I fotorecettori convertono, o trasducono, l’energia luminosa in modificazioni del potenziale di membrana. Nel fotorecettore la stimolazione luminosa del fotopigmento attiva le proteine G che, a loro volta,  attivano un enzima effettore capace di modificare la concentrazione citoplasmatica della molecola del secondo messaggero. Questa modificazione provoca la chiusura dei canali io...

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Ciascun fotorecettore può essere suddiviso in 4 regioni: un segmento esterno, un segmento interno, un corpo cellulare, una terminazione sinaptica. Il segmento esterno contiene una grande quantità di dischi membranosi. I fotopigmenti fotosensibili di queste membrane assorbono la luce, provocando modificazioni del potenziale di membrana del fotorecettore. Coni e i bastoncelli s...

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Partendo dal centro del globo oculare, gli strati della retina sono così denominati: 1) strato delle cellule gangliari: è lo strato più interno e contiene i corpi cellulari delle cellule bipolari. 2) strato plessiforme interno: contiene gli assoni e i dendriti delle cellule gangliari, bipolari e amacrine. 3) strato nucleare interno: contiene i corpi cellul...

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Gli assoni che provengono dalle cellule piramidali dello strato V della corteccia sensomotrice, cioè le aree frontali somatomotorie 4 e 6, le aree somatosensoriali del giro postcentrale, e le aree parietali posteriori, costituiscono una proiezione massiva verso gruppi di  cellule del ponte, i nuclei pontini, che a turno inviano informazioni al cervelletto. Il cervelletto laterale,...

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Il cervelletto è quella zona cerebrale che controlla e permette una sequenza dettagliata di contrazioni muscolari sincronizzate in maniera estremamente precisa. Lesioni cerebellari dimostrano indirettamente il coinvolgimento del cervelletto in questo aspetto del controllo motorio: una lesione provoca dei movimento non coordinati e imprecisi. L’incapacità di coordinazione viene chiamata...

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Più grande è l’ampiezza della popolazione che rappresenta un tipo di movimento, più preciso è il controllo del movimento stesso. La corteccia motrice di un adulto è estremamente plastica, questo significa che le cellule corticali della M1 possono spostarsi dalla partecipazione a un tipo di movimento ad un’altra mentre un’abilità viene acquisita.

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Le cellule piramidali sono in grado di guidare l’attività di un gruppo di muscoli in modo tale che un arto si muova facilmente verso un bersaglio. Le registrazioni elettrofisiologiche della corteccia motrice in animali in attività comportamentale  hanno rilevato che si verifica un forte innalzamento dell’attività elettrica neuronale, immediatamente prima e durante un movimento volontario,...

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La via attraverso la quale la corteccia motrice attiva i motoneuroni periferici origina nello strato corticale V. in quella lamina si trova una popolazione di cellule neuronali piramidali, alcune delle quali hanno grandi dimensioni. La lamina V della M1, costituita appunto da  questa grandi cellule piramidali, riceve l’input da due fonti principali: le altre aree cortical...

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L’aria APMS è fortemente interconnessa con l’area M1 che viene detta anche area 4. L’area 4 non è l’unica area corticale che contribuisce al tratto corticospinale e al movimento. Tuttavia, essa possiede la soglia più bassa per attivare un movimento tramite la stimolazione elettrica. In alte parole, un certo livello di stimolazione, che in altre aree corticali non è...

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L’ipotesi che il circuito motorio attraverso i nuclei della base serva a facilitare l’inizio dei movimenti volontariè stata confermata dallo studio sperimentale di molte malattie, una di esse è io morbo di Parkinson. Tale morbo è caratterizzato da ipocinesia, cioè una diminuzione della capacità motoria. La base organica del morbo di Parkimson è una degenerazione degli input...

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