Psicologia dello Sviluppo ed Educazione

Mobbing a Scuola: come riconoscerlo e come difendersi

La scuola è un luogo di lavoro, e come tale può ospitare condotte vessatorie verso chi vi lavora. Distinguere il mobbing dal conflitto ordinario non è una sottigliezza: cambia cosa si può documentare e cosa si può fare. Articolo divulgativo, non fornisce consulenza legale ne sindacale. In presenza di sofferenza persistente e utile rivolgersi al […]

Mobbing a Scuola: come riconoscerlo e come difendersi
La scuola è un luogo di lavoro, e come tale può ospitare condotte vessatorie verso chi vi lavora. Distinguere il mobbing dal conflitto ordinario non è una sottigliezza: cambia cosa si può documentare e cosa si può fare.
Articolo divulgativo, non fornisce consulenza legale ne sindacale. In presenza di sofferenza persistente e utile rivolgersi al medico competente o a un professionista. Emergenze: 112. Telefono Amico: 02 2327 2327.

Cosa distingue il mobbing

La letteratura sulle condotte vessatorie sul lavoro individua alcuni criteri ricorrenti.

La ripetizione e la durata: non episodi isolati, ma comportamenti reiterati per un periodo prolungato.

La sistematicità: una direzione riconoscibile negli atti, che presi singolarmente possono apparire di scarso rilievo.

Lo squilibrio di posizione, che rende difficile per chi subisce reagire alla pari.

E l’effetto di emarginazione: esclusione dalle informazioni, dalle decisioni, dalle attività che qualificano il ruolo.

Va precisato ciò che non è: un conflitto acceso fra colleghi con posizioni equivalenti, una valutazione negativa motivata, o richieste organizzative sgradite. La confusione fra queste categorie produce sia sottovalutazioni sia accuse infondate.

Va segnalato inoltre un elemento giuridico: in Italia non esiste una legge dedicata al mobbing, e la tutela passa dalla responsabilità del datore di lavoro di tutelare l’integrità fisica e la personalità morale del lavoratore. Ciò che rileva sono i fatti documentati, non l’etichetta.

Le forme più frequenti in ambito scolastico

Alcune configurazioni sono ricorrenti e riconoscibili.

L’isolamento: esclusione da comunicazioni, riunioni, gruppi informali di lavoro.

Il demansionamento di fatto: assegnazione di compiti privi di contenuto o distanti dalla competenza, o al contrario sovraccarico ingestibile.

La svalutazione pubblica del lavoro svolto, anche in forma di battute davanti a colleghi o studenti.

Il controllo sproporzionato rispetto a quello esercitato su altri.

E, elemento specifico della scuola, il coinvolgimento di terzi (studenti o famiglie) nel conflitto fra adulti, che è la forma con le conseguenze più difficili da recuperare.

Cosa comporta, e cosa fare

Le conseguenze documentate delle condotte vessatorie protratte sul lavoro comprendono disturbi del sonno, ansia, sintomi depressivi e manifestazioni somatiche, con un decorso che tende a peggiorare finché la situazione persiste.

Va detto un elemento che conta per chi si trova dentro: l’isolamento è ciò che rende la situazione più difficile da sostenere e da provare, e agire su di esso è la prima cosa utile.

  • Documentare in modo continuativo: date, fatti, persone presenti, comunicazioni scritte. È l’elemento su cui poggia ogni tutela successiva.
  • Trasformare le comunicazioni rilevanti in forma scritta, anche riepilogando per iscritto quanto detto a voce.
  • Rivolgersi ai canali disponibili: rappresentanze sindacali, medico competente, e nelle amministrazioni pubbliche i comitati per il benessere organizzativo.
  • Non affrontare la situazione da soli: parlarne con colleghi di fiducia riduce l’isolamento e fornisce testimoni.
  • Curare la propria salute con un professionista, indipendentemente dall’esito del percorso formale: le conseguenze psicologiche vanno trattate ora, non quando la vicenda sarà chiusa.

