Psicologia del Lavoro e Organizzazioni

L’utilizzo degli Ambienti Wiki per l’Apprendimento Collaborativo a Distanza

Come possono le nuove tecnologie trasformare il modo di apprendere? Un esperimento condotto in ambito universitario ha usato un ambiente “wiki”, lo stesso principio di Wikipedia, per far costruire agli studenti articoli collettivi. Il risultato è un modello di apprendimento collaborativo a distanza che sviluppa non solo il sapere, ma anche il pensiero critico, la […]

Psicolab — L’utilizzo degli Ambienti Wiki per l’Apprendimento Collaborativo a Distanza
Come possono le nuove tecnologie trasformare il modo di apprendere? Un esperimento condotto in ambito universitario ha usato un ambiente “wiki”, lo stesso principio di Wikipedia, per far costruire agli studenti articoli collettivi. Il risultato è un modello di apprendimento collaborativo a distanza che sviluppa non solo il sapere, ma anche il pensiero critico, la capacità di organizzare le informazioni e di lavorare insieme. Un esempio concreto di didattica costruttivista.

Che cos’è un wiki

Il software “Wiki” fu inventato dall’informatico Ward Cunningham nel 1995, con l’idea di fornire alle comunità di programmatori uno spazio virtuale in cui condividere e costruire conoscenza insieme. Può essere considerato un’evoluzione del sito internet: presenta caratteristiche simili, ma con una differenza fondamentale: consente non solo la lettura, ma anche la redazione collettiva dei contenuti. È un po’ come un editor di testo, con il vantaggio che ciò che si scrive è pubblicato online ed è modificabile da tutti gli utenti che hanno accesso a quell’area.

Ogni pagina di un wiki è costituita da tre parti: l’area di redazione (dove si scrive il contenuto), l’area di discussione (dedicata alla negoziazione di ciò che va pubblicato) e l’area cronologia (che conserva la storia di tutte le modifiche e ne consente il ripristino). Fino al 2000 il wiki è rimasto uno strumento per soli informatici, per la sua complessità tecnica; poi versioni più semplici ne hanno permesso l’uso anche a chi non è esperto.

L’esperimento: costruire conoscenza insieme

Nell’anno accademico 2006-2007, la cattedra di Psicotecnologie di un’università romana ha sperimentato l’uso del wiki nella didattica. In letteratura, le applicazioni del wiki in ambito educativo si riconducono a tre aree: come fonte di informazioni, come archivio collaborativo di conoscenze e come strumento per la redazione collettiva. La sfida di questa sperimentazione è stata integrare tutte e tre le possibilità in un unico percorso, articolato in tre fasi: reperimento delle risorse, loro raccolta e organizzazione, e infine co-costruzione dell’elaborato attraverso discussione e negoziazione.

L’esperienza ha coinvolto 110 studenti, ai quali sono stati proposti cinque temi di ricerca legati ai contenuti del corso, dalle nuove tecnologie ai mondi virtuali. Formati cinque gruppi, gli studenti hanno creato un proprio account con nome e cognome: una scelta pensata sia per responsabilizzarli sulla qualità dei contenuti inseriti, sia per poter valutare il lavoro individuale. Parallelamente è stata attivata una stanza in un forum di discussione, per fornire indicazioni iniziali e supporto tecnico.

Il ruolo del tutoring costruttivista

Il modello di tutoring adottato è stato esplicitamente di tipo costruttivista. Nella prima fase le istruzioni sono state soprattutto tecniche e di orientamento sulla scelta dei contenuti: un “sostegno” (in inglese scaffolding) metodologico particolarmente solido, data la scarsa familiarità della maggior parte degli studenti con lo strumento. Il lavoro è stato avviato con una pagina pre-impostata, un “modello” che conteneva le macrocategorie della ricerca da svolgere, come struttura di riferimento. Nelle fasi avanzate, invece, i tutor si sono limitati a supervisionare, suggerendo soluzioni per la presentazione dei contenuti. Un accompagnamento che si allenta progressivamente, man mano che gli studenti diventano autonomi.

Le tre fasi del lavoro

Il percorso si è sviluppato attraverso tre momenti ben distinti.

1. Il reperimento delle fonti. Dopo aver creato la propria pagina personale, ogni studente ha dovuto reperire articoli, preferibilmente scientifici, sul tema scelto, attraverso motori di ricerca e fonti bibliografiche. Particolare attenzione è stata dedicata alla qualità e all’attendibilità delle fonti: è stato richiesto, ad esempio, di allegare un curriculum dell’autore, a prova della sua competenza. Il risultato è stata la selezione di circa 2000 saggi e articoli.

2. L’organizzazione delle risorse. Le informazioni raccolte sono state ordinate in modo da renderle facilmente fruibili dagli altri membri del gruppo. Un passaggio che educa alla capacità di organizzare il materiale in una struttura dinamica e chiara.

3. La co-costruzione dell’elaborato. In una pagina di gruppo, tutte le risorse sono state condivise, discusse, riorganizzate e sintetizzate in un prodotto finale, frutto della collaborazione di tutti. I cinque saggi prodotti, lunghi in media 86 pagine, sono stati pubblicati online e restano tuttora modificabili.

