Psicologia Clinica e Psicopatologia

La frammentazione MNESTICA dell’evento traumatico

Chi ha vissuto un evento traumatico spesso non riesce a raccontarlo in ordine: restano frammenti nitidi e vuoti. Questa caratteristica è documentata, ma le conclusioni che se ne traggono sono spesso più spinte di quanto la ricerca sostenga. Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione clinica. Se convivi con le conseguenze di un evento traumatico esistono […]

Psicolab — La frammentazione MNESTICA dell’evento traumatico
Chi ha vissuto un evento traumatico spesso non riesce a raccontarlo in ordine: restano frammenti nitidi e vuoti. Questa caratteristica è documentata, ma le conclusioni che se ne traggono sono spesso più spinte di quanto la ricerca sostenga.
Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione clinica. Se convivi con le conseguenze di un evento traumatico esistono trattamenti efficaci. Emergenze: 112. Telefono Amico: 02 2327 2327.

Cosa si osserva

Il fenomeno riportato è consistente: i ricordi di eventi traumatici tendono a essere descritti come frammentari, con dettagli sensoriali molto vividi accanto a lacune, e con una sequenza temporale incerta.

La spiegazione più accreditata riguarda le condizioni di codifica. Sotto attivazione estrema l’attenzione si restringe sugli elementi centrali della minaccia a scapito del contesto, e l’elaborazione privilegia le informazioni percettive rispetto all’organizzazione narrativa.

Ne deriva la caratteristica clinicamente rilevante: il ricordo riemerge innescato da somiglianze sensoriali e senza collocazione temporale, per cui viene rivissuto come presente anziché ricordato come passato.

Va aggiunta la componente corporea: nei quadri post-traumatici sono frequenti manifestazioni somatiche e reazioni automatiche che precedono la consapevolezza del ricordo.

Cosa va ridimensionato

Questa è la parte che di solito manca, e ha conseguenze serie.

L’idea che i ricordi traumatici siano immagazzinati con un meccanismo qualitativamente diverso dagli altri ricordi è dibattuta. Diversi studi indicano che la frammentazione riferita correla con il disagio attuale più che con caratteristiche misurabili del racconto, e che i ricordi molto negativi seguono in buona parte le stesse regole degli altri.

Va respinta con chiarezza l’inferenza inversa: un racconto disordinato non prova che un evento sia accaduto, e un racconto ordinato non prova che non lo sia. Usare la coerenza narrativa come indicatore di veridicità non è sostenuto dalla ricerca, e in ambito giudiziario è una fonte di errore documentata.

Sulla rimozione e sul recupero di ricordi dimenticati la cautela deve essere massima. L’amnesia per eventi traumatici esiste come fenomeno riferito, ma il suo statuto è fra i temi più controversi della psicologia. Ciò che è invece ben documentato è che è possibile indurre ricordi dettagliati di eventi mai accaduti attraverso suggestione e tecniche di recupero, e che un ricordo indotto è soggettivamente indistinguibile da uno autentico.

Ne segue una raccomandazione pratica: le tecniche finalizzate a «recuperare» ricordi rimossi non sono raccomandate, e possono produrre danni.

Cosa aiuta

Il punto rassicurante è che il trattamento non dipende dal risolvere queste controversie.

I trattamenti raccomandati dalle linee guida sono psicologici e focalizzati sul trauma, incluse le terapie cognitivo-comportamentali centrate sull’evento e l’EMDR.

Il loro obiettivo non è recuperare ciò che manca, ma consentire al ricordo di essere rielaborato in condizioni di sicurezza e ricollocato nel passato, riducendo la reattività ai segnali che lo innescano.

Va precisato che la ricostruzione narrativa che avviene in terapia è un lavoro clinico, non un accertamento dei fatti: le due funzioni sono separate e confonderle danneggia entrambe.

E per chi ascolta, dentro e fuori dai contesti professionali, la regola è semplice: non fare domande suggestive, non proporre ipotesi su cosa possa essere accaduto, non riempire i vuoti. I vuoti non vanno colmati dall’esterno.

Domande frequenti

Perche i ricordi traumatici sono frammentari?

Perche sotto attivazione estrema l’attenzione si restringe sugli elementi centrali e la codifica privilegia le informazioni sensoriali rispetto all’organizzazione narrativa.

Un racconto disordinato prova che l’evento e accaduto?

No. La coerenza narrativa non e un indicatore di veridicita, in nessuna delle due direzioni, e usarla come tale e una fonte documentata di errore.

Si possono recuperare ricordi rimossi?

Le tecniche di recupero non sono raccomandate: e ben documentato che la suggestione puo indurre ricordi dettagliati di eventi mai accaduti.

Cosa funziona nel trattamento?

Le terapie psicologiche focalizzate sul trauma e l’EMDR, che mirano a rielaborare il ricordo e a ricollocarlo nel passato, non a recuperare cio che manca.

La frammentazione dei ricordi traumatici e un fenomeno riferito con regolarita, spiegabile con le condizioni di codifica sotto attivazione estrema. Ma l’idea di un meccanismo qualitativamente diverso e dibattuta, e la coerenza del racconto non dice nulla sulla veridicita. Il recupero di ricordi rimossi non e raccomandato, perche la suggestione puo indurre ricordi indistinguibili da quelli autentici. I trattamenti efficaci non recuperano: rielaborano.
Resta aggiornato. Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere i prossimi approfondimenti via email. Presto saremo anche sui canali social: continua a seguirci.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *