Il repertorio motorio del neonato dopo la nascita viene qualificato in termini di postura e di riflessi. La postura è dettata dalla posizione assunta per molti mesi nel ventre materno: il capo è ruotato (di solito a destra) e gli arti flessi.
I riflessi più importanti sono ad esempio la presa palmare (grasping) se qualcosa sfiora la mano o il piede, il voltare il capo da quella parte se c’è uno stimolo all’angolo della bocca (rooting), la suzione nel caso di stimolo labiale, lo stepping se posto in posizione eretta inclinato in avanti (marcia automatica)…
Questo non significa, come pensavano gli esponenti delle concezioni neurofisiologiche classiche, che il bambino sia un insieme di sistemi inerti fino a che non vengano stimolati, anzi, il neonato è già un organismo complesso e attivo, pronto a rispondere alle principali esigenze poste dalla nuova posizione di separazione dall’utero materno. Al fine della sopravvivenza egli è già capace di attaccarsi al seno materno e succhiare il latte con movimenti coordinati ed efficienti; appena dopo il parto la sua respirazione funziona alla perfezione ed è armonica con la suzione.
Il repertorio motorio però va al di là delle esigenze vitali e si configura anche come orientamento del capo verso i rumori (specialmente la voce umana), il seguire con gli occhi un oggetto che si muove lento, raddrizzare il capo per pochi momenti se tenuto in posizione eretta.
Vi sono comunque anche dopo la nascita delle differenze interindividuali nel modo di muoversi: alcuni si muovono di più, altri di meno, le posizioni preferite sono differenti da un soggetto all’altro, alcuni dormono molto, altri poco, certi sono facili da calmare in occasioni di pianto, altri ingestibili. Non sappiamo quali possano essere le conseguenze di queste caratteristiche sullo sviluppo psichico e della personalità, però possiamo dedurre che le cause siano in parte genetiche e in parte dovute a fattori ambientali, fisici e psicologici.
Un caso particolare è rappresentato dalla nascita pretermine: sono infatti definiti prematuri tutti quei bambini che nascono dopo una gestazione inferiore alle 37 settimane (durata media di una gravidanza è 40,5 settimane). Particolarmente a rischio sono quei neonati venuti al mondo prima della 30ª settimana, per i quali c’è un’alta probabilità di morte o danni nello sviluppo (deficit motori, ritardo mentale, disturbi di apprendimento o del linguaggio), visto che vedono la luce con apparati ancora non formati completamente.
In generale le complicazioni dovute a questa nascita prematura vengono risolte positivamente grazie all’utilizzo delle macchine incubatrici e alle cure mediche immediate, ma la percentuale di bimbi sani diminuisce nel caso di parti pretermine gravi (peso inferiore a 1500 o 1000gr).