Cosa significa pensiero e linguaggio
Secondo Vygotskij, e contrariamente a quanto affermava Piaget, il bambino esprime fin da subito un pensiero attivo, pratico, rivolto alla realtà, e la sua socialità è un tratto innato. Il suo linguaggio, inizialmente solo sociale, diventa nel tempo intrapersonale e viene usato per comunicare con se stessi. Prima di trasformarsi in linguaggio interno, passa attraverso una fase egocentrica: è espresso ad alta voce ma rivolto a sé, e funziona come strumento del pensiero che guida le azioni. Questo linguaggio egocentrico è riconoscibile perché ricco di omissioni e compare soprattutto nelle situazioni più difficili sul piano cognitivo.
Pensiero e linguaggio in pratica
Linguaggio egocentrico e linguaggio interiore sono fondamentali per l’attività razionale: rendono possibile la riorganizzazione di funzioni già esistenti e la loro trasformazione in funzioni psichiche superiori, come la memoria logica, l’attenzione volontaria e il pensiero concettuale. Per questo tali funzioni possono essere considerate veri e propri prodotti culturali. Il linguaggio si evolve dunque su una doppia strada: da un lato serve all’interazione sociale, dall’altro diventa uno strumento interno che orienta il comportamento e sostiene il pensiero.
Termini correlati
Concetti vicini sono il linguaggio egocentrico, il linguaggio interiore, la zona di sviluppo prossimale e le funzioni psichiche superiori, tutti legati al pensiero di Vygotskij sullo sviluppo cognitivo e culturale.
Lascia un commento