Il movimento pre-natale: Grazie alle metodiche ecografiche è possibile osservare il feto nel suo ambiente in maniera innocua per lui stesso e per la madre. Dalle osservazioni durante tutta la gravidanza si è potuta dedurre la presenza di una motricità pre-natale fin dalle prime settimane di gestazione, (con caratteristiche spontanee e non riflesse) contraddistinta dall’alternarsi di periodi di attività ad altri di riposo.
I primissimi movimenti (7ªsettimana) sono lente estensioni del capo, contrazioni fasiche degli arti e successivamente movimenti globali più complessi, che interessano tutti i muscoli del corpo.
Da qui in poi il repertorio motorio si arricchisce notevolmente comprendendo dei veri schemi motori come movimenti isolati delle braccia, delle gambe, delle dita, stiramenti, movimenti respiratori, singhiozzi, sbadigli, suzione e deglutizione: si tratta degli stessi movimenti che il bambino porrà in essere dopo la nascita, ma qui sono facilitati dalla presenza del liquido amniotico che gli conferisce maggiore fluidità.
La madre comincia ad avere sentore di questi atti corporei solo dal quarto mese.
In letteratura ci si è posti il problema del significato funzionale della motricità fetale e, nonostante la questione non sia risolta, si crede che in generale i movimenti siano importanti per lo sviluppo globale del feto e per il suo sviluppo. Ad es. i movimenti globali impediscono che la pelle risulti danneggiata dal contatto continuo con l’utero materno e permettono anche una regolamentazione dello sviluppo muscolo-scheletrico. Altre interpretazioni senza alcuna evidenza sperimentale sono però interessanti ipotesi di ricerca: le rotazioni del capo e gli stiramenti potrebbero risultare utili al momento del parto, la deglutizione potrebbe essere una prima forma di apprendimento sulla modalità di nutrirsi (oltre a regolamentare sul momento il volume del liquido amniotico)…
Questa intensa attività motoria cambia nell’ultima fase della gravidanza, nella quale ci sono dei momenti di immobilità, precursori dei momenti di riposo dall’attività che saranno propri della vita dopo la nascita.
Sembra inoltre che la madre, con le sue caratteristiche di personalità e il suo stato d’animo durante la gravidanza, influenzi molto le differenze nella motricità interindividuale: ci sono feti che si muovono più di altri o con movimenti più lenti o più bruschi. L’influenza si esplica anche attraverso la produzione di un ormone, il cortisolo, prodotto dal surrene, che se presente in basse quantità (di solito di notte) fa si che il feto si muova di più; viceversa al mattino quando le quantità di cortisolo sono più elevate, il feto sembra calmarsi.
La Motricità
Il movimento pre-natale: Grazie alle metodiche ecografiche è possibile osservare il feto nel suo ambiente in maniera innocua per lui stesso e per la madre. Dalle osservazioni durante tutta la gravidanza si è potuta dedurre la presenza di una motricità pre-natale fin dalle prime settimane di gestazione, (con caratteristiche spontanee e non riflesse) contraddistinta dall’alternarsi […]
Redazione PsicoLab Aggiornato il
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