Cosa significa percezione tattile in infanzia
Superata la prima fase del tatto passivo, nel bambino compare il toccare vero e proprio, cioè un uso intenzionale della mano per esplorare. Un aspetto centrale è la percezione stereognostica, ovvero il riconoscimento di un oggetto a partire dalla sua forma, senza il supporto della vista. Questa capacità funziona già intorno ai quattro anni, ma soltanto con oggetti familiari, e migliora progressivamente con l’aumentare dell’età.
La percezione tattile in infanzia in pratica
Con la crescita cambiano le strategie di esplorazione. L’esplorazione tattile a occhi chiusi diventa davvero metodica solo a partire dai cinque anni: prima di questa età il bambino compie un’analisi sommaria della superficie dell’oggetto, senza attenzione ai particolari e alla forma. Un altro processo importante è la coordinazione aptico-visiva: durante l’infanzia il bambino raccoglie informazioni impiegando insieme vista e tatto, ma con la crescita tende ad abbandonare il tatto e a limitarsi a un esame visivo, riadattando talvolta le informazioni tattili a quelle visive.
Termini correlati
La percezione tattile in infanzia si collega a concetti come percezione stereognostica, esplorazione tattile, coordinazione aptico-visiva e modalità aptica. È utile confrontarla con la percezione tattile del neonato e con lo sviluppo percettivo generale.
Lascia un commento