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Etologia ed Evoluzione, Formazione Permanente

L’adolescenza Ancestrale

L’adolescenza si configura da sempre come una specifica fase evolutiva, caratterizzata dalla ricerca dell’io,del ruolo sociale e in maniera specifica della propria identità sessuale. In tale fase l’individuo sperimentauna molteplicità di emozioni e energie contrastanti , a livello evolutivo spesso si manifestano principi diformazione reattiva , sublimazione e regressione a livello psicosessuale e psicosociale , i quali innescanonell’individuo una continua angoscia che si traduce nell’intensificazione e nell’alterazione del cortisolo,l’angoscia verso l’ignoto è anche determinata dalla tipologia di attaccamento, sviluppata negli anni nel proprio nucleo familiare di appartenenza ( Jhon Bowlby) . L’adolescenza come precedentemente citato, è una fase soggetta ad alterazioni, un fenomeno evidenziato è il principio di omologazione, e del conformismo forzato inconscio, in quanto la maggioranza degli adolescenti cerca di perseguire l’originalità
dell’essere, senza rendersi conto che in realtà non la si persegue, ma ci si omologa alle stigmatizzazioni sociali inconsciamente. Un fenomeno ad oggi molto manifesto è il complesso di Cooley ( io riflesso) , per il quale l’individuo crea un’immagine di sé in base a come gli altri vogliono che egli sia percepito , tale fenomeno si traduce in dipendenza dal giudizio , poiché gli individui sono legati all’immagine di sé , non concependo che per poter perseguire la vera felicità e serenità , devono
abbandonare l’immagine di sé, e concepire il proprio essere attraverso la congiunzione dell’io e dell’anima , per i quali l’immagine è priva di ogni significato . Un’ulteriore fenomeno registrato negli ultimi anni ,sempre in maggior espansione soprattutto tra i ragazzi dai 16-25 anni , è il fenomeno NEET , un fenomeno che si caratterizza per un complesso di individui con possibilità economiche e sociali, di poter perseguire la propria realizzazione a livello intellettuale e lavorativo , ma che sfiduciati dalla realtà circostante decidono di sperimentare a lungo termine il principio della stagnazione evolutiva , la quale si traduce in comportamenti passivi , che a lungo termine come effetto hanno ciò che si definisce “carriera deviante” . NEET, ovvero i giovani Not in Education, Employment or Training sono tutti quei ragazzi rimasti esclusi sia dal mondo della formazione che da quello del lavoro: non studiano, non frequentano corsi di formazione e non riescono a trovare lavoro.
Ultimamente è l’Istat a lanciare dati allarmanti sulla crescita percentuale del fenomeno in Italia: i dati aggiornati ad ottobre 2016 parlano del 37,5% di popolazione di riferimento, circa 2 milioni di cittadini.
Le percentuali salgono se si volge lo sguardo al Sud: la regione con il numero maggiore di NEET è la Sicilia: il 39,7% dei giovani presi a riferimento occupano le fila dell’esercito degli immobili.
L’educazione cognitivo-comportamentale è un percorso, che ha come inizio sin dai primi istanti della vita di ciascun individuo, ha come finalità quella di gestire il principio dell’angoscia, inquadrare i
comportamenti/pulsioni socialmente non accettabili, pericolosi per colui che lo sperimenta e per la
collettività che lo circonda. L’educazione avviene tramite l’analisi Cognitivo-Comportamentale associata al significato soggettivo, ma soprattutto tramite strategie di canalizzazione di tali impulsi e comportamenti,cercando di trarre la potenzialità dalla disfunzionalità, evidenziandola tramite forme socialmente accettabili. Ove l’attaccamento si evidenziasse come evitante, disorganizzato o persino ambivalente, nella maggioranza dei casi si incorre come forma di gestione dell’angoscia, l’uso di stupefacenti e da una molteplicità di comportamenti devianti. Per definizione non è il comportamento in sé ad essere deviante, in quanto ciò che costituisce un comportamento come deviante, è il contesto nel quale viene manifestato.L’insorgenza della devianza ad ‘oggi la notiamo giornalmente, tramite notizie di aggressioni, stupri, molestie e casi di suicidio, omicidio e di violenze filoparentali . L’adolescenza ad’oggi risulta essere, difficoltosa a tutti i livelli, nonostante le politiche sociali (Welfare State), verso i giovani però i quali sempre più sfiduciati, dagli organi istituzionali e politici, i quali mostrano un interesse verso la generazione Z solo di carattere futile e verbale e non concreto , con l’ultima emanazione dell’abrogazione del bonus cultura 18 anni di carattere generalizzato, hanno azionato una manovra politica illusoria che evidenza una mancanza di continuità e dell’integrità delle scelte politiche , sfociando ancor di più nella stagnazione , e nella sfiducia verso il mondo. Un fenomeno esponenziale negli ultimi anni , è la depressione adolescenziale, innanzitutto la depressione in adolescenza non consiste solamente in umore depresso, tristezza, malinconia occasionali, ma è un disturbo che pervade ogni sfera della vita dell’adolescente (familiare, sociale e scolastica). È importante sottolineare che non sempre l’adolescente affetto da depressione appare triste, anzi più frequentemente è arrabbiato, irritato e irritabile.
Anche dolori e mal di testa inspiegabili e non giustificati da evidenze mediche potrebbero essere sintomo di depressione.La depressione nell’adolescenza è quindi fondamentale che l’individuo, i suoi familiari o gli amici riconoscano e segnalino la problematica affinché venga trattata nel modo più tempestivo ed adeguato possibile (Approfondisci con la scheda “Diagnosi della depressione nell’adolescenza”). Spesso le persone affette da depressione tendono inizialmente a chiedere aiuto, perché non sopportano il dolore della sofferenza emotiva, ma non sempre è così: se prevale il pensiero pessimistico, gli adolescenti depressi possono convincersi che non sia possibile fare nulla e che sia quindi inutile chiedere aiuto e/o provare a reagire.
La depressione nell’adolescente può manifestarsi con sintomi diversi rispetto a quanto si osserva negli adulti. La lista che segue elenca i sintomi più frequenti, nel leggerla si deve tenere conto che non sempre tutti sono presenti (fattori psicomatici) .

Articolo a cura di : Yanko Giuseppe Mormone

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