Cosa significa metodologia nella ricerca psicologica
Risultati e tecniche usate per ottenerli non possono essere separati. Ogni tecnica aggiunge al risultato la propria caratteristica peculiare, e quindi leggere un dato senza sapere come è stato prodotto significa leggerlo male. Da qui la regola pratica che attraversa la ricerca psicologica: descrivere il metodo con la stessa cura con cui si descrivono i risultati, e diffidare delle conclusioni ottenute con un solo strumento.
I principali approcci impiegati nello studio dello sviluppo e del comportamento sono i metodi longitudinali, che seguono gli stessi soggetti nel tempo; gli esperimenti di laboratorio controllati; le tecniche di intervista e i questionari autosomministrati, detti self-report; i metodi osservazionali, che registrano il comportamento nel suo contesto naturale.
La metodologia in pratica: quattro requisiti
Una ricerca solida soddisfa alcuni requisiti ricorrenti, ciascuno dei quali risponde a un modo tipico di sbagliare.
Ricerca empirica. Le informazioni sono ottenute attraverso l’esperienza e sono verificabili da altri. Un’affermazione che nessuno può controllare non appartiene alla ricerca.
Ricerca sistematica. Lo studio è condotto seguendo un piano preciso, definito prima della raccolta dei dati e non adattato a posteriori ai risultati che si vorrebbero ottenere.
Ricerca controllata. Il disegno deve escludere le spiegazioni alternative, tipicamente attraverso l’uso di gruppi di controllo o di procedimenti a doppio cieco, in cui né il soggetto né chi somministra la prova conosce la condizione assegnata.
Ricerca quantitativa. La quantificazione è essenziale ogni volta che si comparano gruppi, condizioni o trattamenti, perché senza misura il confronto resta un’impressione.
Termini correlati
Limiti metodologici, disegno sperimentale, studio longitudinale, gruppo di controllo, self-report.
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