
L’ipotesi della paura innata
L’uomo potrebbe essere naturalmente predisposto alla generazione di alcune paure
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L’uomo potrebbe essere naturalmente predisposto alla generazione di alcune paure

Dopo aver ascoltato varie interviste di Umberto Galimberti, ho sviluppato un elaborato che mira ad esprimere la mia percezione in merito a “Rapporti s

si prende in esame la difficile situazione pandemica che sembra corroborare paure fin dall’infanzia. si propone perciò l’arte del coraggio
Presentazione del Webinar online sulla Neuroestetica, gestito e organizzato da Glia – Associazione no-profit che si occupa di divulgazione psicologica

A differenza degli altri animali, gli esseri umani spendono parecchio tempo pensando a ciò che non sta accadendo attorno a loro, contemplando eventi già accaduti, che accadranno nel futuro o addirittura che non accadranno affatto; e benché questa abilità rappresenti una straordinaria conquista evolutiva e possa aver contribuito alla sopravvivenza della specie, essa è spesso fonte di grande sofferenza. La terapia basata sulla mindfulness sembra offrire una soluzione al groviglio di pensieri ripetitvi negativi.

Il docente di sostegno rappresenta nella classe un faro, qualcuno che osserva dall’esterno e percepisce le dinamiche tra gli alunni e i docenti

Una analisi delle variabili delle Comunicazione Non Verbale

La dipendenza affettiva è la risposta disfunzionale ad un bisogno di adattamento. Perdere sé stessi per l’approvazione altrui diventa la regola di vita

La ricerca collega sempre di più l’attività fisica all’omeostasi e all’equilibrio psicofisico.

” E’ NEL MOMENTO IN CUI SI PRENDONO DECISIONI CHE SI DIVENTA COSTRUTTORI DELLA PROPRIA REALTA’”. Louise Hay Nella pratica comune, è un po’ come disegnare la nostra

Si pone l’attenzione sulla dipendenza da Social Network, una dipendenza in continuo aumento che oggi rientra tra quelle definite “senza sostanza”.

Lo studio vuole verificare: la correlazione tra PTSD e BMI, la correlazione tra PTSD e infiammazione, la correlazione tra livello di obesità e QoL, la correlazione tra istruzione e BMI ed il PTSD attraverso l’uso di psicofarmaci. In collaborazione con la dott.ssa Schimenti è stato selezionato con campionamento casuale un gruppo di 45 pazienti obesi (≥ 18 anni, Valle di Susa).

alcuni metodi e casi specifici per prevenire il conflitto verbale con frasi di esempio pratico

Il nostro corpo non risponde soltanto ad impulsi di natura fisiologica. L’aspetto motivazionale si lascia condizionare dalla dimensione emotiva individuale e dalle interazioni di quest’ultima con il contesto socio-ambientale. Persino stimoli primari come la fame possono così risultare sottoposti all’influenza di stati emotivi e trasformarsi nello strumento espressivo di un disagio non verbalizzato, con conseguenze anche gravi per la salute.
Nel caso della fame emotiva l’assunzione di cibo di sregolata diventa il mezzo di controllo di un carico stressogeno che non riusciamo a dominare con l’utilizzo di coping funzionali. Il significato affettivo connesso al cibo si sostituisce a quello primariamente nutrizionale, alterandone la natura e le finalità.
In un periodo di stress come quello creato dalla pandemia la fame emotiva si sta mostrando un pericoloso mezzo di gestione di stati affettivi disfunzionali. Contrastarne il diffondersi è possibile quanto doveroso.
E se Dio fosse una donna?si chiede Juan senza immutarsi, guarda, guarda, se Dio fosse donna e’ possibile che gnostici ed atei ci diremmo no con la testa

Studi autorevoli confermano l’efficacia della molecola SAMe per evitare disturbi al tono dell’umore negli over 65

BIOGRAFIA DI JANE GOODALL: La scienziata, autrice del best seller “All’ombra dell’uomo” e protagonista di vari documentari realizzati da National Geographic, è da decenni impegnata nello studio e nella tutela dei primati e del nostro pianeta.

La fiaba, la simbologia, il processo di integrazione, la fiabaterapia.

L’attrazione Sessuale e la scelta del partner, lìinfluenza neurobiologica e levoluzionismo.

Il sistema nervoso autonomo dei mammiferi si è progressivamente sviluppato, creando diverse tipologie di difese che coinvolgono circuiti neurali differenti. Ciò risulta un’utile spiegazione di tutti quei casi in cui la risposta al pericolo non si limita alla reazione fly or fight attivata dal sistema simpatico, ma si esprime attraverso una immobilizzazione globale cui conseguono comportamenti di stasi passività assoluta, tanto da indurre a parlare di “morte apparente”.