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La Percezione del Volto Umano

Il riuscire a percepire il volto umano da parte del neonato ha un’importante funzione sociale, visto che è grazie a questo che si ricevono la maggior parte di informazioni emotive non verbali.
I processi implicati sono:
– la detezione, ovvero la capacità di individuare le caratteristiche invarianti che definiscono un volto.
– La discriminazione che permette di decidere sull’uguaglianza o diversità di due volti
– Il riconoscimento che si opera ricordandosi di un volto già visto.
Fin dalla nascita il bambino mostra preferenza per un volto umano disegnato in modo regolare piuttosto che in disordine, dando più attenzione a capelli, occhi, bocca e al contorno globale. Gli occhi assumono poi progressivamente una posizione privilegiata, diventando il fattore discriminante per una risposta di sorriso, che avviene comunque soltanto se lo stimolo-faccia è in posizione frontale e non laterale.
Altrettanto importante è la capacità di discriminare il volto della madre già a tre, quattro giorni dalla nascita, per cui possiamo dedurre che il volto umano rappresenta uno stimolo particolare per il quale esiste una preferenza innata, supportata da un sistema sottocorticale separato che si trova nel collicolo superiore.

Staff

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