Psicologia Sociale e del Comportamento

Rischio e Tolleranza al Rischio nelle decisioni di investimento

Quanto rischio una persona è disposta a correre sembra un tratto stabile, qualcosa che si ha. La ricerca sulle decisioni mostra qualcosa di diverso: dipende in larga misura da come la scelta viene presentata, e questo ha conseguenze pratiche. Articolo divulgativo di psicologia delle decisioni. Non contiene ne costituisce consulenza finanziaria o di investimento: per […]

Psicolab — Rischio e Tolleranza al Rischio nelle decisioni di investimento
Quanto rischio una persona è disposta a correre sembra un tratto stabile, qualcosa che si ha. La ricerca sulle decisioni mostra qualcosa di diverso: dipende in larga misura da come la scelta viene presentata, e questo ha conseguenze pratiche.
Articolo divulgativo di psicologia delle decisioni. Non contiene ne costituisce consulenza finanziaria o di investimento: per decisioni economiche e necessario rivolgersi a un professionista abilitato.

Come decidiamo davvero in condizioni di incertezza

Il modello economico classico assume che si valutino le opzioni in termini di esiti finali e probabilità. Gli studi sperimentali mostrano che non è così.

Valutiamo in termini di guadagni e perdite rispetto a un punto di riferimento, non in termini di stato finale. E il punto di riferimento è mobile: cambia con le aspettative e con il recente passato.

Le perdite pesano più dei guadagni di pari entità. È l’avversione alla perdita, uno dei risultati più replicati in psicologia delle decisioni, anche se la sua entità esatta è oggetto di discussione.

Ne segue un’asimmetria documentata: tendiamo a essere avversi al rischio quando ragioniamo in termini di guadagni, e propensi al rischio quando ragioniamo in termini di perdite, cioè disposti a rischiare di più pur di evitare una perdita certa.

E le probabilità non vengono usate come sono: quelle piccole tendono a essere sovrappesate, quelle alte sottopesate. È il meccanismo che rende contemporaneamente attraenti le lotterie e le assicurazioni.

Perché la stessa persona sceglie diversamente

Questa è la parte con più conseguenze pratiche.

L’inquadramento: la stessa opzione descritta in termini di sopravvivenza o di mortalità produce scelte diverse nelle stesse persone. Il formato non è neutro.

L’orizzonte temporale: la stessa scelta valutata su un periodo lungo o su un periodo breve appare diversamente rischiosa, e osservare frequentemente gli esiti aumenta l’avversione, perché aumenta il numero di perdite osservate.

Lo stato emotivo e l’esperienza recente: dopo una perdita il comportamento cambia, e in direzioni non uniformi fra individui.

Va aggiunto un limite importante alla nozione stessa di tolleranza al rischio: le misure di propensione al rischio correlano debolmente fra loro a seconda del dominio. La stessa persona può essere prudente in ambito economico e imprudente altrove. Non esiste un tratto unico e generale.

Gli errori più documentati

  • L’eccesso di fiducia nella precisione delle proprie previsioni, che è fra i risultati più solidi e si associa a comportamento più attivo e a esiti peggiori.
  • La conferma: cercare informazioni che sostengono ciò che già si pensa.
  • Il costo affondato: mantenere una scelta perché ci si è già investito, che è un ragionamento sul passato applicato a una decisione sul futuro.
  • La contabilità mentale: trattare somme equivalenti in modo diverso a seconda della loro provenienza.
  • La confusione fra rischio percepito e rischio effettivo: la familiarità riduce il primo senza toccare il secondo.

Cosa riduce l’errore

Le contromisure con qualche evidenza sono procedurali, non basate sulla forza di volontà.

Decidere in anticipo le regole e i criteri, quando non si è sotto pressione, e vincolarsi a essi. È il principio più efficace, perché sposta la decisione fuori dal momento emotivo.

Ridurre la frequenza di osservazione degli esiti, quando l’orizzonte è lungo: guardare meno spesso riduce le decisioni impulsive.

Formulare la scelta in più modi diversi e verificare se la preferenza cambia. Se cambia, sta decidendo il formato.

Scrivere in anticipo cosa dovrebbe accadere perché si consideri sbagliata la propria valutazione: è la contromisura più diretta all’eccesso di fiducia.

E chiedersi cosa direbbe qualcuno che sostiene la posizione opposta, che è fra le poche tecniche con qualche efficacia sul bias di conferma.

Domande frequenti

La tolleranza al rischio e un tratto stabile?

Solo in parte. Le misure correlano debolmente fra domini diversi: la stessa persona puo essere prudente in un ambito e imprudente in un altro.

Perche rischiamo di piu per evitare una perdita?

Perche valutiamo rispetto a un punto di riferimento e le perdite pesano piu dei guadagni: davanti a una perdita certa si tende a preferire l’incertezza.

Il modo in cui una scelta viene presentata conta?

Molto. La stessa opzione descritta in termini positivi o negativi produce scelte diverse nelle stesse persone.

Cosa riduce gli errori di decisione?

Fissare regole in anticipo, ridurre la frequenza con cui si osservano gli esiti, riformulare la scelta in piu modi e scrivere cosa proverebbe di aver sbagliato.

Non valutiamo le decisioni rischiose in termini di esiti finali ma di guadagni e perdite rispetto a un riferimento mobile, e le perdite pesano di piu. Ne deriva che rischiamo di piu per evitare una perdita e che l’inquadramento cambia le scelte. La tolleranza al rischio non e un tratto unico e generale. Cio che riduce l’errore e procedurale: regole fissate in anticipo, meno osservazione degli esiti e criteri espliciti di smentita.
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