto”. “In particolare, vi è un aspetto che esercita un peso notevole sulla rievocazione dei ricordi effettuata dai bambini ed è legato al modo in cui essi vengono interrogati: la suggestione” (Mazzoni, 2000).

Procedure per facilitare la ricostruzione testimoniale

L’Intervista Cognitiva, sviluppata da Geiselman e Fisher (1984), si basa sul principio della specificità della codifica di Tulving.
Le fasi sono:
• Costruzione del rapporto
• Racconto libero
• Domande
• Secondo racconto con modalità diverse
• Chiusura e congedo
Nell’audizione protetta il compito dello psicologo riguarda l’attendibilità della testimonianza e la competenza del minore a testimoniare (Gulotta, 1987).
Conclusioni
La memoria è un meccanismo ricostruttivo e non riproduttivo. La descrizione di un evento accaduto è il risultato della combinazione di informazioni accumulate in memoria in tempi diversi (Terr, 1994). La figura del minore come testimone attendibile è diventata molto rilevante, ma è sempre necessario tenere conto della sua vulnerabilità alle influenze esterne durante la rievocazione dei ricordi (Mazzoni, 2000).

Bibliografia
• Barale, F., & Uccelli, S. (2001). Alle fonti delle concezioni psicodinamiche delle psicosi. Rivista di Psicoanalisi, 47, Borla.
• Bartlett, F. C. (1932). Remembering: A study in experimental and social psychology. Cambridge University Press.
• Brainerd, C. J., & Reyna, V. F. (2005). The science of false memory. Oxford University Press.
• Cavedon, L., & Calzolari, T. (2005). Il principio della specificità della codifica e l’intervista cognitiva. In G. De Leo, M. Scali, & L. Caso, La testimonianza. Problemi, metodi e strumenti nella valutazione dei testimoni. Il Mulino.
• Dent, H. R. (1988). The child as witness. Wiley.
• De Leo, G., Scali, M., & Caso, L. (2005). La testimonianza. Problemi, metodi e strumenti nella valutazione dei testimoni. Il Mulino.
• Freud, S., & Breuer, J. (1895). Studi sull’isteria. Deuticke.
• Garry, M., Manning, C. G., Loftus, E. F., & Sherman, S. J. (1996). Imagination inflation: Imagining a childhood event inflates confidence that it occurred. Psychonomic Bulletin & Review, 3(2), 208–214.
• Gulotta, G. (1987). Trattato di psicologia giudiziaria nel sistema penale. Giuffrè.
• Haynal, A. (1976). Il senso della disperazione. La problematica della depressione nella teoria psicoanalitica. Feltrinelli.
• Lingiardi, V. (2001). La sindrome della falsa memoria. In Psicologia clinica.
• Loftus, E. F. (1993). The reality of repressed memories. American Psychologist, 48(5), 518–537.
• Loftus, E. F. (1997). Creating false memories. Scientific American, 277(3), 70–75.
• Loftus, E. F., & Palmer, J. C. (1974). Reconstruction of automobile destruction: An example of the interaction between language and memory. Journal of Verbal Learning and Verbal Behavior, 13(5), 585–589.
• Loftus, E. F., Miller, D. G., & Burns, H. J. (1978). Semantic integration of verbal information into a visual memory. Journal of Experimental Psychology: Human Learning and Memory, 4(1), 19–31.
• Mazzoni, G. (2000). La testimonianza nei casi di abuso sessuale sui minori: La memoria, l’intervista e la validità della deposizione. Giuffrè.
• McCloskey, M., & Zaragoza, M. (1985). Misleading postevent information and memory for events: Arguments and evidence against memory impairment hypotheses. Journal of Experimental Psychology: General, 114(1), 1–16.
• Nichols, R. M., & Loftus, E. F. (2019). Who is susceptible in three false memory tasks? Memory, 27(7), 962–984.
• Roediger, H. L., & McDermott, K. B. (1995). Creating false memories: Remembering words not presented in lists. Journal of Experimental Psychology: Learning, Memory, and Cognition, 21(4), 803–814.
• Terr, L. C. (1994). Unchained memories: True stories of traumatic memories, lost and found.

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