Cosa ha insegnato l’esperienza

L’analisi qualitativa, condotta attraverso l’osservazione partecipante e lo studio dei documenti prodotti, ha permesso di cogliere alcuni aspetti importanti. Il primo è che l’integrazione delle tre funzionalità del wiki è una soluzione valida ed efficace. Usato in questo modo, lo strumento sviluppa competenze diverse in ciascuna fase:

  • la capacità critica di valutare i contenuti, nella fase di ricerca;
  • la capacità di organizzare e gestire le informazioni, rendendole fruibili agli altri;
  • la capacità di condividere e negoziare le risorse, che obbliga a “metabolizzare” i contenuti per poterli argomentare correttamente nella co-costruzione.

Un dato interessante riguarda il rapporto tra online e presenza. Sono state molte le circostanze in cui è servito un supporto tecnico diretto; e si è verificato almeno un fraintendimento nella discussione online, dovuto all’impossibilità di cogliere l’aspetto non verbale della comunicazione, importante per comprendere il senso e le intenzioni di un’affermazione. Per questo la modalità mista scelta dalla cattedra, che alterna collaborazione online e momenti di confronto in aula, si è rivelata la combinazione più efficace.

Cosa è stato valutato

La scheda di valutazione usata ha premiato un approccio attivo alla conoscenza, che va oltre il “sapere” per includere anche il “saper fare” e il “saper essere”. Tra gli aspetti valutati: l’attinenza ai temi, il contributo attivo e propositivo, l’interattività con il gruppo, la capacità di condurre una ricerca completa, di selezionare fonti attendibili, di organizzare le risorse in modo coerente, di mediare tra dimensione individuale e collaborativa, e di elaborare i contenuti. Costruire un lavoro comune, del resto, crea la necessità di essere critici, di valutare, scegliere e selezionare.

I limiti dello strumento

L’esperienza ha evidenziato anche alcuni limiti. Il primo è la difficoltà di controllare il reale contributo del singolo al prodotto collettivo: è capitato, per esempio, che alcuni studenti si inserissero solo nelle fasi finali, rivendicando poi una valutazione pari a quella degli altri. Il secondo è la difficoltà di supervisionare il ricorso al “copia e incolla” degli articoli trovati in rete, invece di un’elaborazione ragionata e critica dell’argomento.

Nonostante questi limiti, le riflessioni degli studenti sui forum hanno mostrato un forte apprezzamento. Hanno valorizzato molto la possibilità di “mettersi in gioco” completamente, usando le risorse del corso come opportunità per apprendere ed esprimere le proprie considerazioni, in un confronto costruttivo con i colleghi. Il confronto sui temi di studio è stato vissuto come occasione di crescita sia sul piano della conoscenza sia su quello relazionale.

Nel complesso, l’esperienza può essere considerata positiva: l’integrazione delle tre modalità del wiki si è rivelata un’efficace soluzione per attivare una didattica costruttiva, in cui gli studenti sono attori attivi che crescono sul piano della conoscenza, dell’organizzazione, delle relazioni, del pensiero critico e dell’espressione di sé.

Domande frequenti

Cos’è un ambiente wiki?

È un software che permette la redazione collettiva di contenuti online, modificabili da tutti gli utenti autorizzati. Ogni pagina ha un’area di redazione, una di discussione e una cronologia delle modifiche. Wikipedia è l’esempio più noto di questo principio.

Come è stato usato il wiki nella didattica?

Integrando le sue tre funzioni: fonte di informazioni, archivio collaborativo e strumento di redazione collettiva. Gli studenti hanno reperito fonti attendibili, le hanno organizzate e infine hanno co-costruito articoli collettivi, in un percorso di apprendimento a distanza.

Quali competenze sviluppa questo metodo?

Il pensiero critico nella valutazione delle fonti, la capacità di organizzare le informazioni in modo chiaro, e quella di discutere e negoziare i contenuti con il gruppo. Va oltre il semplice “sapere”, allenando anche il “saper fare” e il “saper essere”.

Quali sono i limiti del wiki nell’apprendimento?

La difficoltà di misurare il reale contributo di ciascuno al lavoro collettivo e di controllare il ricorso al “copia e incolla” invece dell’elaborazione critica. Inoltre la comunicazione online, priva del non verbale, può generare fraintendimenti: per questo è utile alternarla a momenti in presenza.

Un ambiente wiki, lo stesso principio di Wikipedia, può diventare un potente strumento di apprendimento collaborativo. Un esperimento universitario ha integrato le sue tre funzioni (fonte di informazioni, archivio, redazione collettiva) in un percorso a tre fasi: ricerca di fonti attendibili, organizzazione e co-costruzione di articoli. Il metodo, di impronta costruttivista, sviluppa pensiero critico, capacità organizzative e relazionali, andando oltre il semplice sapere. I limiti (difficoltà di misurare il contributo individuale, rischio di “copia e incolla”) si superano al meglio alternando il lavoro online a momenti di confronto in presenza.
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