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Osservare e valutare il comportamento infantile

L’osservazione è metodo elettivo per la valutazione e conoscenza del bambino, diviene obiettiva nella misura in cui viene condotta secondo procedure sistematiche, ripetibili e comunicabili. Osservare non è registrare fedelmente e direttamente la realtà, la pratica si fonda sempre su un’ipotesi di lavoro ed è un momento intermedio tra percezione e interpretazione del fenomeno; richiede di non coinvolgersi troppo, di sospendere il giudizio e una buona consapevolezza di sé. Caratteristica base è la rinuncia al controllo delle variabili indipendenti attraverso la manipolazione sperimentale, la scelta di osservare ciò che si verifica spontaneamente è motivata dal fatto che si ritiene difficile produrre un fenomeno intenzionalmente, si indagano le relazioni che esistono realmente tra due o più variabili piuttosto che le relazioni che potrebbero esistere tra le variabili in risposta a certe manipolazioni sperimentali (sperimentazione). Osservando ci poniamo obiettivi descrittivi piuttosto che esplicativi, non possiamo verificare relazioni causa-effetto. Tuttavia essa si avvicina alla sperimentazione (ai disegni di ricerca quasi-sperimentali) quando è guidata dalla formulazione di ipotesi e si svolge in condizioni controllate, ovvero il ricercatore sceglie di esercitare un certo tipo di controllo sulla variabile dipendente a cui è interessato. Tale scelta risponde all’esigenza di studiare fenomeni e comportamenti senza rinunciare al rigore scientifico (validità interna), ma garantendo la rilevanza e la generalizzabilità dei risultati (validità esterna), spesso la relazione tra questi due tipi di validità è inversamente proporzionale. La differenza tra osservazione e sperimentazione potrebbe collocarsi allora su di un continuum.
A partire dagli anni ’60 e sotto l’influenza dell’approccio etologico e di quello ecologico si inizia ad apprezzare la ricchezza delle metodologie osservative. Bronfenbrenner nel 1979 criticava l’abuso degli esperimenti in laboratorio sostenendo che molta della psicologia evolutiva del tempo era la scienza del comportamento inusuale dei bambini posti in situazioni insolite con adulti sconosciuti per il più breve tempo possibile. L’ambiente in cui si svolge l’osservazione può essere naturale o artificiale, il grado di intervento sull’ambiente varia, si possono imporre restrizioni sull’ambiente o sulla risposta del soggetto se l’ambiente viene strutturato, si registrano solo specifici comportamenti predefiniti o le risposte dei soggetti osservati a certe modificazioni introdotte nella situazione. La scelta di un ambiente naturale non impedisce di imporre restrizioni, la validità ecologica della ricerca non è garantita dalla scelta di condurre l’osservazione in ambiente naturale.

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