Scuola: quello che attiene al mondo scolastico, dell’età evolutiva in termini di apprendimento e di comportamento.

Questa studiosa americana si pone l’obiettivo di spiegare quale sia lo sviluppo dei contenuti della conoscenza, ovvero come si evolve il sistema concettuale che racchiude tutte le conoscenze date dall’esperienza personale passata. Concetto chiave è quello di memoria a lungo termine, suddivisa in memoria episodica e memoria semantica. La memoria episodica incorpora la storia del...

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Per Bruner il funzionamento del cervello plasma la cognizione, ma la cultura ha la capacità di estendere il ragionamento oltre i suoi limiti naturali. Secondo questo autore tutti i processi mentali sono originati da un fondamento sociale e culturale, da una influenza dei simboli, delle ideologie, delle convenzioni; tutto ciò avviene per mezzo delle relazioni sociali di cui il bambino ha bisogno...

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La realtà è qui rappresentata da simboli e segni convenzionali, arbitrari e quindi non necessariamente somiglianti alla realtà; pensando al linguaggio, simbolo per eccellenza, ci accorgiamo che tra esso e la realtà esiste una mediazione data dal significato della parola. Quando il linguaggio viene interiorizzato, esso diviene strumento cognitivo, sistema di codifica della realtà molto flessib...

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Tipica del primo anno di vita e prevalente fino ai 6/7 anni, essa codifica la realtà attraverso l’azione, per Bruner rappresenta l’inizio dello sviluppo culturale e sociale; lo sviluppo motorio e manipolatorio è, secondo questo studioso, un processo costruttivo che dipende dagli scopi del soggetto e dalle esigenze che nascono in base all’ambiente di vita. In questa fase la realtà è codif...

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Possiamo ritenere Bruner un funzionalista, egli infatti è interessato ai processi delle conoscenza, allo svolgersi degli atti mentali, in un ottica di continuità, dove scopi, intenzioni e funzioni degli atti sono fondamentali per la comprensione degli stessi. Egli considera l’intelligenza come un insieme di modalità usate per risolvere problemi, per prendere decisioni, per analizzare gli even...

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È quella zona identificata come area sensibile, dove si evidenzia la differenza tra ciò che il bambino sa fare da solo, e ciò che può fare con l’ausilio di una persona più competente; in questa situazione il piccolo interiorizza il dialogo riflettendo su quanto gli viene suggerito. L’apprendimento anticipa l’espressione di potenzialità già esistenti: tutto questo risulta di utilità s...

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Secondo Vygotskij la formazione dei concetti, funzioni psichiche superiori, è costruita secondo fasi e modalità diverse, che egli studiò ideando il metodo della doppia stimolazione: si usano due stimoli diversi, materiale su cui agire (blocchi di legno diversi per forma e colore) e segni o mediatori simbolici che servano per organizzare l’attività pratica (sillabe scritte sotto ogni b...

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Secondo Vygotskij, e contrariamente a quanto affermava Piaget, il bambino esprime subito un pensiero attivo, pratico, rivolto alla realtà, la socialità del bambino ne è tratto innato ed il suo linguaggio, inizialmente solamente sociale, diverrà nel tempo intrapersonale e sarà usato per comunicare con se stesso. Prima di divenire linguaggio interno, passerà attraverso una fase egocentrica, sa...

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Il pensiero di Vygotskij è sempre stato rivolto ad una psicologia “storico-culturale”, che ha trovato notevole sviluppo per le sue implicazioni psico-educative. Egli riteneva l’evoluzione umana come il prodotto di una maturazione biologica, di uno sviluppo storico-culturale e di uno sviluppo ontogenetico di appropriazione dei significati culturali da parte del singolo. Secondo questa impost...

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Diverse critiche sono state mosse alla teoria di Piaget, partendo dalla considerazione che le situazioni presentate ai bambini oggetto di studio, fossero decisamente non familiari per loro e quindi prive di significato, si è arrivati a dire che condizioni facilitanti possono far sì che si abbiano prestazioni corrette prima di quanto Piaget sostenesse. A sua volta tale pensiero ha indotto una rev...

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