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Il temperamento

Parlando di temperamento ci riferiamo allo stile comportamentale di un individuo, che ha coerenza in situazioni diverse e riguarda un insieme di differenze individuali che emergono precocemente, mostrando segni di ereditarietà e stabilità nel tempo. Thomas & Chess evidenziano nove categorie riguardanti il temperamento: livello di attività, regolarità, approccio-allontanamento, adattabilità, soglia di sensibilità, intensità di reazione, qualità dell’umore, distraibilità, estensione dell’attenzione. La combinazione di tali categorie, genera tre tipologie temperamentali di bambini, che devono essere considerate predominanti e non invariabili:bambini facili, difficili e di lenta attivazione. A fini preventivi si è posta molta attenzione sull’aspetto temperamentale, ma dobbiamo ricordarne l’interazione con le abilità soggettive, con le motivazioni e con l’ambiente, nel determinare il profilo di comportamento che evolve nel corso dello sviluppo. Se è vero che alcune qualità temperamentali possono agire come fattori predisponenti, è anche vero che è solo in combinazione con i fattori relativi all’ambiente sociale che il temperamento può influire sull’esito dei processi evolutivi. La reale importanza del temperamento, sta in ciò che produce negli altri individui, rientra negli effetti del bambino, ossia quegli aspetti dell’individualità che influenzano direttamente il modo in cui gli altri si rapportano a lui. Tali risposte possono modificare il comportamento del bambino, innescando un insieme bidirezionale di influenze e producendo effetti cumulativi nel tempo.

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