Cosa significa cervelletto
Il termine indica la porzione dell’encefalo deputata al controllo fine della motricita. Il cervelletto riceve di continuo informazioni dai muscoli, dalle articolazioni e dagli organi dell’equilibrio, le confronta con il movimento che si intendeva compiere e corregge in tempo reale eventuali scarti. Grazie a questo lavoro di confronto, una sequenza di contrazioni muscolari distinte diventa un unico gesto coordinato e armonioso. Pur rappresentando una piccola parte del volume cerebrale, contiene una quota elevatissima dei neuroni dell’intero encefalo, segno della complessita dei calcoli che svolge.
Il cervelletto in pratica
Il ruolo del cervelletto emerge con chiarezza quando viene danneggiato. Una lesione cerebellare non paralizza, ma rende i movimenti imprecisi e scomposti. Si parla di disinergia quando il gesto perde la sua armonia e si frammenta nelle singole componenti articolari, anziche svolgersi come azione unica e fluida. Si parla invece di movimento dismetrico quando la persona sbaglia l’ampiezza del gesto, ad esempio nel portare un dito verso un bersaglio mancandolo o superandolo. Un esempio quotidiano di disfunzione cerebellare transitoria e la goffaggine che accompagna l’abuso di alcol: l’etanolo deprime l’attivita dei circuiti cerebellari, producendo incoordinazione, andatura instabile e gesti imprecisi simili a quelli osservati nelle lesioni di questa struttura.
Termini correlati
Per inquadrare meglio la voce e utile ricordare la disinergia, ovvero la scomposizione del movimento sinergico poliarticolare, e la dismetria, l’errore nel calibrare l’ampiezza di un gesto. Concetti vicini sono la coordinazione motoria, l’equilibrio e l’atassia, termine generale che descrive la perdita di coordinazione tipica delle alterazioni cerebellari.
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