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Il Linguaggio dai Primati all´Uomo

Come è nato il linguaggio umano e quanto ci distingue davvero dagli altri primati? Le neuroscienze cercano risposte studiando le aree cerebrali del linguaggio, le loro asimmetrie e le tracce di strutture simili nel cervello delle scimmie. Ne emerge un’ipotesi affascinante: il linguaggio potrebbe avere origini gestuali. Le aree cerebrali del linguaggio Nell’uomo, le strutture […]

Psicolab — Il Linguaggio dai Primati all´Uomo
Come è nato il linguaggio umano e quanto ci distingue davvero dagli altri primati? Le neuroscienze cercano risposte studiando le aree cerebrali del linguaggio, le loro asimmetrie e le tracce di strutture simili nel cervello delle scimmie. Ne emerge un’ipotesi affascinante: il linguaggio potrebbe avere origini gestuali.

Le aree cerebrali del linguaggio

Nell’uomo, le strutture corticali anatomicamente e funzionalmente fondamentali per il linguaggio sono due. L’area di Wernicke, situata nel planum temporale posteriore superiore sinistro, è cruciale per la comprensione del linguaggio. L’area di Broca, collocata nella corteccia orbito-frontale sinistra, è invece essenziale per la produzione linguistica. Insieme, queste regioni costituiscono la base neurale su cui poggiano la capacità di capire e di produrre parole e frasi.

Un dato colpisce in modo particolare: nella maggioranza dei casi queste aree sono più grandi del corrispettivo corticale controlaterale, cioè della regione simmetrica dell’emisfero opposto. A questa differenza di dimensioni corrisponde un’asimmetria anatomica del cervello che gli studiosi interpretano in chiave evolutiva, come una traccia del percorso che ha portato alla comparsa del linguaggio.

L’asimmetria cerebrale e il suo significato evolutivo

L’asimmetria tra i due emisferi non è un dettaglio marginale. La prevalenza dell’emisfero sinistro nelle funzioni linguistiche è uno dei tratti distintivi del cervello umano, e la sua origine è oggetto di grande interesse per chi studia l’evoluzione delle capacità cognitive. Se questa asimmetria fosse esclusivamente umana, segnerebbe un confine netto tra la nostra specie e gli altri primati; se invece se ne trovassero tracce anche nelle scimmie, il quadro evolutivo risulterebbe più graduale e continuo.

Le ricerche sulle scimmie

Proprio per chiarire questo punto, diversi studi hanno indagato la possibile esistenza di asimmetrie analoghe nelle aree corrispondenti del cervello delle scimmie. Alcune ricerche hanno analizzato le caratteristiche macroanatomiche di queste regioni, come i lavori di Gannon e colleghi del 1998, di Hopkins e colleghi sempre del 1998 e di Cantalupo e Hopkins del 2001. Altri studi hanno adottato un approccio più approfondito, spingendosi fino all’analisi citoarchitettonica e miofibrillare, cioè allo studio della struttura fine dei tessuti cerebrali, come nei lavori di Buxhoeveden e colleghi del 2001 e di Sherwood, Gannon e colleghi del 2003.

I risultati di queste indagini sono in parte contrastanti: non tutte le ricerche concordano sulla presenza e sull’entità di asimmetrie paragonabili a quelle umane. Questa incertezza riflette la difficoltà di confrontare cervelli diversi e di stabilire fino a che punto le somiglianze anatomiche corrispondano a somiglianze funzionali.

L’ipotesi dell’origine gestuale del linguaggio

Accanto allo studio delle strutture cerebrali, una prospettiva particolarmente suggestiva riguarda l’origine del linguaggio umano a partire da una forma di comunicazione gestuale. Secondo questa ipotesi, prima ancora che vocale, la comunicazione dei nostri antenati sarebbe passata attraverso i gesti, per poi integrarsi progressivamente con la voce.

Un elemento a sostegno di questa idea viene dalla scoperta, nelle grandi scimmie, di movimenti della bocca che accompagnano in modo simpatetico i movimenti motori fini, come documentato da Waters e Fouts nel 2002. Questa connessione tra gesto della mano e movimento della bocca suggerisce un legame profondo, radicato nell’evoluzione, tra il sistema motorio e le origini della comunicazione, e offre una possibile chiave per comprendere come dal gesto si sia arrivati alla parola.

Domande frequenti

Quali sono le principali aree cerebrali del linguaggio?

Sono l’area di Wernicke, nel planum temporale posteriore superiore sinistro, responsabile della comprensione, e l’area di Broca, nella corteccia orbito-frontale sinistra, coinvolta nella produzione del linguaggio.

Perché si parla di asimmetria cerebrale del linguaggio?

Perché nella maggioranza delle persone le aree del linguaggio dell’emisfero sinistro sono più grandi delle regioni simmetriche dell’emisfero destro. Questa asimmetria anatomica viene letta come una traccia evolutiva legata allo sviluppo del linguaggio.

Cosa dice l’ipotesi dell’origine gestuale del linguaggio?

Sostiene che il linguaggio umano possa derivare da una forma iniziale di comunicazione gestuale. La scoperta, nelle grandi scimmie, di movimenti della bocca associati a movimenti fini della mano fornisce un indizio a favore di questo legame tra gesto e parola.

Lo studio del linguaggio dai primati all’uomo mette in dialogo anatomia cerebrale ed evoluzione. Le aree di Broca e di Wernicke, con la loro asimmetria a favore dell’emisfero sinistro, rappresentano la firma neurale della nostra capacità linguistica. La ricerca di asimmetrie analoghe nelle scimmie dà risultati contrastanti, mentre l’ipotesi dell’origine gestuale, sostenuta dai movimenti bocca-mano nelle grandi scimmie, suggerisce che la parola possa affondare le radici nel gesto.
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