Una riflessione sulle capacità semantiche della nostra corteccia cerebrale, partendo dai limiti del nostro esistere cosciente. L´elaborazione da parte della corteccia cerebrale di stimoli esogeni ed endogeni e la loro logicizzazione, determina la percezione del nostro "essere" e "divenire" all´interno del mondo. La corteccia cerebrale è il nostro vero ed unico organo...

Leggi di Più»

Fisica Quantistica e Mente: lettera a Neuroscienze.net John C. Eccles premio nobel nel 1963 per le sue ricerche di neurofisiologia sosteneva che l’io non è il prodotto dell’attività cerebrale,ma,al contrario,è il vero motore della complessa catena di reazioni chimiche ed elettriche che formano il supporto materiale della coscienza. Inoltre secondo la nota formul...

Leggi di Più»

fobia semplice nei confronti dei luoghi elevati. Il soggetto acrofobico sperimenta un’ansia intensa e una serie di sintomi neurovegetativi (vertigini, nausea, respirazione compromessa, sudore, tachicardia)

Leggi di Più»

espressione dei propri vissuti emotivi conflittuali attraverso l’azione piuttosto che con il linguaggio. Il soggetto si comporta in modo poco riflessivo, senza considerare le possibili conseguenze negative delle sue azioni. In psicoanalisi l’a. è considerato come un tentativo di scarica della tensione emotiva, ottenuta mediante una reazione alla situazione attuale, come se fosse questa la cau...

Leggi di Più»

fenomeno in cui si assiste alla genesi di crisi convulsive, indotte da consecutive stimolazioni subliminali elettriche o chimiche, innocue se prese singolarmente.

Leggi di Più»

tecnica di raccolta di dati qualitativi, affine all’ intervista, basata sullo scambio di idee all’interno di un gruppo. Gli attori del f.g. sono i partecipanti alla discussione e colui che la conduce (il mediatore). L’incontro, le linee guida del dialogo e gli obiettivi da raggiungere sono precedentemente stabiliti. Il focus del confronto prende vita a partire da uno stimolo (oggetto, evento...

Leggi di Più»

speciale relazione emotiva che si stabilisce tra clinico e paziente. Entrambi gli attori devono avere un proprio ruolo e proprie capacità di cui disporre ai fini del raggiungimento degli obiettivi terapeutici prefissati: è importante che il paziente non si affidi passivamente e acriticamente al clinico.

Leggi di Più»