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Secondo Locke (fine 1600), le idee morali sono creature dell’intelligenza e non della natura dell’uomo, il quale, soggetto alle pressioni delle pulsioni, costruisce la morale come una funzione regolativa da parte dell’intelletto. Le norme morali si costituirebbero dunque attraverso il desiderio di una buona reputazione, e la valutazione della moralità di un comportamento dipenderebbe dall’approvazione […]
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Per indagare lo sviluppo morale, Piaget utilizzò il metodo clinico, consistente nel porre ai bambini domande relative a questioni morali, riferendosi a fatti comuni come raccontare bugie, sottoporre a castighi, usare criteri per la distribuzione di cose, o usando storie inventate in cui valutare il comportamento dei personaggi. Piaget distinse due forme di moralità: Il […]
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Dopo gli 8 anni troviamo una forma detta relativismo morale o morale dell’autonomia, dove l’interazione e il contesto assumono un ruolo importante nella valutazione dell’atto. I principi non sono più considerati immutabili, ma fondati e mantenuti dal consenso reciproco e quindi modificabili in rapporto a situazioni e contesti diversi. L’obbedienza ai principi è subordinata alle […]
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Lo sviluppo del senso di giustizia, secondo Piaget, rappresentava un aspetto primario del passaggio da una morale eteronoma ad una morale autonoma ed era strettamente legato all’esperienza con il gruppo dei pari. Egli distinse due forme di giustizia: la giustizia retributiva, che considera l’esigenza di una proporzionalità fra meriti e vantaggi, così come fra entità […]
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La teoria di Kohlberg è in parte un’estensione di quella piagettiana, di cui condivide l’aspetto stadiale, la centralità dei processi cognitivi e l’interesse prevalente per il pensiero morale piuttosto che per la moralità nelle sue manifestazioni comportamentali. Fondamentale è il parallelismo fra stadi dello sviluppo intellettivo e quelli dello sviluppo del pensiero morale: il possesso […]
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Livello 1: moralità preconvenzionale: prevalente sotto i 9-10 anni. (prospettiva sociocognitiva egocentrica, prima e media infanzia) La moralità è quanto gli altri dicono di fare, implica l’obbedienza, la gravità della trasgressione è giudicata in base alla quantità di danno compiuto. Le regole morali sono impersonate dall’autorità esterna si devono rispettare a causa delle spiacevoli conseguenze. […]
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Secondo Kohlberg si può ragionare in termini di principi e non rispettarli, ma i due regni non possono essere completamente separati e raggiungere risultati in termini di pensiero non può non influenzare la natura dell’azione. Tuttavia la condotta morale non è una caratteristica del tutto coerente, il comportamento è contestualizzato, influenzato da fattori motivazionali e […]
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La maturità è in parte distinta per l’autonomia morale, le regole e i valori sono interiorizzati, le norme sociali sono accettate in quanto tali e la coscienza determina le scelte tra comportamenti diversi. L’interiorizzazione delle norme morali e lo sviluppo di una coscienza che dia luogo al senso di colpa sono processi complessi che richiedono […]
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Il comportamentismo considerò lo sviluppo morale come aspetto dell’apprendimento, dovuto quindi a rinforzi o punizioni, tuttavia un comportamento per essere rinforzato deve prima prodursi spontaneamente, perciò è probabile che prima si apprendano i comportamenti per osservazione e imitazione di modelli e che poi essi aumentino di frequenza se rinforzati. Bandura ha mise in discussione tale […]
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Fra tali meccanismi troviamo: la giustificazione morale: comportamenti deleteri sono resi accettabili attraverso una loro ricostruzione cognitiva; la dislocazione della responsabilità: attribuzione causale della responsabilità di un atto a persone o circostanze depositarie del potere decisionale; la diffusione della responsabilità: la decisione del gruppo o le esigenze del sistema, frammentano e oscurano le responsabilità individuali, […]