Una precisazione sui termini

Nel contesto scolastico il termine mobbing viene usato anche per le condotte fra studenti. È un uso improprio: in quel caso si parla di bullismo, che ha una letteratura propria, criteri specifici (intenzionalità, ripetizione, squilibrio di potere) e interventi diversi, centrati sul gruppo dei testimoni più che sui protagonisti.

La distinzione non è formale: le due situazioni coinvolgono attori diversi, normative diverse e responsabilità diverse dell’istituzione.

Un ultimo elemento che riguarda l’organizzazione: le condotte vessatorie prosperano dove ruoli e criteri sono ambigui e dove i conflitti non hanno sedi in cui essere affrontati. Sono condizioni organizzative, ed è su quelle che si previene.

Domande frequenti

Cosa distingue il mobbing da un conflitto?

La ripetizione prolungata, la sistematicita degli atti, lo squilibrio di posizione e l’effetto di emarginazione. Un conflitto fra pari equivalenti e altra cosa.

Esiste una legge sul mobbing in Italia?

Non una legge dedicata: la tutela passa dall’obbligo del datore di lavoro di tutelare integrita e personalita morale del lavoratore. Contano i fatti documentati.

Qual e la prima cosa da fare?

Documentare in modo continuativo fatti, date e persone presenti, e uscire dall’isolamento parlandone con colleghi di fiducia e con i canali disponibili.

Mobbing e bullismo sono la stessa cosa?

No. Il bullismo riguarda le condotte fra studenti, ha criteri propri e interventi diversi, centrati sul gruppo dei testimoni.

Il mobbing si riconosce da ripetizione, sistematicita, squilibrio di posizione ed effetto di emarginazione, e va distinto dal conflitto ordinario. In Italia non esiste una legge dedicata: contano i fatti documentati e l’obbligo di tutela del datore di lavoro. Le conseguenze sulla salute sono documentate e vanno trattate subito. E per le condotte fra studenti il termine corretto e bullismo, con interventi diversi.
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6 risposte a “Mobbing a Scuola: come riconoscerlo e come difendersi”

  1. Sono una Dirigente scolastica vittima di una serie di atti persecutori da parte di tre docenti di scuola primaria che prima del mio mandato gestivano in maniera autoritaria e poco trasparente la scuola in reggenza da ben otto anni.
    Nel 2022 prendo servizio presso l’Istituto Comprensivo di Taverna, accolta “a braccia aperte” dal Collegio ormai stanco di subire abusi ai quali nessuno osava ribellarsi. Dopo aver trascorso un anno tormentato da dispetti, minacce e azioni miranti ad ostacolare la mia attività per indurmi a chiedere trasferimento, non ho rinnovato le deleghe fiduciarie a queste maestre e da lì la persecuzione si è acuita in termini di vera e propria vendetta, alla quale ho risposto con rimproveri verbali nella speranza di evitare provvedimenti disciplinari che magari avrebbero ancor di più minato il clima della scuola. Quest’anno, in seguito ad una segnalazione da parte di genitori coraggiosi ( Taverna è una paese della pre-Sila catanzarese in cui la gente è restia ad esporsi) ho inflitto la sanzione della censura ad una docente del gruppetto in seguito alla quale è pervenuta una ispezione causata da una denuncia alla Procura della Repubblica per una trascurabile irregolarità (la mancanza di un locale adibito a mensa per i collaboratori scolastici). Al di là di questo episodio, temo che le intenzioni di queste persone, molto abili a non agire a viso aperto, possa continuare nel tempo, dal momento che personalmente non intendo trasferirmi per poter continuare a difendere la comunità dalla loro aggressività. Tra l’altro minacciano di denunciarmi per mobbing, laddove ritengo di essere semmai io la vittima, per come riconosciuto anche dalla totalità del Personale docente e ATA, nonchè dai genitori che cominciano ad essere stanchi delle conseguenze di questa situazione sui loro figli, esclusi per volere delle maestre dalle attività proposte dalla scuola. Mi chiedo e Le chiedo un consiglio sul da farsi e se possa eventualmente coinvolgere la stampa per dare testimonianza su quanto accade (ovviamente senza fare nomi), dal momento che non intendo avviare una lunga causa contro di loro, cosa che sicuramente potrebbe ancor di più minare la mia serenità.
    La ringrazio dell’attenzione che vorrà dedicare alla mia richiesta.
    Maria Sganga

