Turismo come Opportunità

Turismo come Opportunità

Rigoberta Menchu è piccola e sorridente e indossa la camicetta rossa del suo gruppo indigeno. La sua opinione sul turismo e sulle sue potenzialità è chiara: “L’interscambio fra culture e il superamento delle frontiere non solo fisiche ma anche culturali sono un fattore sempre positivo, così come la conoscenza delle comunità in modo che i turisti la utilizzino con rispetto. Il turismo deve perciò diventare un’opportunità e non un rischio, vi è quindi il bisogno di porre delle regole con una interazione fra autorità e comunità locali”.

Un altro concetto importante viene espresso poco dopo. “Non siamo popoli poveri ma popoli impoveriti e dobbiamo renderci conto della ricchezza che abbiamo accanto. Il turismo ha fra le sue motivazioni anche quella di scoprire un popolo, una storia, un paese: alcuni valori si possono assaporare solo nel posto dove hanno origine. Le culture necessitano interrelazioni e per far questo non è secondario un turismo con pertinenze culturali”.

Prosegue poi: “Una visione inclusiva è necessaria, e parlo come donna maya, come parte della cultura millenaria di qui. C’è un po’ lo stereotipo che i popoli indigeni siano incompatibili con il turismo: questo non è vero anzi con il turismo riusciamo addirittura a preservarli meglio. Il turismo è quindi un’opportunità purché possiamo avere un’agenda comune dove si parla, si discute e si risolvono i problemi per sviluppare questo turismo culturale, scientifico, ecologico di basso impatto”.

Quindi conclude: “La pace non è un simbolo ma un modo di vivere che tutti dobbiamo avere e pace e turismo hanno molto in comune. Sarebbe bello se il Centro america fosse una regione di speranza per tutto il mondo”.