Cosa significa goodness of fit
Il concetto fu introdotto da Thomas e Chess per descrivere le circostanze in cui le proprietà dell’ambiente si adattano alle caratteristiche generali del bambino, permettendo uno sviluppo ottimale. L’unità di analisi non è il bambino, e nemmeno l’ambiente: è la relazione tra i due.
Ne discendono due conseguenze speculari. In un ambiente adeguato, anche un temperamento difficile non sarà per forza sinonimo di problematicità. E, all’inverso, un temperamento tranquillo non garantisce un’infanzia priva di problemi, se le richieste dei genitori nei confronti dei figli sono irrealistiche.
La goodness of fit in pratica
Il temperamento, del resto, dipende dalla relazione entro cui viene osservato. Le differenze temperamentali producono effetti sui genitori che variano a seconda dell’interpretazione che questi danno del comportamento del bambino. La stessa irritabilità può essere letta come vivacità o come capriccio, e le due letture generano risposte opposte.
Quell’interpretazione, a sua volta, dipende dalla personalità dei genitori, dai loro valori e dalle loro preferenze, che sono funzione della cultura specifica di appartenenza. Un bambino insistente sarà un problema in una cultura che apprezza la deferenza, e una risorsa in una che premia l’assertività.
La conclusione pratica è che l’intervento più efficace raramente consiste nel cambiare il bambino. Consiste nel modificare le richieste dell’ambiente perché tornino a incontrare ciò che quel bambino è.
Termini correlati
Temperamento, Thomas e Chess, bambino difficile, effetti del bambino, influenze bidirezionali.
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