  2. Sono vittima di mobbing orizzontale di demansionamento e di emarginazione nella scuola dove lavoro.
    Sentendomi devastata o quasi fino all’ esaurimento a chi mi posso rivolgere prima di passare a risolvere la situazione con altre modalità più pesanti?
    Grazie.
    Chiara

    • Ciao Chiara, mi dispiace molto sentire la tua situazione ti consiglio di rivolgerti al sindacato della scuola o al servizio di assistenza legale del personale scolastico, Loro possono offrirti supporto e consigli pratici su come procedere, tieni duro!
      Come Clinico ti consiglio di non passare a azioni più pesanti quali possono essere la violenza o atti inconsulti, ma piuttosto di rivolgerti alla legge e agli enti preposti, anche io posso fornirti supporto cercami on line per trovare i miei riferimenti.

    • Salve avevo risposto, ma non trovo più il mio commento ne per lei ne per l’altra persona, cercate i mie contatti on line e vi darò tutto il supporto possibile. Cordialmente Dott. Luciano Adolfo Di Prata

  3. Cara Dirigente Maria Sganga,

    mi dispiace profondamente per la situazione che sta affrontando. L’ambiente lavorativo dovrebbe essere un luogo di collaborazione e rispetto reciproco, e invece si sta trovando a gestire un contesto complesso e, a tratti, ostile. È evidente che sta mettendo tutto il suo impegno per proteggere la comunità scolastica e mantenere un clima sereno, nonostante le avversità.

    Ecco alcuni consigli che potrebbero aiutarla a gestire questa difficile situazione:

    Documentare ogni evento: Conservi traccia scritta di qualsiasi episodio rilevante, comprese minacce, dispetti o altre azioni persecutorie. Annoti date, orari, dettagli e testimoni. Questo potrebbe essere utile in caso di necessità legale futura.

    Supporto legale: Potrebbe valere la pena consultare un avvocato specializzato in diritto del lavoro o in situazioni di mobbing per valutare le opzioni disponibili. Anche se non vuole intraprendere una lunga causa, un avvocato può aiutarla a capire come difendersi efficacemente dalle accuse di mobbing e proteggerla da eventuali attacchi futuri.

    Coinvolgere l’Ufficio Scolastico Regionale (USR): Può richiedere il loro supporto e informare le autorità competenti del comportamento scorretto dei docenti in questione, fornendo prove concrete e dettagliate.

    Mediazione e comunicazione: Se possibile, potrebbe valutare un incontro mediato con le persone coinvolte per tentare una risoluzione pacifica. Anche se appare difficile, talvolta la mediazione può ridurre le tensioni.

    Supporto emotivo e psicologico: Gestire una situazione così stressante può avere un impatto sulla salute mentale. Se ne sente il bisogno, consideri di rivolgersi a un professionista per ricevere supporto emotivo.

    Coinvolgere la comunità: La solidarietà del personale docente, ATA e dei genitori è un grande punto di forza. Continuare a coinvolgerli e dimostrare trasparenza potrebbe consolidare il loro sostegno.

    Valutazione dell’uso della stampa: Se decide di coinvolgere i media, lo faccia con estrema cautela. È fondamentale non fare nomi e mantenere un tono professionale, concentrandosi sull’importanza di mantenere un ambiente scolastico sano per il bene degli studenti.

    Il fatto che lei scelga di rimanere e difendere la comunità mostra grande coraggio e dedizione. Tuttavia, la sua serenità è altrettanto importante. Mi auguro che questi passi possano aiutarla a ritrovare un equilibrio.

    Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti o suggerimenti. Le auguro davvero il meglio nella gestione di questa delicata situazione.

