Perché accade
Il fattore biologico viene quasi sempre omesso, ed è quello che spiega di più.
In adolescenza il ritmo circadiano si sposta in avanti: l’addormentamento tende naturalmente a ritardare, mentre l’orario scolastico resta invariato. Ne deriva una privazione cronica di sonno che non dipende dalla volontà.
Si aggiunge il peso del gruppo dei pari: la notte è il momento in cui la conversazione con i coetanei avviene senza supervisione, ed è socialmente rilevante quanto quella diurna.
E interviene il timore di restare fuori da ciò che accade, che è documentato come predittore dell’uso serale e si associa a peggiore qualità del sonno.
Va detto ciò che il dispositivo aggiunge: la ricompensa variabile delle notifiche, l’assenza di segnali di fine nello scorrimento, e le notifiche stesse, che frammentano il sonno anche quando non producono risposta.
Sulla luce degli schermi, un ridimensionamento: l’effetto della luce sul ritardo dell’addormentamento è documentato ma modesto rispetto al fattore principale, che è il coinvolgimento nel contenuto. Il filtro notturno non risolve il problema.
Cosa comporta
Le conseguenze della privazione di sonno in adolescenza sono ben documentate.
Su attenzione, memoria e rendimento scolastico, con effetti misurabili.
Sull’umore: la privazione di sonno si associa a irritabilità, maggiore reattività emotiva e sintomi depressivi, e la relazione è bidirezionale, perché dormire poco peggiora l’umore e l’umore peggiore compromette il sonno.
Sui comportamenti rischiosi, inclusa la guida, per la riduzione dei tempi di reazione e della capacità decisionale.
Va precisato un dato spesso ignorato: la consapevolezza del proprio deterioramento è scarsa. Chi è deprivato di sonno tende a sovrastimare la propria prestazione, e questo vale per gli adolescenti come per gli adulti.
Il termine e il suo uso
Va fatta una precisazione sul lessico, perché ha conseguenze.
Il vamping non è una diagnosi, e nemmeno lo è la dipendenza da internet, che non compare nei sistemi di classificazione. Ciò che esiste è il disturbo da gioco, con criteri specifici.
Trattare un comportamento diffuso come patologia produce due errori: allarma per ciò che è ordinario, e rende meno visibili le situazioni in cui il comportamento è secondario ad altro, ansia, umore depresso, difficoltà scolastiche o relazionali, e in alcuni casi bullismo subito.
Il criterio utile non è quante ore, ma se il funzionamento è compromesso: scuola, relazioni, attività, umore.
Cosa funziona
- Agire sull’ambiente anziché sulla volontà: dispositivi fuori dalla camera durante la notte è la misura singola con più effetto, e riguarda anche gli adulti della casa.
- Disattivare le notifiche notturne, che frammentano il sonno indipendentemente dalla risposta.
- Mantenere orari regolari anche nel fine settimana: il recupero prolungato del sabato sposta ulteriormente l’orologio e peggiora il lunedì.
- Concordare le regole anziché imporle: con gli adolescenti la mediazione attiva funziona meglio della restrizione pura, che si associa a esiti peggiori.
- Verificare cosa il comportamento sta risolvendo: se copre ansia o isolamento, l’intervento va lì.
- E se l’insonnia persiste, sapere che per essa la terapia cognitivo-comportamentale è raccomandata come prima scelta, prima dei farmaci.
Domande frequenti
Perche gli adolescenti stanno svegli fino a tardi?
Perche in adolescenza il ritmo circadiano si sposta in avanti, mentre l’orario scolastico resta: non dipende dalla volonta.
La luce blu degli schermi e il problema principale?
No: il suo effetto e documentato ma modesto rispetto al coinvolgimento nel contenuto. Il filtro notturno non risolve.
Il vamping e una dipendenza?
Non e una diagnosi, e nemmeno la dipendenza da internet lo e. Il criterio utile e se il funzionamento risulta compromesso.
Cosa funziona di piu?
Tenere i dispositivi fuori dalla camera di notte, disattivare le notifiche e mantenere orari regolari anche nel fine settimana.
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