Le radici filosofiche dello sviluppo morale
Per Locke, a fine Seicento, le idee morali sono creature dell’intelligenza e non della natura dell’uomo. Soggetto alle pressioni delle pulsioni, l’uomo costruisce la morale come funzione regolativa dell’intelletto. Le norme si formerebbero attraverso il desiderio di una buona reputazione, e la valutazione della moralità di un comportamento dipenderebbe dall’approvazione o dalla disapprovazione dei genitori. Si può considerare Locke un precursore delle teorie del social learning e un sostenitore del relativismo culturale delle norme morali.
Kant, nella Critica della ragion pratica (1788), è convinto che la legge morale sia scritta nell’uomo, e sostiene che l’esercizio del ragionamento possa promuovere lo sviluppo del giudizio morale e influenzare positivamente il comportamento futuro. Incoraggiava gli educatori a far esercitare i giovani allievi nel confronto di azioni simili in circostanze diverse.
Rousseau, accentuando il ruolo dei sentimenti come base della coscienza, sostenne l’originaria disposizione alla moralità dei bambini, imputando le deviazioni alla cattiva educazione. Sarebbe la stessa debolezza a rendere l’uomo socievole: se nessuno avesse bisogno degli altri, nessuno penserebbe a unirsi a loro. Concezioni che richiamano in parte le odierne tesi della sociobiologia.
Dalle radici storiche alla ricerca di oggi
La linea kantiana ha influenzato la teoria dello sviluppo morale di Kohlberg e si ritrova in molti programmi educativi, dove la discussione fra ragazzi su temi che implicano ragionamento morale serve a promuovere giudizio e condotta. Vi si aggiunge l’attitudine del pensiero narrativo a stimolare la riflessione etica: il significato della narrazione, sottolineato anche da Bruner, ha trovato elaborazione nella prospettiva narratologica dello sviluppo morale. Le storie contribuiscono alla comprensione del mondo sociale e alla ricostruzione di una dimensione dialogica del sé.
Su un punto le prospettive convergono. L’interiorizzazione morale non è cieca accettazione dei modelli adulti né apprendimento passivo: il bambino costruisce la propria moralità a partire dall’esperienza sociale, modellata dalla comprensione cognitiva. Parte di quell’esperienza è ciò che gli altri dicono e fanno, e l’interpretazione dei principi morali che gli viene presentata.
Termini correlati
Giudizio morale, social learning, interiorizzazione, prospettiva narratologica, sociobiologia.
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