Cosa significa percezione tattile
La percezione tattile è il processo con cui la sensibilità cutanea viene trasformata in conoscenza dell’ambiente e degli oggetti. In ambito neonatale assume particolare importanza il cosiddetto tatto passivo, cioè l’essere toccato: a questa stimolazione il bambino risponde con movimenti degli arti e con l’accelerazione del battito cardiaco. Alla sensibilità cutanea sono legati anche i riflessi che generano una risposta motoria corrispondente, come la ricerca del capezzolo e la presa.
La percezione tattile in pratica
Con la crescita il tatto diventa progressivamente attivo e intenzionale. A partire dai quattro mesi i lattanti sono in grado di muovere il braccio e la mano verso un oggetto che richiama la loro attenzione. Il tatto attivo volontario compare più tardi e si manifesta come vera e propria ricerca di informazioni sull’oggetto toccato, secondo quella che viene definita modalità aptica. In questo modo il contatto non è più solo una risposta a uno stimolo, ma diventa uno strumento di esplorazione e conoscenza del mondo.
Termini correlati
La percezione tattile si comprende meglio insieme ad altri concetti dello sviluppo sensoriale e motorio, come tatto passivo, tatto attivo, modalità aptica e i riflessi neonatali di ricerca e di presa. È collegata anche alla percezione uditiva, olfattiva e visiva.
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