La lettura comincia in famiglia, prima della scuola
Esiste una forma di lettura più semplice, che precede quella dei testi stampati e la rende più facile: riguarda la lettura degli oggetti, degli ambienti e delle immagini. Il bambino la esercita spontaneamente ogni giorno, molto prima di sedersi tra i banchi, ed è proprio questa esperienza precoce a costruire gli strumenti mentali che serviranno poi per affrontare la pagina scritta. La famiglia, in questo senso, è il primo e più importante ambiente di alfabetizzazione.
Leggere oggetti, ambienti e immagini
Leggere un oggetto significa scoprire aspetti o particolari che a un primo sguardo non vengono notati, ed esistono somiglianze evidenti fra la lettura di immagini e quella dei testi. Leggere un’immagine vuol dire passare da una percezione globale e sincretica a un’analisi delle varie componenti e a una ricostruzione della totalità, che però acquista un significato d’insieme più complesso di quello percepito all’inizio. È un procedimento che va dal tutto alle parti e di nuovo al tutto, arricchito di senso.
Questo stesso processo verrà messo in atto anche nella lettura del testo scritto. Ecco perché soffermarsi con il bambino a osservare figure, illustrazioni e scene non è una perdita di tempo, ma un allenamento prezioso: gli insegna a guardare in profondità, a cogliere dettagli e relazioni, esattamente ciò che gli chiederà la lettura di una frase.
Dalle immagini alle parole: le difficoltà del passaggio
Le difficoltà che si presentano nel passaggio dalla lettura di immagini a quella di frasi o parole riguardano, in prima battuta, il passaggio dal mondo dei simboli a quello dei segni. L’immagine somiglia a ciò che rappresenta, mentre la lettera è un segno convenzionale, arbitrario, che va appreso e memorizzato. A questo si aggiunge la necessità di una memoria di lavoro abbastanza ampia da permettere di ricordare le lettere già decifrate mentre si procede con la lettura di una parola o di una frase. Se il bambino, arrivato in fondo alla parola, ha già dimenticato l’inizio, il significato gli sfugge: per questo la lettura richiede tempo, esercizio e pazienza.
Il materiale intermedio: fumetti, didascalie e racconti-rebus
Il modo migliore per aiutare i propri figli in questo compito è proporre loro del materiale intermedio, in cui siano presenti insieme immagini e parole: fumetti, storie fatte di immagini con didascalie, racconti-rebus. Questi materiali fanno da ponte tra il mondo visivo, già familiare al bambino, e quello dei segni scritti, ancora nuovo. L’immagine sostiene la comprensione e alleggerisce il carico della decifrazione, permettendo al piccolo lettore di procedere con più sicurezza e meno frustrazione.
Dalla decifrazione al riconoscimento immediato
Con l’esercizio arriva un passaggio decisivo: quello dalla decifrazione al riconoscimento immediato. All’inizio il bambino compone faticosamente le parole lettera per lettera; poi, grazie agli schemi grafici visivi che si sono creati nella sua mente, riconosce le parole a colpo d’occhio, senza doverle più decodificare pezzo per pezzo. È in questo momento che la lettura diventa fluida e finalmente piacevole, perché l’energia mentale non è più assorbita dal come leggere, ma può concentrarsi sul cosa si legge.
Come scegliere i libri giusti
La frequenza di lettura è importante, e i libri proposti devono essere interessanti per il bambino e capaci di suscitare il suo entusiasmo. Ma come sceglierli? Ci sono alcuni criteri che i libri per bambini dovrebbero rispettare. Anzitutto l’adeguatezza: all’età, agli interessi e alle capacità di comprensione del piccolo lettore. Il libro dovrebbe poi rivelare già a un primo sguardo parte del suo contenuto, così da accendere l’interesse e incuriosire. Deve entrare subito nel vivo della storia e presentare problemi capaci di catturare la mente e di coinvolgerla nella ricerca di una soluzione. Infine, dovrebbe offrire tensioni emotive e la possibilità di identificarsi con i personaggi positivi: è attraverso questa identificazione che il bambino si appassiona e fa propria la storia.
Il ruolo dell’esempio
Al di là delle tecniche, resta un fattore silenzioso ma potente: l’esempio. Un bambino che vede i genitori leggere, che cresce in una casa con qualche libro a portata di mano e che riceve fin da piccolo il rito della lettura ad alta voce prima di dormire, assorbe l’idea che leggere sia un’attività bella e desiderabile. Non serve trasformare la lettura in un dovere: è molto più efficace renderla un momento condiviso, di vicinanza e di piacere. In questo modo i genitori non insegnano soltanto a decifrare le lettere, ma trasmettono il gusto di leggere, che è il vero obiettivo.
Domande frequenti
Quando comincia davvero l’apprendimento della lettura?
Molto prima della scuola, in famiglia. Il bambino impara a “leggere” oggetti, ambienti e immagini, e questa esperienza precoce costruisce gli strumenti mentali necessari per affrontare poi il testo scritto.
Perché il passaggio dalle immagini alle parole è difficile?
Perché richiede di passare dai simboli, che somigliano a ciò che rappresentano, ai segni convenzionali delle lettere, e di tenere in memoria le lettere già decifrate mentre si prosegue nella lettura di una parola o di una frase.
Quale materiale aiuta di più i bambini?
Il materiale intermedio, in cui immagini e parole convivono: fumetti, storie con didascalie e racconti-rebus. Fanno da ponte tra il mondo visivo e quello dei segni scritti, alleggerendo la fatica della decifrazione.
Come si sceglie un buon libro per bambini?
Deve essere adeguato all’età, agli interessi e alle capacità di comprensione, incuriosire già a un primo sguardo, entrare subito nel vivo della storia e offrire tensioni emotive e personaggi positivi in cui identificarsi.
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