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Autore Pro, Comportamento

Meglio prendere un taxi o andare a piedi?

Ovvero come prendere una buona decisione con l’aiuto dell’economia comportamentale

Abstract
Se all’individuo perfettamente razionale delle teorie classiche chiediamo di scegliere tra:
a) percorrere alcuni km di strada con un piede dolente; b) prendere un taxi.
La decisione è sicuramente b), indipendentemente dal costo della corsa.
E per noi individui dalla razionalità limitata quale sarà la decisione?

La scorsa estate ho trascorso le ferie a Courmayeur.
Una mattina sono partita per una passeggiata molto bella ed impegnativa lungo i sentieri che da Plan Checrouit portano alla Val Veny passando dal Lago Checrouit a 2165 m di altitudine.
Verso la fine della giornata, arrivata al Santuario di Notre-Dame de Guérison mi rendo conto che sotto il piede sinistro si è formata una vescica e camminare è diventato un po’ doloroso, quindi decido di concludere la passeggiata in autobus. Vado alla fermata. Poco dopo l’autobus arriva, ma non si ferma, perché supera il limite di passeggeri consentito a bordo.
Chiamo l’albergo per chiedere se qualcuno può venire a prendermi con il pulmino o se possono contattare un taxi. Dal Santuario all’albergo ci sono circa 3 km. Dopo una buona mezz’ora l’albergo richiama: loro non possono venire a prendermi, però possono mandare un taxi. Prezzo della corsa: 40 euro.
Devo prendere una decisione:
a. accetto l’offerta del taxista
b. non accetto l’offerta e provo a proseguire a piedi
Per decidere utilizzo i concetti della Funzione di Valore che è una componente fondamentale della Prospect Theory (D. Kahneman e A. Tversky,1979).

 Considerazioni: 

  • l’asse orizzontale riporta gli stati oggettivi di una decisione: a destra quelli positivi (guadagni), a sinistra quelli negativi (perdite)
  • l’asse verticale riporta gli stati soggettivi o psicologici connessi alla decisione: in alto quelli positivi (gioia,  soddisfazione), in basso quelli negativi (dispiacere, scontento).
  • la funzione mostra come un soggetto valuta un cambiamento rispetto ad un punto di riferimento.
  • la curva è piu’ ripida in basso a sinistra, piuttosto  che in alto a destra. Questa inclinazione indica che le perdite sono sentite maggiormente dei guadagni; in altre parole, le persone detestano molto di più una perdita di quanto amano un guadagno dello stesso importo (avversione alle perdite) 

⏐v(-1)⏐ > ⏐v(+1)⏐ = la perdita dà più fastidio di quanto non faccia piacere una  vincita 

Possiamo utilizzare la funzione di valore non solo per analizzare le nostre decisioni riguardanti il denaro, ma anche un qualsiasi evento della nostra vita.

Consideriamo ora il mio contesto decisionale.

Ipotizziamo le seguenti funzioni di valore: 

v(x) x/2 per i guadagni

2x  per le perdite

Per calcolare il valore del cambiamento è necessario calcolare il valore della funzione dopo il cambiamento e sottrarre quello della funzione prima del cambiamento.

Sono nel quadrante in alto a destra  e la mia dotazione sono i 40 euro che ho nel portafoglio. 

Nel momento in cui spendo il denaro, il mio punto di riferimento diventano i 40 euro e la spesa mi porta ne

Considerazioni: 

  • l’asse orizzontale riporta gli stati oggettivi di una decisione: a destra quelli positivi (guadagni), a sinistra quelli negativi (perdite)
  • l’asse verticale riporta gli stati soggettivi o psicologici connessi alla decisione: in alto quelli positivi (gioia,  soddisfazione), in basso quelli negativi (dispiacere, scontento).
  • la funzione mostra come un soggetto valuta un cambiamento rispetto ad un punto di riferimento.
  • la curva è piu’ ripida in basso a sinistra, piuttosto  che in alto a destra. Questa inclinazione indica che le perdite sono sentite maggiormente dei guadagni; in altre parole, le persone detestano molto di più una perdita di quanto amano un guadagno dello stesso importo (avversione alle perdite) 

⏐v(-1)⏐ > ⏐v(+1)⏐ = la perdita dà più fastidio di quanto non faccia piacere una  vincita 

Possiamo utilizzare la funzione di valore non solo per analizzare le nostre decisioni riguardanti il denaro, ma anche un qualsiasi evento della nostra vita.

Consideriamo ora il mio contesto decisionale.

Ipotizziamo le seguenti funzioni di valore: 

v(x) x/2 per i guadagni

2x  per le perdite

Per calcolare il valore del cambiamento è necessario calcolare il valore della funzione dopo il cambiamento e sottrarre quello della funzione prima del cambiamento.

Sono nel quadrante in alto a destra  e la mia dotazione sono i 40 euro che ho nel portafoglio. 

