Psicologia del Turismo: la definizione

Psicologia del Turismo: la definizione

Appare difficile far percepire, anche agli operatori del settore, di cosa tratta la Psicologia del Turismo (da ora PdT), all’interno di quell’ampio settore d’indagine che è la Psicologia Sociale. Da un lato infatti abbiamo gli operatori turistici attenti ad una visione geografico-economica e dall’altro gli psicologi che partono da una prospettiva ben diversa, attenta a comprendere le situazioni di disagio e tesa ad un intervento di aiuto. Di qui diverse le ottiche culturali e professionali.
Assiomaticamente si tende ad identificare il turismo come una situazione esclusivamente legata al tempo libero, con caratteristiche particolari che la contraddistinguono. Ciò appare limitativo.
A ben guardare il marketing del turismo, la comunicazione turistica e la PdT non sono “monadi senza porte né finestre” ma afferiscono tutte e tre ad un macrotema comune: le motivazioni, i processi decisionali, il comportamento del turista a destinazione e la sua personalità in vacanza, in un’ottica che può servire a mettere in relazione la competenza turistica, cioè la capacità consapevole di fare vacanza, con la soddisfazione turistica, cioè gli effetti positivi dell’esperienza. Il turismo è infatti un comportamento sul quale incidono numerosi fattori (emotivi, cognitivi, culturali, sociali, economici, geografici, ecc.) variamente combinati. In fondo, ma in maniera iper schematica, possiamo dire che la PdT studia l’uomo-turista.
Ma cerchiamo di allargare il discorso. Il turismo è un fenomeno economico, sociale, di sviluppo, comunicativo (purtroppo spesso valgono anche gli omologhi negativi…), etc… ma soprattutto è un’attività che muove oltre cinque miliardi di persone ogni anno e che dà lavoro a milioni di individui. Al di là delle problematiche contingenti il turismo è il fattore più importante fra gli agenti di cambiamento sull’ambiente umano.
Spesso i fattori, sia individuali che sociali, emotivi, cognitivi, culturali, geografici tendono ad essere sottostimati da chi privilegia gli aspetti economici e occupazionali, cioè a dire pressoché tutti coloro che operano professionalmente nel comparto.
Il marketing e la comunicazione turistica quando tendono e ricercano, in maniera sempre più competitiva, la customer satisfaction si avvicinano, inconsciamente viene da dire, alla PdT: indirizzando la propria attenzione ai comportamenti dei propri clienti in vacanza, alle intenzioni e alle motivazioni che spingono gli individui a viaggiare, alle interazioni fra turisti e locali, ai processi decisionali che portano alla scelta di andare o no in vacanza. Anzi in un’ottica, come quella attuale, basata su un’esasperazione della concorrenza sulle destinazioni turistiche le tre discipline vanno a sovrapporsi e quasi a confondersi.
Fra l’altro i fattori psicologici sono stati, fra quelli che concorrono a delimitare l’ambito turistico, senza dubbio fra quelli meno studiati nel corso del tempo, ed ecco che si apre uno spazio importante per la PdT.
“Il rapporto che intercorre tra turismo e spostamento in generale può, quindi, essere rappresentato in sintesi, dal punto di vista psicologico, proprio in base alle motivazioni al muoversi. Questo è, dunque, solo un breve ma efficace esempio di come il Turismo rientri pienamente nell’ambito di studi della Psicologia”. Uno Psicologo del Turismo, applicando gli aspetti tipici della psicologia all’ambito turistico, si occupa quindi dell’ “uomo in quanto turista”.