Caratterizzata dalla ricorrente incapacità di resistere all’impulso di rubare oggetti che non hanno utilità personale o valore commerciale. I soggetti sono consapevoli dell’erroneità e dell’insensatezza dell’atto ed hanno molto spesso timore di essere arrestati e frequenti sensi di colpa. Il furto non deve essere attribuibile ad un Disturbo della Condotta, ad un Episodio Maniacale o ad...

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Caratterizzato da saltuari episodi di incapacità di resistere agli impulsi aggressivi che causano gravi aggressioni o distruzione della proprietà, ad esempio il ferire o minacciare un’altra persona o il rompere di proposito oggetti di valore. Vanno esclusi episodi dovuti a effetti fisiologici di una sostanza o di una condizione medica generale.

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La caratteristica fondamentale dei Disturbi del Controllo degli impulsi è l’incapacità di resistere ad un impulso, ad un desiderio impellente o alla tentazione di compiere un’azione pericolosa per sé o per gli altri. Il soggetto avverte una sensazione via via crescente di tensione o eccitazione prima di compiere l’azione e nel momento in cui la compie prova piacere, gratificazione, sollie...

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Se la distinzione clinica di base che ci può essere tra i due è quella tra disturbo e disfunzione, nella pratica tale classificazione si riflette nella possibilità o meno di espletamento del coito. Infatti, mentre la dispareunia è un disturbo a causa del quale durante il coito è avvertito dolore, il vaginismo è una disfunzione, tipicamente femminile, ove la contrazione dei...

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Il disturbo del desiderio sessuale ipoattivo consiste nell’inibizione della fase appetitiva e/o dei cambiamenti psicofisiologici che caratterizzano il ciclo completo della risposta sessuale (desiderio, eccitazione, orgasmo, risoluzione). La peculiarità principale del disturbo è l’assenza del desiderio di attività sessuale e delle relative fantasie che lo accompagnano. Dobbiamo...

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Difetto del funzionamento intellettivo e dell’adattamento che si manifesta nel periodo evolutivo, prima cioè dei 18 anni. In base al quoziente intellettivo si distingue in deficit mentale profondo (QI...

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Il DSM-IV suddivide i disturbi dell’apprendimento in tre categorie: disturbo della lettura, disturbo del calcolo e disturbo dell’espressione scritta. Si tratta di difficoltà che i bambini incontrano nei primi anni di scuola, quando devono utilizzare le loro capacità simboliche e astrattive.. Le manifestazioni del disturbo non devono essere secondarie a un ritardo mentale o a mal...

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I disturbi del linguaggio possono riguardarne l’articolazione, l’espressione, la comprensione, la fluidità in soggetti senza un deficit intellettivo e senza affezioni neuropsichiatriche e organiche locali o generali che le giustifichino. I disturbi dell’articolazione (dislalia) consistono in frequenti e ricorrenti errori dell’articolazione e della pronuncia della parola che interess...

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Il disturbo dell’attenzione, con o senza iperattività, si caratterizza per il difetto dell’attenzione, la compulsività, la labilità emotiva, i disturbi mnemonici secondari al deficit attentivo. Compare nel quarto anno di vita, ma è solitamente diagnosticato in età scolare. L’eziologia propone fattori neurobiologici, psicosociali, maturativi, ereditari e la presenza di danno cerebrale m...

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In questa sezione viene presentata la descrizione di alcuni disturbi mentali. La necessità di doverne in qualche modo organizzare la presentazione e l’esigenza di utilizzare una griglia di riferimento conosciuta ed accettata dalla comunità scientifica, ci hanno portato a dover scegliere tra i sistemi nosografici esistenti. Abbiamo scelto quindi di far riferimento alle classificazioni del M...

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