Cosa significa prospettiva cognitivista
Dagli anni Sessanta in poi il cognitivismo si occupa dello sviluppo come capacità di compiere operazioni mentali e di acquisire contenuti sempre maggiori. Il bambino, nel corso del tempo, costruisce strategie, script e livelli di elaborazione via via più profondi. Lo sviluppo viene letto su due piani: uno qualitativo, cioè la scoperta di nuove strategie per memorizzare, recuperare informazioni e risolvere problemi con regole più rapide; l’altro quantitativo, cioè l’aumento della quantità di informazioni che la memoria riesce a trattenere. Un precursore di questa scienza cognitiva è Jerome Bruner, attento all’interazione tra le strategie, intese come abilità che permettono di padroneggiare il reale, e la rappresentazione, intesa come mezzo per interpretare l’ambiente.
La prospettiva cognitivista in pratica
Secondo Bruner il bambino attraversa tre forme di rappresentazione. Nella rappresentazione esecutiva la conoscenza passa dall’azione e dalla manualità sugli oggetti. Nella rappresentazione iconica prevalgono la visione e l’immagine, che consentono classificazioni semplici in base a colore, forma e dimensione. Nella rappresentazione simbolica, infine, entra in gioco l’astrazione: attraverso il linguaggio il bambino evoca oggetti anche assenti e si svincola dalla realtà concreta.
Termini correlati
Concetti vicini sono lo sviluppo cognitivo, la rappresentazione mentale, le strategie di elaborazione, gli script e i sistemi di codifica delle informazioni.
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