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Il Linguaggio Umano: Aspetti Evolutivi, Fisiologici e Patologici

Breve Estratto

Il sistema nervoso centrale ha elevato metabolismo con fabbisogno continuo di ossigeno e glucosio. Un ridotto apporto di ossigeno o di zuccheri semplici causa danni irreversibili, direttamente proporzionali alla severità e durata dell’alterazione. Il corretto funzionamento dei neuroni cerebrali dipende da una pressione sistolica e diastolica costante, in particolare nei centri del linguaggio dove c’è elevato consumo di ossigeno. La corteccia acustica, gran parte di quella visiva, il giro angolare, le aree di Broca e di Wernicke e la zona motoria sono irrorate dalle arterie cerebrali medie, dirette continuazioni delle carotidi interne. Poeppel e Hickok (2004), dicono che c’è coinvolgimento di diverse aree cerebrali corticali, oltre ai nuclei della base ed al cervelletto nella produzione del linguaggio umano la cui complessità è collegata a fenomeni evolutivi altrettanto peculiari. Il linguaggio umano è associato a strutture semantiche e grammaticali, il cui livello di complessità si è accresciuto nel corso dell’evoluzione. Gli studi sulle impronte endocraniche di ominidi fossili sembrerebbero confermare questo carattere evolutivo del linguaggio. Analoghe asimmetrie sono state individuate anche nelle scimmie antropomorfe, capaci di utilizzare un codice paleo linguistico gesto-fonetico di comunicazione all’interno del gruppo.

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