L’andamento temporale dello sviluppo fisico e psicologico osservato nel bambino, è scandito da meccanismi innati; deviazioni estreme nell’ambiente possono alterare tale andamento, determinando un notevole ritardo, ma l’emergere di date caratteristiche e la sequenza della loro apparizione, sono di base una funzione del progetto genetico. La genetica del comportamento è diretta ad accertare il contributo dell’ereditarietà e dell’ambiente alle differenze tra individui. L’attenzione è posta su ciò che può spiegare la variabilità di una caratteristica tra le persone, accertando la misura dell’influenza dei fattori ambientali rispetto a quelli genetici, e i metodi sono tre:
studi familiari: risultano essere abbastanza inadatti in quanto non distinguono tra differenze genetiche e ambientali perché le famiglie vivono insieme dividendo le esperienze e, più la parentela è stretta, più alta è la probabilità che i soggetti condividano lo stesso ambiente.
Studi gemellari: confrontano i gemelli monozigoti e quelli dizigoti; partendo dall’assunto che entrambi condividono le influenze dell’ambiente in uguale misura, ogni differenza dovrebbe riflettere l’influenza genetica; i gemelli identici però, hanno maggiori probabilità di essere trattati allo stesso modo, perciò sono aumentate le ricerche su coppie di gemelli cresciuti separatamente. I risultati indicano che i gemelli monozigoti separati da piccoli si assomigliano di più dei dizigoti cresciuti insieme.
Studi su adozioni: si rivolgono a bambini cresciuti sin da piccoli con genitori non biologici, e paragonano le loro caratteristiche psicologiche ai genitori biologici e a quelli adottivi. La somiglianza con i genitori biologici è interpretata come indicativa dell’influenza genetica, quella con gli adottivi dell’influenza ambientale.