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Gli Sviluppi della Teoria Piagetiana

Diverse critiche sono state mosse alla teoria di Piaget, partendo dalla considerazione che le situazioni presentate ai bambini oggetto di studio, fossero decisamente non familiari per loro e quindi prive di significato, si è arrivati a dire che condizioni facilitanti possono far sì che si abbiano prestazioni corrette prima di quanto Piaget sostenesse. A sua […]

Psicolab — Gli Sviluppi della Teoria Piagetiana

Diverse critiche sono state mosse alla teoria di Piaget, partendo dalla considerazione che le situazioni presentate ai bambini oggetto di studio, fossero decisamente non familiari per loro e quindi prive di significato, si è arrivati a dire che condizioni facilitanti possono far sì che si abbiano prestazioni corrette prima di quanto Piaget sostenesse. A sua volta tale pensiero ha indotto una revisione del concetto di “stadio”come totalità, portando gli studiosi ad affermare una certa fiducia rispetto al ruolo dell’esperienza e dell’apprendimento, in sostanza della modificabilità del corso di sviluppo. Molti ricercatori successivi a Piaget hanno poi trovato insoddisfacente il ruolo da quest’ultimo assegnato all’aspetto di interazione sociale nello sviluppo infantile. Questi ricercatori sostengono l’importanza del conflitto interindividuale, ciò che si dice conflitto sociocognitivo, dove l’interazione scatena un conflitto di punti di vista diversi, inducendo la ricerca di una soluzione comune. Ulteriori evoluzioni si sono avute riguardo al raggiungimento dell’ultimo stadio, quello operatorio formale; secondo Piaget, a questo livello si ha un tipo di pensiero razionale che corrisponde alla logica formale; in realtà diversi esperimenti hanno poi messo in evidenza che la capacità di ragionare correttamente non dipende tanto dall’aver raggiunto lo stadio, ma dalla possibilità di dare un senso al compito, dunque l’ambiente, la situazione significativa, hanno una forte influenza e permettono di giungere ad applicare regole logiche corrette ancor prima del raggiungimento dello stadio operatorio-formale. Come disse Bruner: “la scelta di Piaget di considerare la logica formale come modello delle operazioni mentali umane, lo distanziò dal dominio storico-culturale e portò a trascurare qualsiasi operazione mentale che non poteva essere inclusa in un perfetto calcolo logico, in particolare quelle operazioni ermeneutiche implicate nel “ricostruire e interpretare” il mondo sociale”.

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