Psico Wiki

Gaslighting: vittime inconsapevoli di abuso psicologico nelle relazioni intime

Il gaslighting è una forma di violenza emotiva molto subdola: il manipolatore utilizza l’influenza che esercita sulla vittima, basata sulla relazione affettiva che li unisce, per insinuare nella sua mente false informazioni, inducendola a dubitare di sé, di ciò che pensa e percepisce. Riconoscerlo precocemente ed affrontarlo è un passo fondamentale per raggiungere il proprio benessere emotivo.

Gaslighting: vittime inconsapevoli di abuso psicologico nelle relazioni intime

Abstract

Il gaslighting è una forma di violenza emotiva molto subdola: il manipolatore utilizza l’influenza che esercita sulla vittima, basata sulla relazione affettiva che li unisce, inducendola a dubitare di sé, di ciò che pensa e percepisce. È un lento incedere, persistente, ambiguo, vessatorio, propinato a piccole dosi quotidiane. Ha la facoltà di annullare la capacità di giudizio e l’autonomia valutativa del bersaglio, corrodendone la stabilità emotiva. Quest’ultimo abbassa i propri standard relazionali ed emotivi, non è più in grado di fidarsi dei suoi sentimenti e diventa sempre più dipendente. 

Genesi del Gaslighting

La derivazione della terminologia è riconducibile all’omonima opera teatrale di Hamilton e alla successiva trasposizione cinematografica del 1944. Il protagonista manipola in modo intenzionale l’intensità della luce a gas nelle lampade domestiche e altri piccoli aspetti della realtà contingente. La moglie si accorge di tali cambiamenti, ma il consorte le fa credere che sia frutto della sua immaginazione, portandola sull’orlo della follia e dell’instabilità emotiva.

Tutte le tipologie di gaslighting vengono perpetrate, o subite a prescindere dal sesso e in svariati contesti (familiare, lavorativo, ecc), assumendo numerose forme e sfaccettature, più o meno consapevoli.

Si sostanzia in sottili manipolazioni verbali, o gestuali (espressioni facciali, intonazioni, posture, ecc), non facilmente identificabili, al punto da venir spesso giustificate dalla stessa persona che la subisce. Negli anni Novanta, Jacobson e Gottman riferiscono che alcuni individui con condotte aggressive potrebbero usare tale fenomeno, negando di aver commesso atti brutali. Questo comportamento è notato nei casi di violenza al coniuge e/o verso la prole; la vittima finisce per credere alla versione dell’abusante con la forza della ripetizione, ciò rafforza la situazione di plagio.

Pertanto, viene messo in atto in modo cosciente, mediante strategie intenzionali, con il preciso obiettivo di ottenere vantaggi e controllo sugli altri.

Modalità di attuazione:

Sono frequenti aspetti come:

Il modus operandi:

Può essere suddiviso in tre fasi (Catapang, 2020):

1) Idealizzazione. Il periodo iniziale è contraddistinto da un’apparente serenità, ove l’abusante proietta un’immagine di sé irrealistica, lodando e professando tenacemente i propri sentimenti, ergendo l’altra persona su un piedistallo, fenomeno conosciuto come “love bombing”.

2) Svalutazione. In seguito al raggiungimento di un falso stato di benessere, si verifica uno stravolgimento: un transito dall’adorazione alla messa in discussione. Il manipolatore confonde la vittima, utilizza sottili denigrazioni, altera volontariamente le informazioni, muove insistentemente accuse non corrispondenti a fatti oggettivi, sino a farle perdere il senso di sé. Approfitta di questa condizione per isolarla da amici, e familiari, allo scopo di creare un netto distacco dalla sua rete di supporto, promuovendosi come l’unica alternativa affidabile su cui contare. Avrà inizio una fase di estrema vulnerabilità che renderà la persona sempre più dipendente. La violenza è ormai cronica.

3) Astensione. Il gaslighter mette in atto una velata forma di punizione, celandosi dietro lunghi silenzi, rifiuti di comunicazione, oppure generando profondi sensi di colpa. In questo crescendo di manipolazione, non cerca di togliere la parola alla vittima, il suo intento è far sì che essa condivida il suo punto di vista. Si adopererà affinché si percepisca troppo sensibile, insicura nel fidarsi delle proprie percezioni e incapace di prendere decisioni.

– Parole pronunciate più spesso dall’abusante:

“Sei troppo sensibile”

“Sei paranoico/a”

“Sei esagerato/a”

“Che ti importa degli altri?!” 

“Nessuno ti amerà quanto me” 

“Ti stai confondendo di nuovo” 

 “È colpa tua!”

“Hai bisogno di aiuto.” 

“Stavo solo scherzando”.

Nell’ultimo biennio sta aumentando l’informazione circa questo fenomeno, basti pensare che alla fine del 2022 il dizionario Merriam-Webster ha eletto “gaslighting” come la parola dell’anno. Le ricerche online sono aumentate del 1740%.

In sintesi, il gaslighiting si configura come una modalità insidiosa e poco evidente.

Gli attori chiamati in causa sono due:

È un sopruso di difficile identificazione, non si attua mediante una tangibile aggressività fisica, o verbale, ma attraverso una gestione selettiva delle informazioni, una forma di perversione relazionale che immerge il malcapitato in uno stato di confusione e “assuefazione”.

Insorge, dunque, un paradosso: la vittima invece di liberarsi del suo carnefice, lo idealizza, fa propria la sua percezione di realtà, sopprimendo le reazioni di auto-difesa.

Riconoscerlo precocemente ed affrontarlo, è un passo fondamentale per raggiungere il proprio benessere emotivo.

dott.ssa Patrizia Alessio

Bibliografia:

Catapang Podosky, P.-M. (2020). Gaslighting, First- and Second-Order. Hypatia, 36(1), 207–227.

Costa, S., Barberis, N., Griffiths, M.D. et al. The Love Addiction Inventory: Preliminary Findings of the Development Process and Psychometric Characteristics. Int J Ment Health Addiction

Sarkis S, Gaslighting: How to recognise manipulative and emotionally abusive people… and break free, Orion Publishing 2019.

Scatigno, L. Puglisi, L. Tinelli, Gaslighting. La più subdola tecnica di manipolazione psicologica, CSA Editrice 2022.

https://elpa-medical57.cms.webnode.it/patriziaalessio/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *