Cosa significa modello normativo
Oltre ad agire in accordo con i desideri degli adulti, i bambini cercano di dare un senso alle richieste che vengono loro rivolte. Elaborano ipotesi sui motivi di quelle richieste e provano a capire che cosa significhino i messaggi che ricevono, in relazione al contesto sociale in cui vivono. Non obbediscono soltanto: interpretano.
Tutto questo accade inizialmente nel contesto della famiglia. Poi, durante il secondo anno di vita, i bambini diventano coscienti che loro stessi, gli altri e gli oggetti fisici devono corrispondere a modelli normativi. Cominciano allora a mostrare consapevolezza dell’esistenza di standard, della loro possibile violazione e degli insuccessi nel rispondere alle aspettative altrui.
I modelli normativi in pratica
Il comportamento si incentra sempre più sul successo o sull’insuccesso nel soddisfare le richieste poste dalla realtà. Aumenta l’interesse per ciò che è permesso e ciò che è proibito, certe azioni o eventi vengono classificati come inopportuni, e il linguaggio valutativo diventa più frequente anche nei commenti spontanei. Il bambino non aspetta che sia l’adulto a dire “così non va”: lo dice lui, di un giocattolo rotto o di una torre storta.
L’acquisizione dell’idea di standard è, prima di tutto, un risultato cognitivo. Implica infatti la capacità di operare un confronto mentale tra come una cosa è e come dovrebbe essere. Prima ancora che una norma morale, quella del bambino è una rappresentazione: deve poter tenere in mente lo stato ideale mentre osserva quello reale, e misurarne la distanza.
Termini correlati
Standard comportamentale, discrepanza, linguaggio valutativo, interiorizzazione, sviluppo morale.
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