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Libri

Pulce non c’è

Pulce ha nove anni, il naso a-patata e due “occhioni accesi”.
Beve solo tamarindo, ascolta Bach, fa sculture con il pecorino e va pazza per le persone arrabbiate. Pulce non parla perché è autistica, ma “questo non significa che non abbia niente da dire”.
Un giorno come tutti gli altri, viene allontanata dalla famiglia senza troppe spiegazioni.

Pulce non c’è”, parla di una storia di autismo, un dramma familiare e il bisogno di raccontarlo: si tratta del primo romanzo di Gaia Rayneri, giovane autrice piemontese e sorella di Pulce.
Era importante che qualcuno raccontasse la storia della sorellina autistica, allontanata dalla famiglia quando aveva 9 anni per presunte molestie sessuali rivelatesi false, “Mi premeva troppo che gli altri la conoscessero – racconta Gaia Rayneri a La Stampa – perché  i miei genitori non si sono ripresi ancora adesso. Sono stati colpiti a tradimento: quando soffri per un figlio handicappato pensi di aver già dato, quanto a dose di sfortuna nella vita, non ti aspetti proprio di essere anche incriminato per pedofilia“.

Quando hai tra le mani una storia come questa, una storia che urla, e che hai vissuto da vicino, puoi fare un sacco di guai se decidi di raccontarla. Rischi di essere troppo coinvolto, retorico o furioso.
Ma se la prendi e la sposti di lato, e la guardi attraverso gli occhi di una ragazzina piena di fantasie più grandi di lei, con una voce comica irresistibile, capace di sparare a mitraglia pensieri bellissimi ed eccentrici, rischi di vederla finalmente per davvero.
Niente retorica né lacrima facile in “Pulce non c’è”: leggendo ci si commuove e si ride. «Mi interessava raccontare i fatti in modo oggettivo – aggiunge l’autrice – non mi va di incanalare il dolore nelle solite categorie: rivendico il mio diritto ad avere uno sguardo distorto, un’emozione distante. Ho cercato di non dipingerci come eroi, ma come una normale famiglia, in bilico tra affetto e nevrosi. Il dolore che abbiamo attraversato credo che il lettore lo immagini».

Il libro parla di come una famiglia unita e preparata anche nella sofferenza sia stata attaccata dal sospetto. “Ancora più incredibile – dice l’autrice a La Stampa – perché le accuse sono venute da colleghi, psichiatri e assistenti sociali della stessa Asl dei miei. Una sorta di perdita di lucidità collettiva, dovuta all’interpretazione sbagliata delle frasi di Pulce dette attraverso la comunicazione assistita, un sistema per parlare con gli autistici affascinante ma poco attendibile. Una sorta di effetto paparazzi: che certe cose accadano nelle famiglie degradate uno se lo aspetta, quando succede in quelle “normali” l’interesse diventa morboso”.

Autore: Gaia Rayneri
Titolo: Pulce non c’è
Edizioni: Einaudi Stile Libero
Pagine: 228
Staff

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