Cosa dice Jung sull’arte
Anche Jung, pur da un’ottica molto diversa da quella freudiana, considera l’arte un mezzo per contattare ed esprimere le immagini appartenenti all’inconscio. A differenza di Freud, però, Jung (1966) porta l’attenzione sul processo creativo, che a suo parere consiste nell’attivare le immagini archetipiche inconsce, rielaborarle e tramutarle in un prodotto finito.
Il pensiero di Jung in pratica
L’artista è per Jung colui che traduce le immagini archetipiche provenienti dal profondo inconscio nel linguaggio del presente, rendendole così comprensibili a tutti. A partire dalla sua teoria degli archetipi e dal concetto di inconscio collettivo, e ben lontano dalla concezione patologica di Freud, Jung attribuisce così all’arte un valore sociale: l’opera non è il sintomo di un disagio individuale, ma un ponte tra il patrimonio simbolico condiviso e la coscienza del presente.
Termini correlati
Concetti collegati sono gli archetipi, l’inconscio collettivo, il processo creativo, il simbolo e la psicologia analitica.
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