Bruner funzionalista: la mente come attività orientata
Possiamo considerare Bruner un funzionalista. Il suo interesse non si concentra tanto sulle strutture fisse del pensiero, quanto sui processi della conoscenza, cioè sul modo in cui gli atti mentali si svolgono nel tempo. La sua è una prospettiva di continuità, nella quale scopi, intenzioni e funzioni degli atti diventano elementi fondamentali per comprenderli. Un atto mentale, per Bruner, non si capisce se si trascura il fine per cui viene compiuto: pensare è sempre pensare a qualcosa, in vista di qualcosa.
Da questo punto di vista l’intelligenza non è una facoltà astratta, ma un insieme di modalità concrete che l’individuo usa per affrontare la realtà. Serve a risolvere problemi, a prendere decisioni, ad analizzare eventi e informazioni. È uno strumento adattivo, radicato nell’attività della persona che conosce il mondo e agisce su di esso.
I sistemi di codifica: come trattiamo le informazioni
Gli strumenti dell’intelligenza sono, per Bruner, i sistemi di codifica: le modalità tipiche con cui trattiamo le informazioni. Rientrano tra questi il ragionamento per probabilità, le inferenze, la logica, ma anche quelle teorie ingenue che ciascuno si costruisce osservando le regolarità dell’esperienza. Quando notiamo che certi eventi tendono a ripetersi in un certo modo, ne ricaviamo regole implicite che poi usiamo per interpretare informazioni nuove.
I sistemi di codifica permettono quindi di trattare le informazioni e di inserirle in un sistema organizzato, invece di lasciarle come dati isolati e inutilizzabili. La loro forza, però, non è la stessa in ogni fase dello sviluppo.
Dalla codifica concreta a quella integrata
All’inizio i sistemi di codifica sono limitati. Trattano poche informazioni per volta, restano legati a contenuti concreti e appaiono isolati gli uni dagli altri: il bambino sa affrontare situazioni particolari, ma fatica a collegarle tra loro. Con il passare del tempo, invece, questi sistemi diventano sempre più potenti e integrati. Si connettono tra loro, si svincolano progressivamente dalla realtà concreta e permettono di ragionare su classi di eventi, ipotesi e possibilità. Lo sviluppo cognitivo, in questa lettura, è proprio il passaggio da modalità di codifica frammentarie a modalità ricche, flessibili e generalizzabili.
Le tre forme di rappresentazione
Questo passaggio avviene attraverso tre diverse forme di rappresentazione, costruite con tre mezzi differenti: l’azione, l’immagine e il simbolo. Per rappresentazione Bruner intende un insieme di regole che servono a interpretare la realtà: le regolarità osservate vengono codificate in modo da poter essere recuperate e utilizzate in futuro. Le tre forme non si escludono, ma si stratificano, restando disponibili anche nell’adulto.
Rappresentazione esecutiva
La prima forma è la rappresentazione esecutiva, costruita attraverso l’azione. Il bambino conosce il mondo manipolandolo, agendo sugli oggetti con il corpo e le mani. La conoscenza qui è inseparabile dal fare: un oggetto è ciò che si può afferrare, muovere, spingere. Questa modalità resta importante per tutta la vita, ogni volta che apprendiamo qualcosa eseguendo materialmente un gesto o una procedura.
Rappresentazione iconica
La seconda forma è la rappresentazione iconica, basata sull’immagine. La realtà viene ora rappresentata attraverso figure e schemi visivi, che consentono di richiamare gli oggetti anche quando non li si sta manipolando. Il pensiero si appoggia alla percezione e all’immagine mentale, permettendo di organizzare l’esperienza in modo più economico rispetto alla sola azione.
Rappresentazione simbolica
La terza forma è la rappresentazione simbolica, legata al linguaggio e ai sistemi di segni. Grazie al simbolo, l’individuo può evocare oggetti ed eventi anche in loro assenza, ragionare su ciò che è possibile o ipotetico, manipolare concetti astratti. È questa la forma più potente, perché svincola quasi del tutto il pensiero dalla realtà immediata e apre alla riflessione, alla progettazione e alla scienza.
Le tre forme non si sostituiscono: si stratificano
Un aspetto spesso frainteso del modello riguarda il rapporto tra le tre forme di rappresentazione. Esse compaiono in sequenza nel corso dello sviluppo, ma la comparsa di una forma più evoluta non cancella le precedenti. Anche l’adulto, di fronte a un compito nuovo, può tornare ad affidarsi all’azione o all’immagine prima di padroneggiarlo simbolicamente. Quando impariamo a usare uno strumento, per esempio, procediamo spesso manipolandolo, poi ci costruiamo un’immagine mentale del suo funzionamento e infine ne parliamo con termini astratti. Le tre modalità restano così risorse compresenti, che la mente combina a seconda della situazione e del contenuto da affrontare.
Questa stratificazione ha un valore pratico notevole. Significa che uno stesso concetto può essere compreso a livelli diversi di profondità e che il passaggio al simbolo è più solido quando poggia su una precedente esperienza di azione e di immagine. Il pensiero astratto, in altre parole, non nasce dal nulla, ma affonda le radici in modi di conoscere più concreti che continuano ad accompagnarlo.
Perché il modello di Bruner conta
La forza della proposta di Bruner sta nell’aver collegato lo sviluppo cognitivo agli strumenti culturali con cui la mente lavora. L’intelligenza non è un contenitore che si riempie, ma un insieme di modalità che si affinano attraverso l’esperienza e la cultura. Le tre forme di rappresentazione offrono inoltre una chiave preziosa per l’educazione: uno stesso contenuto può essere proposto prima attraverso l’azione, poi attraverso le immagini e infine attraverso i simboli, rispettando il modo in cui il pensiero si costruisce. Per questo il modello di Bruner ha influenzato non solo la psicologia, ma anche la didattica e la riflessione sull’apprendimento.
Domande frequenti
Perché Bruner è considerato un funzionalista?
Perché si interessa ai processi della conoscenza e allo svolgersi degli atti mentali, più che alle strutture fisse del pensiero. Per lui scopi, intenzioni e funzioni degli atti sono fondamentali per comprenderli: la mente si capisce a partire da ciò che fa e dai fini che persegue.
Che cosa sono i sistemi di codifica?
Sono le modalità tipiche con cui trattiamo le informazioni, come il ragionamento per probabilità, le inferenze, la logica e le teorie ingenue che ricaviamo dalle regolarità osservate. Servono a organizzare i dati in un sistema coerente e, con lo sviluppo, diventano più potenti e integrati.
Quali sono le tre forme di rappresentazione?
La rappresentazione esecutiva, costruita attraverso l’azione; la rappresentazione iconica, basata sull’immagine; e la rappresentazione simbolica, legata al linguaggio e ai simboli. Si sviluppano in sequenza ma restano disponibili anche nell’adulto.
Che cosa intende Bruner per rappresentazione?
Un insieme di regole che servono a interpretare la realtà. Le regolarità dell’esperienza vengono codificate in una forma stabile, così da poter essere recuperate e riutilizzate in situazioni nuove.
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