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Scuola: quello che attiene al mondo scolastico, dell’età evolutiva in termini di apprendimento e di comportamento.

Al momento della fecondazione viene stabilito il sesso cromosomico dell’embrione, dovuto al cromosoma Y portato dallo spermatozoo. I veri e propri organi sessuali esterni non si formano però fino alla 9ª settimana quando il formarsi del testosterone permette la comparsa dei testicoli (gli organi femminili non necessitano di nessuno stimolo ormonale per la loro formazione: è sufficiente l’as...

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La crescita viene influenzata da due tipologie di fattori: quelli intrinseci quali il corredo genetico, presupposto per un percorso comune di sviluppo fra soggetti della stessa specie, e quelli estrinseci, come le influenze ambientali (alimentazione, esercizio fisico, norme igieniche, clima, disturbi della sfera psichica). I processi della crescita e dello sviluppo non avvengono in maniera l...

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Lo sviluppo del bambino ha inizio a partire dalla fecondazione della cellula uovo da parte dello spermatozoo: ha così inizio il periodo embrionale (3ª-8ª settimana di gestazione) durante il quale l’embrione, poco organizzato, diventa un feto, organismo con caratteristiche umane riconoscibili. Il periodo fetale ha inizio alla 9ª settimana di gestazione e prosegue fino alla nascita. Dura...

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Fino alla fine degli anni ’70, la psicologia dell’età evolutiva ha avuto come oggetto principale lo sviluppo dell’individuo dalla nascita fino alla adolescenza, vista come momento ultimo del completo accrescimento fisico e psichico. Tutto ciò che accadeva dopo era visto come una involuzione o comunque una regressione rispetto a momenti di sviluppo già raggiunti. I profondi cambiame...

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La teoria della comunicazione (Watzlawick, Bateson, Jackson), dagli anni Settanta in poi, si concentra sulla comunicazione come portatrice di informazioni non solo sul piano dei contenuti ma anche della relazione tra i soggetti, ogni comunicazione va oltre le parole dette, lo stesso silenzio rappresenta una forma di comunicazione. Viene data rilevanza all’intenzionalità che sottende ogni scambi...

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Bruner, (1956) precursore della scienza cognitiva, si interessa all’interazione tra strategie, quali abilità che consentono al bambino di padroneggiare il reale, inizialmente innate poi sempre più raffinate e rappresentazione come mezzo per interpretare l’ambiente circostante. Il bambino passa da una rappresentazione esecutiva in cui è determinante l’azione conosciti...

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La teoria dello sviluppo percettivo di Gibson, negli anni Cinquanta e Sessanta, pone l’attenzione sulla percezione come competenza necessaria per adattarsi all’ambiente e considera il suo sviluppo legato all’apprendimento percettivo che consiste nella capacità del bambino di esplorare, confrontare, ricercare e astrarre informazioni sugli oggetti e cogliere le relazioni. Tale capacità si ra...

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La scuola storico-culturale di Vygotskij (1923) da’ importanza all’ambiente culturale che circonda il bambino e alla quantità e qualità degli strumenti offerti da questo che influenzeranno il tipo di sviluppo del bambino. Vengono evidenziati 4 stadi, i cui contenuti però non possono essere stabiliti in modo uguale per tutti perché dipendono dall’ambiente. Vygotskij elabora concett...

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Piaget (1926) propone una quadro teorico dello sviluppo mentale, sensomotorio, percettivo e della memoria e pone l’attenzione su due passaggi fondamentali responsabili dell’adattamento di ogni organismo, quali il processo di assimilazione che permette di incorporare in schemi di azione e mentali dati provenienti dall’esterno senza però modificare gli schemi già esistenti e il proces...

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Le teorie etologiche di Lorenz (1935) focalizzandosi sull’osservazione naturalistica dei comportamenti animali e degli istinti, portano alla scoperta del cosidetto imprinting, che pone in rilievo l’importanza della relazione di cura e del legame affettivo tra il piccolo e chi se ne occupa. Tale concetto, esteso poi al comportamento spontaneo del bambino, induce Bowlby (1969), a metà tr...

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