    Gentilissima oltre ai consigli che le ho fornito, le segnalo la possibilità di contattare il Dott. qui presente, che ha avuto esperienza lavorativa nella zona della Sila. Oltre a offrirle supporto psicologico, il Dott. potrebbe agire come tramite per facilitare la comunicazione e promuovere un dialogo costruttivo tra lei, i docenti coinvolti e tutto il personale. Questo potrebbe essere estremamente utile per migliorare il clima della scuola e garantire il benessere di tutti, soprattutto degli alunni, che sono sempre al centro del nostro impegno educativo.

    Insieme, con uno spirito collaborativo, si potrebbe cercare di trovare soluzioni che preservino la sua serenità e proteggano la comunità scolastica nel suo insieme.

    Resto a disposizione per ulteriori suggerimenti o per agevolare qualsiasi passo in questa direzione.

    Con stima

  4. Sono fiore Laura e insegno da circa 30 anni nella scuola primaria, ho avuto circa una dozzina di Dirigenti scolastici e ho sempre collaborato svolgendo incarichi di responsabilità come Funzioni strumentali, referenze e pianificazioni di progetti finanziati dai fondi PNRR Circa 15 anni fa ho ricevuto da un DS diverse censure e come sanzione distacco dal lavoro per 15 giorni senza retribuzione per aver chiesto maggiore trasparenza negli atti amministrativi…ho fatto ricorso al Giudice del lavoro, affrontando spese legali personalmente, avevo fatto ricorso per una sola censura su quattro ricevute e in prima udienza il giudice chiede al DS di ritirare tutto, poi visto che il Ds si rifiuta, comunica a me di affrontare tutti e quattro i ricorsi…totale spese 5000 euro senza contare il danno emotivo e fisico (sono stata valutata per tre giorni anche al Centro Cisaniello di Pisa) In conclusione! 7 anni di rinvii della causa in quanto il giudice ha vissuto 2 gravidanze e dopo quando c’è stata l’udienza ho perso, mi ha dato torto Per un pò ho creduto che la legge fosse uguale per tutti in Italia In conseguenza di quanto registrato nel fascicolo personale dalla Ds non ho avuto più pace e oggi rivivo di nuovo un momento di estrema difficoltà per aver fatto presente criticità nella sicurezza e sorveglianza degli spazi scolastici Criticità accertate da referti di ben 2 pronti soccorsi ad alunni (dove i genitori hanno fatto presente che non vi era sorveglianza negli spazi dei bagni scolastici) e poi anche un caso di bullismo In conclusione dovrò di nuovo fare ricorso al giudice del lavoro perchè dopo l’audizione per 12 contestazioni di addebito ricevute a luglio è stata di nuovo attuata una censura il 28 di agosto corrente. Più volte sono stata minacciata dalla DS perchè avevo dei precedenti nel fascicolo personale e nei primi anni di servizio presso l’attuale direzione, nonostante i titoli e l’esperienza sono stata per 4 anni demansionat e costretta per 12 ore a settimana a fare il tappa buchi della scuola per le supplenze brevi Più volte ho ricevuto dalla Ds rimproveri ingiustificati per i corridoi, purtroppo impossibile dimostrarlo perchè nessun docente è disposto a testimoniare Ultimamente ho registrato qualche episodio però temo di essere controdenunciata Ho comunicato anche all’USR e al Sindacato, non riesco ad ottenere alcuna ispezione e/o controllo della gestione La Ds lo scorso anno scolastico è andata a finire sui giornali e telegiornali nazionali per aver formato una classe di soli stranieri e dopo l’episodio ha continuato a non includere e/0 rispettare le richieste di alcuni utenti straniere e non Per uno degli infortuni avvenuti in bagno senza alcun soccorso sul posto da parte della vigilanza perchè non vi era c’è stata anche una denuncia-querela presso caserma dei carabinieri…Niente la DS è lì e continua a censurare chi svolge il proprio lavoro rispettantdo tutti i diritti/doveri previsti dal CCNL ed è la stessa persona che ha portato soccorso all’alunno che urlava per i corridoi, che perdeva molto sangue per il trauma in testa Se qualcuno può aiutarmi posso trasmettere documentazione più dettagliata vorrei che la stampa si occupasse di tutto ciò Non credo più nei tribunali del lavoro

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