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Il Codice Nascosto di Clotaire Rapaille

Breve Estratto

Sai quelle cose che ti vengono dette in aula, o appena fuori, mentre sei in una pausa fra un’ora e un’altra di un corso, specialmente di un Master? In questo caso mi si avvicina Andrea, un professionista di alto livello, e mi fa “Ma te l’hai letto il Codice Nascosto?” Spesso mi chiedono di libri e autori mai sentiti su argomenti che vanno dalla “Crescita dei Licheni in zone periartiche” a “I monoliti di Stonehenge come metafora dell’apprendimento organizzativo”. Un aspetto negativo della trasversalità percepita…
Andrea però non è il tipo e, essendoci conosciuti a vicenda, la cosa mi ha incuriosito. Già dal nome dell’autore Clotaire Rapaille, antropologo ed esperto di marketing. Anzi psicanalista e consulente pubblicitario per multinazionali conosciute in tutto il mondo.
Vado a informarmi su internet e leggo di Rapaille che studia gli archetipi, è presidente dell’Archetype Discoveries Worldwide, e in questo libro affronta il tema del “codice nascosto”. Il sottotitolo è quanto mai stuzzicante “”Perché viviamo, compriamo, amiamo. E perché lo facciamo in questo modo”.
Molte delle nostre scelte sono dettate, o quantomeno influenzate, da strategie e programmi spesso inconsci e che differiscono per ogni cultura. In quarta di copertina si legge “Per ogni cultura esiste una serratura e una chiave in grado di aprirla. Scoprendone l’esistenza, utilizzandola, si smaschera il Codice che determina il nostro modo di agire, di pensare, di provare emozioni”. E più avanti “Rapaille decodifica i sistemi culturali che condizionano il nostro comportamento e spiega per quale motivo americani, europei e asiatici hanno codici diversi per intendere la vita, la salute, il sesso, il cibo…”
Naturalmente decido di acquistare il libro. E non me ne pento.
Ogni Codice Culturale, scrive Clotaire, è il significato che attribuiamo inconsciamente a una data cosa, rifacendoci alla cultura in cui siamo cresciuti. Sulla scorta di un assunto mutuato da Henry Laborit, “un’esperienza viene appresa tanto più profondamente quanto più forti sono le emozioni”, e di un concetto assai caro a Konrad Lorenz, quello dell’imprinting, Rapaille cominciò a svolgere ricerche per le multinazionali per scoprire quali imprinting appunto condizionassero le scelte dei consumatori di una determinata cultura nei confronti delle diverse tipologie di prodotti.
E da lì, dopo trent’anni di ricerche, parte per spiegare i meccanismi che, in maniera impercettibile ai diretti interessati, condizionano il comportamento quotidiano: un silenzioso sistema di archetipi che acquisiamo per lo più inconsciamente mentre cresciamo immersi nella cultura a cui apparteniamo.
Attraverso questi archetipi, questi modelli di base che ci aiutano a capire la condizione umana, Rapaille nella sua vita professionale ha dimostrato alle organizzazioni i modi più efficaci in cui utilizzarli per migliorare i loro sforzi di vendita e di marketing. Riuscire infatti a risalire all’origine di questi imprinting, decodificando gli elementi della cultura per scoprire le emozioni e i significati ad essi associati, significa apprendere molte cose sui comportamenti di scelta e di acquisto dei potenziali consumatori.
Ho trovato una bella definizione: “Rapaille è una sorta di speleologo dei Codici culturali che si annidano segretamente nell’inconscio di ogni cultura”. Lui per lavoro li trova e li fornisce all’impresa committente.
Il libro fra l’altro è godibilissimo e racconta come per gli americani sia inconcepibile parlare di sesso durante una cena formale e di come sia naturale chiedere invece quanto si guadagni a persone appena incontrate, dato che per loro il denaro fornisce la prova del valore dell’individuo. In Francia è esattamente l’opposto: assai volgare parlare di soldi mentre assolutamente lecito dissertare in una cena chic delle proprie posizioni sessuali preferite o del fatto di avere più partner contemporaneamente.
Cinque sono i principi da cui Rapaille è partito per le sue ricerche:
1.Non credere a quello che dice la gente
2.L’energia delle emozioni è necessaria per apprendere qualsiasi cosa
3.Il messaggio è la struttura non il contenuto
4.C’è una finestra temporale per l’imprinting e il suo significato varia da cultura a cultura
5.Per conoscere il significato dell’imprinting nel contesto di una cultura, bisogna capire il codice di quell’imprinting.
Rapaille spiega come il codice sia una sorta di nuovo paio di occhiali con cui osservare noi stessi e i nostri modelli comportamentali.
“Osservando il modo in cui pensiamo, in quanto cultura, e scoprendo quali sono i nostri modelli di comportamento basati sul ‘kit di sopravvivenza’ che ci viene fornito alla nascita in quanto americani, inglesi o francesi, possiamo esplorare il mondo da una prospettiva del tutto nuova”.
“Dopo aver scoperto i Codici, niente sembra più uguale a prima”.
Titolo: Il codice nascosto. Perché viviamo, compriamo, amiamo. E perché lo facciamo in questo modo
Autore: Clotaire Rapaille
Traduttore: Gurioli M.
Editore: Nuovi Mondi Edizioni
Data di Pubblicazione: 2006
ISBN: 8889091398
ISBN-13: 9788889091395
Pagine: 190
Prezzo € 16.50

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