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Classificazione dei disturbi mentali

In psicologia, la classificazione dei disturbi mentali è l’organizzazione dei diversi quadri clinici secondo una griglia di riferimento condivisa dalla comunità scientifica. Il sistema nosografico più diffuso è il DSM, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. Perché serve una classificazione Presentare e descrivere i disturbi mentali richiede di organizzarne l’esposizione in modo ordinato, […]

Psicolab — Classificazione dei disturbi mentali
In psicologia, la classificazione dei disturbi mentali è l’organizzazione dei diversi quadri clinici secondo una griglia di riferimento condivisa dalla comunità scientifica. Il sistema nosografico più diffuso è il DSM, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali.

Perché serve una classificazione

Presentare e descrivere i disturbi mentali richiede di organizzarne l’esposizione in modo ordinato, adottando una griglia di riferimento conosciuta e accettata dalla comunità scientifica. Per questo si fa riferimento a un sistema nosografico condiviso, cioè a una classificazione standard che permetta a clinici e ricercatori di parlare un linguaggio comune, confrontare i casi e garantire coerenza diagnostica.

Il DSM come sistema di riferimento

Il sistema nosografico più utilizzato è il DSM, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali dell’American Psychiatric Association, pubblicato in Italia da Masson. Il manuale raccoglie i criteri diagnostici dei vari disturbi e li organizza in categorie, offrendo una descrizione sistematica e aggiornata attraverso le sue edizioni successive. Adottare questa griglia consente di descrivere i disturbi in modo uniforme e riconoscibile, pur nella consapevolezza che ogni sistema di classificazione rappresenta una scelta e un modello, e non l’unica lettura possibile della sofferenza psichica.

Termini correlati

Concetti collegati alla classificazione dei disturbi mentali sono il DSM, la diagnosi, i sistemi nosografici, la psicopatologia e i criteri diagnostici.

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