Cosa fanno realmente questi lavori
La linea di ricerca è quella della connettomica: ricostruire la mappa completa delle connessioni fra i neuroni di un organismo.
Il risultato è reale e notevole: per alcuni organismi semplici la mappa è stata completata, con un numero enorme di connessioni ricostruite. È un lavoro di anni e uno strumento prezioso.
Va detto però cosa una mappa è: la struttura, non il funzionamento. Sapere quali neuroni sono collegati non dice quanto quelle connessioni siano forti, come cambino nel tempo, o cosa il sistema stia facendo in un dato momento.
Simulare quella mappa su un supporto informatico significa riprodurre un modello della struttura, non trasferire un organismo. E l’espressione «cervello su un chip» descrive questo, non altro.
Perché una mappa non basta
Gli elementi mancanti sono noti e non marginali.
La modulazione chimica: il funzionamento dipende da sostanze che agiscono in modo diffuso, modificando il comportamento dell’intera rete. Non è catturata da una mappa delle connessioni.
La plasticità: le connessioni cambiano continuamente, e una mappa è un’istantanea.
Il corpo: il sistema nervoso funziona in scambio continuo con un corpo e un ambiente, e questa relazione non è un accessorio dell’attività ma parte di essa.
Va aggiunto un caso illuminante: per un organismo con poche centinaia di neuroni la mappa completa è nota da decenni, e nonostante questo il suo comportamento non è pienamente prevedibile. È il controesempio più chiaro all’idea che la struttura basti.
Cosa questo dice sulla mente
La questione riguarda anche il modo in cui parliamo di noi.
L’idea che la mente sia informazione trasferibile su un altro supporto è una posizione filosofica, non un risultato scientifico, e presentarla come imminente è scorretto.
Va segnalato il problema aperto: non disponiamo di un criterio per stabilire la presenza di esperienza soggettiva in un sistema, e senza quel criterio la domanda su cosa proverebbe una simulazione non è affrontabile.
E va ricordata una tendenza documentata: attribuiamo automaticamente stati mentali a ciò che si comporta in modo apparentemente autonomo. È un funzionamento nostro, e rende queste notizie particolarmente suggestive.
Come leggere queste notizie
- Distinguere mappa e simulazione: la prima è un dato strutturale, la seconda un modello, e nessuna delle due è un trasferimento.
- Chiedersi quale organismo: fra un insetto e un mammifero la differenza di scala è di molti ordini di grandezza.
- Verificare se il modello riproduce comportamenti osservati o solo la struttura: è la differenza fra una descrizione e una spiegazione.
- Diffidare del lessico: «trasferito», «caricato», «rivissuto» sono termini della divulgazione, non dei lavori originali.
- E riconoscere il valore reale di questi studi, che è grande: capire come l’attività di una rete produca comportamento è una delle domande centrali delle neuroscienze, e questi strumenti servono a quello.
Domande frequenti
Cosa significa mappare un cervello?
Ricostruire la mappa delle connessioni fra i neuroni. E un dato strutturale, non una descrizione del funzionamento.
Una mappa consente di simulare l’organismo?
No: mancano modulazione chimica, plasticita e la relazione con corpo e ambiente. Per un organismo con poche centinaia di neuroni la mappa e nota e il comportamento resta non pienamente prevedibile.
Si puo trasferire una mente su un supporto?
L’idea che la mente sia informazione trasferibile e una posizione filosofica, non un risultato scientifico.
Perche queste notizie colpiscono cosi tanto?
Perche attribuiamo automaticamente stati mentali a cio che si comporta in modo apparentemente autonomo: e un funzionamento nostro.
Lascia un commento