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La Motricità del Neonato

Il neonato non e’ un organismo inerte in attesa di essere stimolato. Fin dai primi istanti dopo la nascita mostra un repertorio motorio gia’ complesso, fatto di posture e riflessi che gli permettono di rispondere alle esigenze poste dalla separazione dall’utero materno. Comprendere la motricita’ del neonato significa riconoscere quanto attivo e competente sia il […]

Psicolab — La Motricità del Neonato
Il neonato non e’ un organismo inerte in attesa di essere stimolato. Fin dai primi istanti dopo la nascita mostra un repertorio motorio gia’ complesso, fatto di posture e riflessi che gli permettono di rispondere alle esigenze poste dalla separazione dall’utero materno. Comprendere la motricita’ del neonato significa riconoscere quanto attivo e competente sia il bambino gia’ alla nascita.

Postura e riflessi: il repertorio di partenza

Il repertorio motorio del neonato dopo la nascita si descrive in termini di postura e di riflessi. La postura riflette la posizione mantenuta per molti mesi nel ventre materno: il capo e’ ruotato, di solito verso destra, e gli arti sono flessi. E’ la memoria corporea dei mesi trascorsi nello spazio ristretto dell’utero.

I principali riflessi del neonato

Tra i riflessi piu’ importanti troviamo la presa palmare, o grasping, che si attiva quando qualcosa sfiora la mano o il piede; il rooting, ovvero il voltare il capo verso uno stimolo posto all’angolo della bocca; la suzione in risposta a uno stimolo labiale; lo stepping, o marcia automatica, che compare quando il neonato viene tenuto in posizione eretta e leggermente inclinato in avanti. Sono risposte organizzate, non casuali, che testimoniano un sistema nervoso gia’ pronto a funzionare.

Un neonato attivo, non un sistema inerte

La presenza di questi riflessi non significa, come pensavano gli esponenti delle concezioni neurofisiologiche classiche, che il bambino sia un insieme di sistemi inerti finche’ non vengano stimolati. Al contrario, il neonato e’ gia’ un organismo complesso e attivo, pronto a rispondere alle principali esigenze poste dalla nuova condizione di separazione dall’utero materno.

Ai fini della sopravvivenza, e’ gia’ capace di attaccarsi al seno e di succhiare il latte con movimenti coordinati ed efficienti. Subito dopo il parto la sua respirazione funziona perfettamente ed e’ armonizzata con la suzione, in una sincronia che rende possibile la nutrizione fin dai primi minuti di vita.

Oltre la sopravvivenza: orientamento e attenzione

Il repertorio motorio del neonato va oltre le pure esigenze vitali. Il bambino orienta il capo verso i rumori, in particolare verso la voce umana; segue con gli occhi un oggetto che si muove lentamente; raddrizza il capo per pochi istanti se tenuto in posizione eretta. Sono comportamenti che rivelano un’attenzione precoce verso l’ambiente e, soprattutto, verso le persone che si prendono cura di lui.

Le differenze individuali

Anche dopo la nascita esistono differenze interindividuali nel modo di muoversi. Alcuni neonati si muovono di piu’, altri di meno; le posizioni preferite variano da un bambino all’altro; alcuni dormono molto, altri poco; certi sono facili da calmare quando piangono, altri risultano piu’ difficili da gestire.

Non conosciamo con certezza quali conseguenze queste caratteristiche abbiano sullo sviluppo psichico e della personalita’. Possiamo pero’ dedurre che le cause siano in parte genetiche e in parte legate a fattori ambientali, fisici e psicologici, in un intreccio che accompagnera’ tutto lo sviluppo del bambino.

Il caso della nascita pretermine

Un caso particolare e’ quello della nascita pretermine. Sono definiti prematuri i bambini che nascono dopo una gestazione inferiore alle 37 settimane, a fronte di una durata media della gravidanza di circa 40 settimane. Particolarmente a rischio sono i neonati venuti al mondo prima della trentesima settimana, per i quali esiste un’alta probabilita’ di morte o di danni allo sviluppo, come deficit motori, ritardo mentale, disturbi dell’apprendimento o del linguaggio, poiche’ nascono con apparati non ancora completamente formati.

In generale le complicazioni legate alla nascita prematura vengono risolte positivamente grazie alle incubatrici e alle cure mediche immediate. La percentuale di bambini sani diminuisce pero’ nei casi di parti pretermine gravi, con pesi alla nascita inferiori a 1500 o addirittura a 1000 grammi.

Dai riflessi al movimento volontario

I riflessi del neonato non restano immutati nel tempo. Molti di questi automatismi, come il grasping o la marcia automatica, sono destinati ad attenuarsi progressivamente nei primi mesi di vita, lasciando spazio a movimenti sempre piu’ controllati e intenzionali. La loro comparsa e la loro successiva scomparsa costituiscono, per questo, un indicatore importante del regolare sviluppo del sistema nervoso.

Questa transizione racconta il passaggio da un repertorio in gran parte innato a uno costruito attraverso l’esperienza e l’esercizio. Il bambino, mese dopo mese, impara a governare il proprio corpo, trasformando le risposte automatiche dei primi giorni in gesti guidati dall’intenzione e dalla relazione con chi si prende cura di lui.

La continuita’ con la vita prenatale

Molte delle competenze del neonato non nascono dal nulla al momento del parto, ma affondano le radici nella vita prenatale. La suzione, la deglutizione e i movimenti coordinati che permettono l’allattamento sono gia’ stati sperimentati nel grembo materno, dove il feto li ripeteva facilitato dal liquido amniotico. La nascita, sotto questo profilo, non e’ un inizio assoluto, ma il passaggio a un ambiente nuovo di capacita’ gia’ in parte allenate.

Riconoscere questa continuita’ aiuta a leggere il neonato non come una tabula rasa, ma come un organismo che porta con se’ una storia, quella dei mesi trascorsi prima di venire al mondo, e che su quella storia costruisce i propri primi adattamenti.

Domande frequenti

Quali sono i principali riflessi del neonato?

Tra i piu’ importanti ci sono la presa palmare (grasping), il rooting, la suzione in risposta allo stimolo labiale e lo stepping, la marcia automatica che compare quando il neonato viene tenuto eretto e inclinato in avanti.

Il neonato e’ davvero un organismo attivo?

Si’. A differenza di quanto sostenevano le concezioni neurofisiologiche classiche, il neonato e’ gia’ complesso e attivo: sa attaccarsi al seno, succhiare con movimenti coordinati e coordinare respirazione e suzione fin dai primi minuti.

Perche’ i neonati si muovono in modo diverso tra loro?

Le differenze nel movimento, nel sonno e nella capacita’ di essere calmati dipendono in parte da fattori genetici e in parte da fattori ambientali, fisici e psicologici.

Quando un bambino e’ considerato prematuro?

E’ definito prematuro chi nasce dopo meno di 37 settimane di gestazione. I rischi maggiori riguardano i nati prima della trentesima settimana e i parti pretermine gravi, con pesi inferiori a 1500 o 1000 grammi.

La motricita’ del neonato racconta una storia di competenza precoce: posture, riflessi e capacita’ di orientarsi verso il mondo mostrano un bambino gia’ pronto a interagire con l’ambiente. Riconoscere questa attivita’, comprese le differenze individuali e le sfide della nascita pretermine, e’ il primo passo per accompagnarne lo sviluppo.
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