Cosa significa effetto Hawthorne
Il nome deriva dagli stabilimenti Hawthorne della Western Electric, negli Stati Uniti, dove tra la fine degli anni Venti e i primi anni Trenta furono condotte ricerche sulle condizioni di lavoro e sulla produttività. I ricercatori notarono che i lavoratori tendevano a rendere di più quando erano oggetto di osservazione, indipendentemente dalle modifiche introdotte nell’ambiente, per esempio nell’illuminazione. Se ne ricavò l’idea che fosse l’attenzione ricevuta, e non solo il fattore manipolato, a influenzare i risultati. Da qui il termine, usato per indicare le variazioni comportamentali determinate dalla semplice consapevolezza di partecipare a uno studio.
L’effetto Hawthorne nella ricerca
Per la metodologia della ricerca l’effetto Hawthorne rappresenta una possibile fonte di distorsione. Se i partecipanti si comportano diversamente perché sanno di essere osservati, diventa difficile stabilire se i risultati dipendano davvero dalla variabile studiata o dalla loro reattività. Per questo motivo gli studi ben disegnati adottano accorgimenti come i gruppi di controllo, le condizioni in cieco e, quando possibile, l’osservazione non intrusiva, così da ridurre l’influenza della sola presenza dell’osservatore e ottenere dati più attendibili.
Termini correlati
Concetti collegati sono la reattività del soggetto, la desiderabilità sociale, l’effetto dell’osservatore e l’effetto placebo. Vicino è anche l’effetto Pigmalione, o Rosenthal, in cui a incidere sono le aspettative di chi conduce lo studio più che l’attenzione ricevuta dal partecipante.
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