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Il Ruolo Della Cultura e Il Pensiero Narrativo

Per Bruner il funzionamento del cervello plasma la cognizione, ma la cultura ha la capacità di estendere il ragionamento oltre i suoi limiti naturali. Secondo questo autore tutti i processi mentali sono originati da un fondamento sociale e culturale, da una influenza dei simboli, delle ideologie, delle convenzioni; tutto ciò avviene per mezzo delle relazioni sociali di cui il bambino ha bisogno da subito. La vita in generale risulta comprensibile solo alla luce dei sistemi culturali che ci appartengono e in cui ci evolviamo, assumendone valori, credenze, aspettative. Lo strumento principale di trasmissione di tutto ciò è, secondo Bruner, la narrazione, in forma di racconti personali, storici, culturali, religiosi, spirituali, scientifici… ogni volta che si attribuisce un significato attraverso la narrazione, si compie un atto culturale. La narrazione è universale, sembra essere una tendenza a comunicare agli altri la propria esperienza e corrisponde in sostanza al modo in cui ognuno di noi organizza il proprio vissuto, ossia la realtà psichica, intenzioni, valori, emozioni. Il pensiero narrativo è dunque visto come un tipo di funzionamento cognitivo che organizza l’esperienza e la trasforma in consapevolezza, riflessione, analisi, ed il suo fine non è la verità ma la realtà psichica, basata sulla logica delle interazioni. Il bisogno fondamentale sotteso al pensiero narrativo è quello di dar senso all’esperienza, relazionando realtà oggettiva e psichica, passato e presente, presente e proiezioni future.

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