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Omicidio Cerciello Rega: Adolescenza e Disturbo Narcisistico di Personalità

Breve Estratto

Siamo a un anno dall’omicidio di un carabiniere a Roma per opera di due adolescenti americani. Cosa spinge i giovani a certi atteggiamenti "fuori casa"?

A un anno dall’omicidio del vicebrigadiere dell’Arma dei Carabinieri, Mario Cerciello Rega, morto il 26 luglio 2019 a Roma per opera di due adolescenti americani, la psicologa e psicoterapeuta Federica Bonazzi indaga i comportamenti degli adolescenti di oggi. Uno dei due studenti americani accusati dell’omicidio Cerciello Rega, Finnegan Lee Elder, sarà sottoposto a perizia psichiatrica per valutare la sua capacità di intendere e di volere quando si consumò l’omicidio. La domanda a cui dare una risposta è: Cosa spinge i giovani a certi atteggiamenti “fuori casa”?

Vorrei iniziare l’articolo con una riflessione: vengo da una “terra di contadini” e sono cresciuta con la cultura dei contadini. Un contadino sa che quando semina un campo al massimo raccoglierà ciò che ha seminato e che ciò avverrà solo in casi eccezionali, perché purtroppo nubifragi, tempesta, siccità, gli consentiranno di raccogliere meno di ciò per cui ha faticato. Dalla mia “terra” ho imparato quindi che nella vita al massimo avrei ottenuto ciò che mi meritavo, ma che sarebbe stato molto improbabile, perché “il caos” che governa la nostra esistenza crea tutti quegli ostacoli che difficilmente ci permettono di ottenere ciò che meritiamo. A meno che noi non “bariamo”, non cerchiamo scorciatoie più o meno lecite. E qui arriviamo all’oggetto dell’articolo; purtroppo nei nostri giovani è sempre più frequente l’idea di avere diritto ad avere di più di ciò che meritano sia a livello di denaro, affetti, divertimenti e accontentarsi di una vita “normale” diventa inaccettabile.

Il Disturbo Narcisistico di Personalità: in cosa consiste, come si manifesta e come viene influenzato dall’utilizzo di sostanze psicoattive

Il disturbo narcisistico di personalità è un disturbo della personalità i cui sintomi principali sono: egocentrismo patologico, deficit nella capacità di provare empatia verso altri individui]e bisogno di percepire ammirazione; tali sintomi iniziano entro la prima età adulta e sono presenti in svariati contesti.

Questa patologia è caratterizzata da una particolare percezione di sé definita “Sé grandioso”. Comporta un sentimento esagerato della propria importanza e idealizzazione del proprio sé e una forma di egoismo profondo di cui non è di solito consapevoli; le cui conseguenze sono tali da produrre nel soggetto significative difficoltà relazionali e affettive.

I narcisisti possono oltrepassare i limiti dell’autorità, prendendo decisioni che non gli competono o scavalcando i superiori. Arrivano alla manipolazione e alla molestia per ottenere i loro scopi, sentendosi al di sopra delle regole. È frequente che una persona con disturbo narcisistico possa sviluppare una Dipendenza da Alcol o da sostanze come la cocaina, che offre un’illusoria sensazione di onnipotenza e grandiosità (Canevisio, Marchi, 2010).

Un altro tratto di personalità spesso associato all’utilizzo di sostanze è, come detto inizialmente, l’impulsività. L’impulsività è ciò che spinge un individuo a compiere un’azione o un determinato comportamento senza pensarci, istintivamente.

Bernstein et al. (2015), in linea con i risultati ottenuti nelle ricerche su ansia e depressione, hanno riscontrato una correlazione tra impulsività ed uso di sostanze, in questo caso analizzando un campione di carcerati. Nello specifico, gli autori hanno rilevato che i soggetti abituati a un poliabuso di droghe (alcol, oppiacei, benzodiazepine, cocaina, allucinogeni) oltre alla cannabis mostravano livelli di impulsività molto più alti rispetto ai non consumatori (Bellodi, 2016).

Bambini violenti: come l’educazione familiare può influire sullo sviluppo del disturbo narcisistico di personalità

Raramente un genitore ammette che il figlio lo aggredisce fisicamente o verbalmente; si tratta di un tema tabù, di un aspetto della violenza che rimane nascosto dal sapere pubblico. Tuttavia, le ricerche che hanno esaminato a fondo questo tema mostrano una realtà devastante. La conclusione è chiara: la violenza dei figli nei confronti dei genitori è sempre più frequente e intensa e si presenta sempre più precocemente. Uno studio recente, realizzato con adolescenti spagnoli, ha analizzato i fattori che facilitano il manifestarsi della violenza domestica di questo tipo. I dati raccolti dimostrano che l’esposizione alla violenza in casa, la mancanza di comunicazione e l’educazione permissiva creano adolescenti narcisisti che aggrediscono fisicamente o verbalmente i loro genitori.

Un altro fattore importante è il temperamento dei bambini; alcuni bambini sono più impulsivi e più propensi a reazioni violente, con le quali affronteranno i limiti imposta dagli adulti o dalla vita in generale.