Nel momento in cui spendo il denaro, il mio punto di riferimento diventano i 40 euro e la spesa mi porta nel quadrante in basso a sinistra, quello delle perdite.

l quadrante in basso a sinistra, quello delle perdite.

Applico quindi la funzione v(x) = 2x dove x = 40 

Faccio la differenza tra i due punti: 

v(-40) – v(0) = 2(- 40) – 0 = – 80 – questo è il valore della mia perdita se prendo il taxi

Inoltre, considero l’utilità di transazione (Mental Accounting – R.Thaler, 1985).

L’utilità di transazione viene aggiunta all’utilità che deriva dall’utilizzo del  bene in sé e dipende dalla differenza tra il prezzo che ho effettivamente pagato per il bene e il prezzo che mi aspetterei normalmente di pagare, ovvero  il prezzo che esprime  le mie aspettative. 

In altre parole, l’utilità di transazione rispecchia la “qualità” percepita della transazione e se questa  è negativa percepisco di essere stata truffata.

Percepisco che il prezzo è troppo elevato. Inoltre, ora, essendo nel quadrante delle perdite, sono propensa al rischio. 

Rovisto nello zaino, ci devono essere …. ed infatti eccoli i miracolosi cerotti per le vesciche comperati l’anno scorso e dimenticati là in fondo allo zaino. Applico il cerotto e opto per l’opzione b. 

Accetto il rischio di percorrere e, forse di non riuscire a completare, i 3 km che mi separano dall’albergo. Il cerotto è efficace, sento pochissimo dolore ed in 45 minuti sono in albergo. 

Calcolo Il valore dei soldi risparmiati  con la funzione : v(x) = x/2

v(40) – v(0) = 40/2 – 0 = 20

Sono soddisfatta della mia decisione. 

E la mia decisione che effetti produrrà sul taxista? 

Prendiamo in esame il suo contesto decisionale. 

Consideriamo un principio cardine dell’economia:  il principio del costo opportunità per cui  tutte le decisioni economiche prese dagli individui o dalla società hanno un costo. La corretta misura del costo di una scelta è il suo costo opportunità, ovvero ciò a cui si rinuncia quando si opera tale scelta. 

Il costo opportunità è composto da: 

  • costi espliciti: il denaro a cui si rinuncia effettuando un pagamento 
  • costi impliciti: il valore di ciò che si sacrifica. Ad esempio, il tempo (diciamo sempre che il tempo è denaro) oppure  il reddito sacrificato (ad esempio un affermato professionista che spende il suo tempo imbiancando la cucina di casa piuttosto che pagare un imbianchino per svolgere lo stesso lavoro)

A volte il costo implicito supera di molto il costo esplicito.

Per il taxista il costo opportunità è rappresentato dal tempo che sottrae al piacere di stare comodamente sdraiato sotto il sole in giardino. Tempo che dovrà sacrificare per rivestirsi, aprire il garage, salire in machina, percorrere i 3 km per venire a prendermi e ripercorrerne altri 3 per tornare a casa. Valuta il costo opportunità 40 euro. Per lui è quasi tutto costo implicito.

Inoltre consideriamo l’effetto dotazione, un pregiudizio emotivo che induce gli individui a valutare un bene che già possiedono, quindi che fa parte della loro dotazione, più del valore di mercato. Nel caso del taxista ci riferiamo al relax. 

L’effetto dotazione può generare un vero e proprio status quo bias, ovvero una preferenza per lo stato attuale delle cose. Con un forte effetto dotazione gli individui che sono in possesso del bene vedono aumentare la propria valutazione di esso (Willingness to Accetp) ovvero il prezzo minimo a cui sono disposti a cedere il bene. 

Il punto di riferimento del taxista è zero. Non ha inserito i 40 euro nella sua dotazione iniziale e di conseguenza considera il mio rifiuto come un mancato guadagno non come una perdita. 

Il prezzo elevato indica il fatto che non vuole rinunciare al suo relax. 

Se considera il rifiuto come mancato guadagno, allora è nel  quadrante in alto a destra.

Applichiamo  la funzione  v(x) = x/2

v(0) – v(40) = 0 – 40/2 = -20

Come accennato sopra i mancati guadagni sono sentiti meno delle perdite. Infatti, la perdita avrebbe un valore di – 80

v(x) = 2x  0- 2(40) = -80

Quindi, alla fine, in accordo con la funzione di valore sia io che il taxista siamo soddisfatti per come si è conclusa la giornata. 

Luigia Barzaghi

Parole chiave: 

Behavioral Economics

Prospect Theory

Mental Accounting

Endowment Effect 

Costo Opportunità 

Funzione di valore

Bibliografia 

Kahneman, D. – Tversky, A. 1979, “Prospect Theory: An Analysis of Decision Under Risk”, Econometrica, 47(2), , 263-291

Thaler, R. H. 1985,”Mental Accounting and Consumer Choice,” Marketing Science 4, 199-214. 

Angner, E. 2016, “A Course in Behavioral Economics”, Palgrave Macmillan 

Luigia Barzaghi

Luigia Barzaghi

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