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Il Neonato e la Percezione Visiva

L’apparato visivo alla nascita risulta estremamente immaturo, ma nonostante ciò il neonato è in grado di eseguire movimenti oculari di inseguimento di stimoli che si muovono dal centro alla periferia del campo visivo, purché la velocità di spostamento non sia elevata e quest’ultimo sia prevalentemente in senso orizzontale (in questo modo può aiutarsi anche con gli spostamenti del capo). Allo stesso modo, il neonato risulta sensibile ai contrasti di chiarezza e un’acuità visiva che gli permette di discriminare le immagini entro il campo visivo più prossimo. Per quanto riguarda la percezione dei colori, la visione è tricromatrica almeno fino a tre mesi.
All’interno di questo spazio visivo prossimo il bambino riesce a esercitare attivamente le sue capacità, realizzando veri e propri processi di attenzione, infatti se improvvisamente un oggetto grande in movimento viene fatto apparire nel campo visivo periferico ecco che il lattante lo mette a fuoco spostando gli occhi. Con il passare del tempo questi fenomeni acquistano sempre di più la natura di attenzione focalizzata, ovvero capacità a mantenere il proprio interesse sullo stimolo per acquisire ed elaborare le informazioni disponibili con dispendio di risorse cognitive. A livello fisiologico assistiamo a un decremento della frequenza del battito cardiaco, alla comparsa di specifiche espressioni del volto (apertura della bocca, protrusione della lingua, aggrottamento delle sopracciglia) e a un minor grado di distraibilità.
Con il raggiungimento di questa fase di sviluppo assistiamo anche alla comparsa di due tipi di esplorazione dell’ambiente, quella visiva e quella visuo-manipolatoria.
La prima, si manifesta come attenzione percettiva verso stimoli più definiti, di maggiore grandezza, con contorni più precisi e differenze di luminosità rimarcate, oltre a stimoli con un elevato numero di angoli e di contorni.
L’esplorazione visuo-manipolatoria si presenta come multimodale poiché utilizza i due sensi per una ricerca più attiva e mirata delle informazioni degli stimoli esaminati. Questo processo di examining può essere esperito attraverso le dita, che premono, grattano, ruotano l’oggetto oppure attraverso la bocca e sarà tanto più lungo quanto maggiori sono le novità e complessità dello stimolo proposto.
E’ importante sottolineare come anche in questa modalità di sviluppo sussistano delle differenze individuali di stile attentivo che si manifestano attraverso tempi di fissazione e di esplorazione visuo-manipolatoria più o meno lunghi. Sembra che gli short lookers abbiano strategie più efficaci di acquisizione dell’informazione rispetto ai long lookers , strategie che paiono conservarsi anche nel futuro sviluppo intellettivo.

Staff

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