A partire dagli anni ’70, la società occidentale ha conosciuto un periodo di profondi cambiamenti sociali, politici e culturali. La messa in discussione dell’autorità e dei valori tradizionali ha contribuito alla trasformazione della famiglia, inizialmente fondata su un modello etico e normativo, e attualmente legata a modelli più affettivi e relazionali. Inoltre, la perdita di riferimenti e valori chiari e indiscussi, ha favorito il proliferare di una molteplicità di modelli d’identificazione alternativi a quelli tradizionali, soprattutto in seguito alla diffusione della cultura consumistica e mass mediatica. (Lancini, Salvi, 2018)

L’adolescenza rappresenta una fase di transizione dall’infanzia alla vita adulta che, con una grande variabilità individuale, sociale e culturale (Speltini, 1997), si può temporalmente collocare tra gli 11-12 anni, quando si presentano le prime trasformazioni biologiche e psicologiche tipiche della pubertà, e i 18 anni circa, quando l’individuo acquisisce le competenze e i requisiti necessari per assumersi le responsabilità di un adulto. Alcuni autori sostengono la necessità di estendere questo periodo fino ai 22 anni circa se non, a volte, ritengano sia addirittura più corretto collocare la fine dell’adolescenza intorno ai 25 anni (Crone, 2012; Levi-Warren, 2005). Questo periodo evolutivo costituisce uno dei più complessi momenti della vita di un individuo poiché porta a inevitabili modificazioni e trasformazioni a livello fisico, psicologico, emozionale, familiare e sociale (Camaioni & Di Blasio, 2002; Palmonari, 2011). Tra tutti i compiti evolutivi che l’adolescente deve affrontare, un aspetto centrale riguarda indubbiamente lo sviluppo della propria identità. Sebbene la formazione dell’identità sia un processo che duri per tutto l’arco di vita, è soprattutto nell’adolescenza che si manifesta in modo più evidente, tanto che questa fase del ciclo vitale viene considerata, in questo senso, il periodo più cruciale per lo sviluppo della persona (Erikson, 1963).

La famiglia “affettiva” cerca di formare la personalità del figlio adolescente tentando di promuovere nello stesso il benessere e la felicità, attraverso l’individuazione dei suoi talenti e il sostegno alla sua autorealizzazione. Sulla base di questi nuovi miti affettivi, i genitori odierni ritengono di non dover somministrare ai loro figli quote eccessive di dolore mentale a fini educativi, riducendo significativamente le esperienze frustranti durante la loro infanzia. All’interno della famiglia affettiva, dunque, nascono individui precocemente esperti e affamati di relazioni, ma anche narcisisticamente fragili, poiché poco abituati a tollerare le frustrazioni che la vita extrafamiliare riserva. Mancando la parte normativa, autorevole, da parte dei genitori, gli adolescenti odierni non avvertono la necessità di scontrarsi con le generazioni che li hanno preceduti. Essi non sono trasgressivi o conflittuali, semmai indifferenti, nei confronti dell’autorità. Preferiscono procurare delusioni ai genitori, piuttosto che sfidarli apertamente ingaggiandosi in scontri aperti con loro. La loro spavalderia, di cui sono spesso accusati, tende più a sminuire che a contrastare persone e istituzioni. (Lancini, Salvi 2018)

Durante l’adolescenza, intesa come periodo evolutivo che si colloca tra i 10 e i 25 anni circa (Crone, 2012; Levi-Warren, 2005), si verifica un aumento dei tratti narcisistici. Questo è dovuto ai compiti evolutivi che questo periodo richiede al giovane ed è determinato dal bisogno di concentrarsi maggiormente su se stessi, in linea con il bisogno di definire la propria identità e il proprio Sé (Levi-Warren, 2005). Tuttavia, alcuni autori hanno riscontrato che le nuove generazioni di adolescenti appartenenti agli anni dal 2000 al 2010 mostrano livelli di narcisismo più elevati rispetto alle generazioni precedenti (Twenge, Konrath, Foster, Campbell, & Bushman, 2008a, 2008b).

Ripensare ai nostri adolescenti

Credo che sia necessario “ripensare” ai nostri adolescenti, se vogliamo che gli stessi diventino adulti consapevoli e responsabili.

Alla famiglia che è diventata quasi prevalentemente affettiva e poco normativa, alla Scuola, che ha perso la propria autorevolezza nei confronti dei ragazzi, si affianca una cultura massificatrice che ha reso gli adolescenti, con un tratto narcisistico, giovani annoiati, insofferenti alle regole sociali e che cercano nello sballo l’adrenalina che la “vita facile” che gli adulti hanno creato per loro, non fornisce quotidianamente.

Il Narcisismo è un disturbo che dietro a una maschera di spavalderia, di grandiosità, nasconde delle fragilità enormi; il giovane narcisista ritiene che sia un diritto ottenere ciò che vuole e che ogni ostacolo che vi si pone tra lui e il proprio obiettivo sia “un male”, un qualcosa da distruggere, da eliminare.

Questa idea “grandiosa” non li prepara alle frustrazioni della vita, non li prepara ad accettare la noia e a prendersi le responsabilità delle proprie azioni.

La droga diventa fondamentale perché dà quelle soddisfazioni che loro non hanno imparato a crearsi in modo autonomo sfidando e superando gli ostacoli della vita reale.

Federica Bonazzi Psicologa-Psicoterapeuta

Bibliografia

Bellodi S.:L’uso di droghe e i tratti di personalità, State of mind, ottobre 2016

Canevisio, Marchi, 2010: Disturbo Narcisistico di Personalità; Centro Moses Psicologia Clinica

Diagnostic and statistical manual of mental disorders : DSM-5 (5th ed.). Washington [etc.]: American Psychiatric Publishing. 2013. pp. 645, 669–72.

Il narcisismo: il seme dell’aggressività nell’infanzia. La mente è meravigliosa, 5 Maggio 2016

Lancini M., Salvi A.: Gli adolescenti a scuola all’epoca di internet e del narcisismo. Istituto Minotauro Milano, 2018

Milani M.: Empatia e contagio emozionale su Facebook:il comportamento degli adolescentitra narcisismo ed empatia virtuale” Dottorato di Ricerca in Telematica e Società dell’Informazione, Università degli Studi di Firenze, anni 2010/2013.

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