fbpx

Psico Wiki, Scuola

Infanzia e Percezione Visiva

L’organizzazione del campo fenomenico segue anche nel bambino le leggi della Gestalt di unificazione formale, con alcune preferenze: la legge di chiusura e pregnanza delle forme sembra prevalere su quella della continuità di direzione. Di fronte a forme con contorno lacunoso o frammentario la capacità di riconoscimento aumenta con l’aumentare dell’età, anche se, una volta addestrati, anche bambini di tre anni e mezzo riescono ad avere buone prestazioni.
Il processo di riconoscimento presuppone che il bimbo nella sua mente abbia già la rappresentazione dell’oggetto che deve essere percepito, immagine che nel bambino piccolo non può esistere perché egli è abituato a trattare ogni elemento della forma lacunosa come figurina a se stante senza nessuna relazione col tutto.
Un ambito di ricerca approfondito recentemente è quello della preferenza fra forma e colore: agli studi iniziali che hanno dato prevalenza alla prima sul secondo, si sono sovrapposti studi che indicano invece una sequenza evolutiva ben precisa. Sotto i tre anni si ha effettivamente la preferenza forma-colore, ma nell’intervallo 3-5 anni la cosa si capovolge per poi ritornare quella originaria dopo i 5 anni. In realtà quello che cambia è il significato psicologico assegnato alla forma nelle diverse età, perché i bambini più piccoli danno attenzione più alle caratteristiche fisiognomiche che a quelle metriche-euclidee privilegiate dopo i 5 anni. La preferenza per il colore dai 3 ai 5 anni si spiega proprio in base a questo passaggio di significato che necessita di qualche anno per consolidarsi.
Un fenomeno importante in ambito percettivo è quello del sincretismo ovvero la incapacità del bambino di collegare e integrare diversi dati percettivi in unità strutturate all’interno delle quali gli elementi siano organizzati secondo determinati rapporti (ad esempio si crea una figura umana su un foglio mettendo insieme varie forme di frutti; il bimbo ha una visione generale piuttosto confusa del tutto).
Per quanto riguarda i sistemi di riferimento spaziali, questi sono all’inizio di natura egocentrica perché a livello retinico sono privilegiate le direzioni orizzontale e verticale che dividono lo spazio circostante in quattro aree, alto,basso, destra e sinistra. Successivamente (alla fine del secondo anno secondo Piaget) si sviluppano anche le relazioni di tipo topologico che consentono al bambino di avere una rappresentazione spaziale delle relazioni fra gli oggetti e degli oggetti con lui stesso.
Verso i 5-6 anni assumono maggiore rilievo le relazioni metriche, basate sui rapporti euclidei di lunghezza, ampiezza, ecc…

Staff

Staff

Aggiungi commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.