Mente: tutto quello che attiene alla parte cognitiva, le abilità, le competenze.

Margaret Naumburg (1947), di stretta derivazione psicodinamica, ha una visione molto vicina a quella di Freud e considera il prodotto artistico del paziente come uno strumento d’accesso ai suoi contenuti inconsci, da utilizzare nel corso della terapia come materiale da interpretare e favorire così l’insight e la risoluzione dei conflitti interni. L’espressione artistica del pa...

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Del valore sociale dell’arte, in quanto mezzo fondamentale di comunicazione in cui le emozioni individuali diventano generali e collettive, ha parlato anche Vygotskij. Egli ha inoltre trattato del concetto di creatività e di immaginazione, ritenuti due momenti integranti e indispensabili ad una corretta conoscenza della realtà. La creatività stimola alla ricerca di nuove soluzioni e al cambia...

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Anche se da un’ottica molto diversa, anche Jung ha parlato di arte come un mezzo per contattare e esprimere le immagini appartenenti all’inconscio. A differenza di Freud, però, Jung (1966) porta l’attenzione sul processo creativo, che consiste, a suo parere, nell’attivare le immagini archetipe inconsce, rielaborarle e tramutarle in un prodotto finito. L’artista è dunque colui ch...

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Già lo stesso Freud si interessò all’arte. Egli definisce l’artista come “uomo che si distacca dalla realtà poiché non riesce ad adattarsi alla rinuncia al soddisfacimento pulsionale che la realtà inizialmente esige, e lascia che i suoi desideri di amore e di gloria si realizzino nella vita della fantasia” (1911). L’artista, cioè, “trasforma le sue fantasie in una creazion...

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L’arteterapia come tecnica terapeutica e riabilitativa si è sviluppata solo di recente (circa una cinquantina di anni fa) in seguito ai successi ottenuti da alcuni specialisti in attività creative nell’ambito dell’assistenza sanitaria, della riabilitazione e dell’educazione speciale. Il concetto stesso di arteterapia è dunque relativamente nuovo. Le sue origini, tuttavia, possono...

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“L’arte ha valore per la sua capacità di perfezionare la mente e la sensibilità più che per i suoi prodotti finali” (Fred Gettings, 1966) Ciò non toglie che queste impronte creative, e cioè i prodotti finali dell’espressione artistica, possano svolgere altre importanti funzioni. Prima di tutto rappresentano per “il creatore” una traccia di sé, la testimonianza della propria...

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Il focus dell’arteterapia, più che sul prodotto artistico finale, è sul processo creativo in sé. Ciò che è importante è soprattutto l’esprimersi, il creare. Impegnarsi in un’attività creativa, infatti, coinvolge l’individuo nella sua totalità mente-corpo, ne attiva le più svariate modalità sensoriali e comunicative e ne stimola la creatività. In questo modo viene f...

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L’arteterapia può essere definita come l’insieme dei trattamenti terapeutici che utilizzano le più svariate attività artistiche e creative (pittura, scultura, scrittura, musica, danza, teatro, cinema, e così via) allo scopo di promuovere la salute e favorire la guarigione, e si propone come una tecnica dai molteplici contesti applicativi, che vanno dalla terapia e la riabilitazione al mig...

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Lo studio evolutivo del movimento deve cominciare dall’utero. I neonati umani, infatti, apprendono le abilità motorie attraverso l’interazione tra maturazione neurale, cambiamenti fisici ed esperienza. Anche se le capacità di base come, ad esempio la deambulazione, sono disponibili dalla nascita, si sviluppano più tardi nel tempo dato che né il sistema scheletrico né l’organizzazi...

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Molte malattie muscolari sono apparentemente caratterizzate da anormalità biochimiche che conducono a cambiamenti strutturali del muscolo. Questi disturbi sono noti come distrofia muscolare, dove sintomo comune delle sue varie forme è la distruzione dei muscoli. Molti tipi di distrofia sono ereditari, colpiscono quasi esclusivamente bambini di quattro-sei anni e portano a morte in età gi...

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