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Gaslighting: vittime inconsapevoli di abuso psicologico nelle relazioni intime

Il gaslighting non consiste nel mentire: consiste nel far dubitare qualcuno della propria capacità di giudicare la realtà. È diventato un termine così usato da aver perso contorni, e recuperarli serve a riconoscere le situazioni in cui la parola è appropriata. Se ti riconosci in queste dinamiche, il numero antiviolenza e stalking 1522 e attivo […]

Gaslighting: vittime inconsapevoli di abuso psicologico nelle relazioni intime
Il gaslighting non consiste nel mentire: consiste nel far dubitare qualcuno della propria capacità di giudicare la realtà. È diventato un termine così usato da aver perso contorni, e recuperarli serve a riconoscere le situazioni in cui la parola è appropriata.
Se ti riconosci in queste dinamiche, il numero antiviolenza e stalking 1522 e attivo 24 ore su 24, gratuito e anonimo, anche in chat. Emergenze: 112. Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione professionale.

Cosa lo distingue

Il tratto specifico non è la menzogna ma il bersaglio: la fiducia della persona nella propria percezione, memoria e capacità di giudizio.

Le modalità ricorrenti sono riconoscibili.

La negazione di fatti accaduti: «non è mai successo», «te lo sei inventato».

La riattribuzione delle emozioni: «sei troppo sensibile», «stai esagerando», «hai frainteso». Sono le formule più frequenti, e la loro ripetizione è ciò che produce l’effetto.

Il capovolgimento: chi solleva un problema si ritrova a doversi difendere, e la questione iniziale scompare.

La messa in dubbio della stabilità della persona, spesso attraverso terzi: far passare l’idea che sia instabile o inaffidabile, così che le sue affermazioni perdano credito anche all’esterno.

Ne segue l’effetto documentato: la persona smette di fidarsi del proprio giudizio e comincia a rivolgersi all’altro per stabilire cosa è successo. È il punto in cui la dipendenza si consolida.

Cosa non è gaslighting

La precisione serve, perché l’uso estensivo del termine ha un costo.

Non è gaslighting un disaccordo sui fatti: due persone possono ricordare diversamente in buona fede, e la memoria è ricostruttiva per tutti.

Non lo è una menzogna isolata, che è un’altra cosa e va nominata come tale.

Non lo è un errore di interpretazione, né una discussione in cui l’altro sostiene una versione diversa.

Ciò che lo caratterizza è la sistematicità e la direzione: un modello continuato il cui effetto è l’erosione della fiducia della persona in sé stessa.

Va detto perché la distinzione conta: usare il termine per ogni disaccordo lo svuota, e rende meno credibile chi lo usa per descrivere una situazione reale.

Dentro un quadro più ampio

Il gaslighting non è quasi mai isolato: rientra tipicamente in un modello di controllo coercitivo, cioè un insieme continuato di comportamenti che restringono l’autonomia di una persona.

Gli altri elementi ricorrenti sono l’isolamento progressivo dalle persone esterne (che è ciò che rende il gaslighting efficace, perché toglie i punti di riferimento con cui verificare la realtà) il controllo economico, il monitoraggio e la svalutazione continua.

Va segnalato l’elemento che pesa di più: senza isolamento il gaslighting funziona male. Chi ha altre persone con cui confrontarsi mantiene un riferimento esterno, ed è per questo che l’isolamento è il primo obiettivo da contrastare.

Va aggiunto che dinamiche analoghe si osservano anche in contesti non affettivi (lavorativi, familiari, istituzionali) dove chi solleva un problema viene descritto come inaffidabile.

Cosa fare

  • Documentare: annotare fatti, date e conversazioni. Non per costruire un caso, ma per avere un riferimento esterno alla memoria, che è precisamente ciò che viene attaccato.
  • Ricostruire i contatti con persone esterne, che è la contromisura più efficace.
  • Non discutere per ottenere il riconoscimento dei fatti: raramente arriva, e il tentativo prolunga il ciclo.
  • Valutare la propria situazione con i criteri concreti del controllo: quante persone si frequentano ancora, quanto si valuta in anticipo la reazione dell’altro, quanta autonomia economica resta.
  • Rivolgersi al 1522 o a un centro antiviolenza anche solo per informarsi: chiedere informazioni non impegna a nulla, e la separazione è il momento a rischio maggiore, quindi va preparata e non improvvisata.

Un’ultima nota per chi sta vicino: la risposta più utile non è convincere la persona che l’altro la manipola, ma confermare i fatti quando li si conosce, restare disponibili senza dare ultimatum, e non contattare l’altra persona, cosa che aumenta il rischio.

Domande frequenti

Cos’e esattamente il gaslighting?

Un modello continuato di comportamenti che erode la fiducia di una persona nella propria percezione, memoria e capacita di giudizio.

Un disaccordo sui fatti e gaslighting?

No: la memoria e ricostruttiva per tutti e due persone possono ricordare diversamente in buona fede. Contano la sistematicita e la direzione dell’effetto.

Perche l’isolamento e cosi importante?

Perche toglie i punti di riferimento esterni con cui verificare la realta. Senza isolamento il gaslighting funziona male.

Come si aiuta una persona coinvolta?

Confermando i fatti quando li si conosce, restando disponibili senza ultimatum e senza contattare l’altra persona, cosa che aumenta il rischio.

Il gaslighting non e mentire ma erodere sistematicamente la fiducia di qualcuno nella propria percezione, e va distinto dai disaccordi e dalle menzogne isolate. Rientra tipicamente in un modello di controllo coercitivo, di cui l’isolamento e la condizione abilitante. Cio che aiuta e documentare i fatti, ricostruire i contatti esterni e rivolgersi a chi ha competenza, perche la separazione e il momento a rischio maggiore.
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